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Open, Renzi in Senato: “Non si può violentare vita delle persone”

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“Si vergogni chi pensa che qui stiamo attaccando la magistratura. Non c’è nessun attacco ma chiediamo che la politica faccia i conti con realtà”. Così Matteo Renzi nell’aula del Senato chiamata a decidere sul conflitto di attribuzione nell’ambito della vicenda Open.

“Chi oggi dice che siamo in presenza del tentativo di un senatore di allontanarsi dal suo processo, mente sapendo di mentire. Questo è un conflitto di attribuzione e non ha niente a che vedere con la posizione personale dell’imputato: non cambia niente nel processo che mi riguarda. Siamo qui perchè si parla non di me, ma di un principio di civiltà giuridica”.

“La domanda è se l’art.68 della Costituzione è ancora in vigore o no. O quanto meno se vale per i pm fiorentini. Si parla di carte acquisite illegittimamente e lo dice la corte di Cassazione con 5 sentenze che hanno annullato i provvedimenti richiesti dalla procura di Firenze. La Cassazione dice che sono stati illegittimamente acquisti documenti, che non andavano acquisti e per 5 volte la Cassazione ha stabilito che i pm hanno agito in modo illegittimo”, continua Renzi.

“Dico ai colleghi che voteranno contro la proposta della senatrice Modena e della Giunta – sottolinea il leader di Italia Viva- che il punto non è solo il metodo di sequestro invasivo, violento e illegittimo utilizzato dalla procura di Firenze, ma vi auguro anche che non vi accada mai quello che è accaduto a me, non vi venga riservato il trattamento che a me è stato riservato”, con la pubblicazione “non solo di conti correnti, ma di una lettera personale di un padre” violando “l’intimità familiare, non è consentito violentare la vita delle persone”

“Noi – ha continuato Renzi – difendiamo la libertà dell’informazione, ma non può vederci silenziosi davanti al fatto che una velina della Procura vale più di una sentenza della Cassazione”. “Non è pensabile – dice – che notizie prive di rilevanza penale vengano pubblicate in prima pagina. Se la stampa cede il ruolo di guardiano democratico, il populismo vince anche per mancanza di responsabilità da parte della stampa”.