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Renziani e bersaniani ai ferri corti per i licenziamenti al Maggio In consiglio comunale si è rischiato la rottura fra i Democratici

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consiglio_comuneAlcune tensioni tra il sindaco Matteo Renzi e la minoranza ‘bersaniana’ del Pd in Palazzo Vecchio sono state causate dalla presentazione di un ordine del giorno, da parte di alcuni consiglieri del gruppo democratico, per chiedere la revoca dei dieci licenziamenti di dipendenti del Maggio musicale firmati dal primo cittadino il 31 dicembre scorso. Il documento, siglato da Collesei, Pezza, Pugliese, Dormentoni, Chiavacci, Matteuzzi, Livi, Sguanci, Agostini, alcuni dei quali hanno criticato con vigore le scelte del sindaco, e da Albini (la quale ha poi, durante il dibattito, tentato una mediazione tra i consiglieri della maggioranza), e’ stato poi utilizzato, nel suo intervento, dal consigliere Andrea Pugliese per affermare che dal caso ”traspare una evidente lacerazione politica all’interno della maggioranza”. Parole alle quali il sindaco Renzi ha voluto rispondere, replicando di ”prendere atto di questa lacerazione posta alla mia attenzione – ha detto – ma ciascuno valutera’ quanto sia intelligente porre una questione politica del genere a Firenze un mese dalle elezioni. Cari amici del Pd – ha poi proseguito ironicamente il sindaco – che avete con grande acume intenzione di tener viva una discussione che a livello nazionale alcuni hanno contribuito a chiudere, avete solo una strada, revocate la fiducia a questa giunta. Si sappia che da parte nostra andremo fino in fondo, i giochini non ci interessano. E giocare sulla pelle dei lavoratori dei lavoratori per strappare un applauso e’ un atto di miopia politica allucinante”. La votazione dell’ordine del giorno presentato dalla minoranza ‘bersaniana’ non e’ stata possibile a causa della mancanza del numero legale in aula, venuto meno in quanto i consiglieri ‘renziani’ sono usciti dalla sala prima che potesse avere luogo.

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