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Ucraina. Letta: “Se Italia e Ue divisi, Putin ha vinto metà della sua guerra”

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“Da me sentirete parole che aiutino a far sì che il Paese sia unito, se Putin trova l’Italia e l’Ue divisa ha vinto metà della sua guerra”. Così Enrico Letta a Piazzapulita su La7, parlando del conflitto Ucraina-Russia.

“In questo momento – rimarca – c’è fondamentale bisogno di posizioni comuni sia in Italia che a livello europeo. Io ho incontrato Giuseppe Conte. Abbiamo discusso, abbiamo parlato, abbiamo dei punti d’intesa e dei punti su cui esistono differenze ma insieme dobbiamo farlo, insieme a una maggioranza che sostiene il governo. Se Draghi ha una maggioranza che lo sostiene può dire le cose importanti che ha detto a Washington e poi insieme all’Europa. Se ci dividiamo facciamo il gioco di Putin”.

Dopo terzo decreto basta con l’invio di armi in Ucraina? “Noi discuteremo in Parlamento giovedì prossimo quando verrà il presidente del Consiglio e sulla base di quello che dirà il presidente del Consiglio in Parlamento decideremo i passaggi successivi e li decideremo insieme come maggioranza, come governo e con i nostri alleati europei” dice il segretario Pd a proposito delle parole di Giuseppe Conte.

Poi, a chi gli chiede delle dichiarazioni del leader M5S sul fatto che il governo non avrebbe un mandato politico sulla guerra in Ucraina e quindi come e se dovrebbe ottenerlo, Letta risponde: “Francamente non lo so e non lo deve chiedere a me. Noi pensiamo che ci sia stato un voto in Parlamento all’inizio di un percorso chiaro e netto che ha trovato un consenso largo. Poi se c’è bisogno di aggiornare si aggiorna, se deve esserci un voto si voti, noi non abbiamo nessuna paura”.

Quanto alla guerra, “a me non sembra che lo scenario sia cambiato. E’ lo stesso di due mesi fa, gli ucraini continuano ad essere oggetto di un’invasione e la comunità internazionale è impegnata a trovare una soluzione. Come ha detto Draghi a Washington noi siamo impegnati in un percorso di pace che esiste perché l’Ucraina ha resistito e lo ha fatto grazie al sostegno europeo. Noi andiamo in Parlamento al dibattito con il premier Draghi con questo spirito”.

“L’unica cosa che dobbiamo evitare è quella di interpretare un cambiamento come legato a noi stessi. Siccome ci siamo stancati della guerra allora cambiamo atteggiamento. Ma i cambiamenti sono quelli che avvengono lì, avvengono rispetto ai morti, alla distruzione che è ancora in corso. Io vorrei discutere di questo e non di una nostra stanchezza”, afferma il leader Pd.

Quanto all’alleanza con i 5 Stelle, “io la considero la scelta che stiamo facendo ora con le amministrative e che faremo alle prossime elezioni politiche. Questa crisi sta mettendo in confusione la bussola di tutti e questo riguarda tutto il sistema. Ma io sono convinto non solo che quest’alleanza reggerà ma che sia positiva per il Paese”.