“Sono a Firenze per diventare il giocatore che non sono riuscito a diventare a Siena. Se pensate che possa essere chiamato bomber, a me sta bene.Essere qui è un sogno e non voglio fallire questa grande opportunità”. Marcelo Larrondo si presenta nella salata stampa Manuela Righini dell’Artemio Franchi. Sciarpa viola al collo e tra le mani una maglia, col numero 18 stampato sulle spalle, accompagnato dal club manager
Vincenzo Guerini.
Cosa rappresenta Firenze?
“La mia grande occasione. Voglio mettermi subito a disposizione del mister. Sono venuto qua per crescere e per aiutare la Fiorentina a raggiungere i suoi traguardi. A Siena ho avuto poca continuità, sono però maturato molto in questi 4 anni. Adesso voglio esplodere con la maglia della Fiorentina”.
Quali sono le sue caratteristiche tecniche?
“Sono un attaccante a cui piace attaccare la profondità e sono forte di testa. Mi piace giocare la palla e spero di trovarmi bene con giocatori forti tecnicamente come Toni, Cuadrado e Jovetic”. In Argentina era considerato un talento purissimo, poi le cose non sono andate secondo le previsioni… “Ho fatto molto bene sia al River che nei primi anni con la Primavera del Siena. Ho giocato con continuità sia con Malesani che con Conte. Poi non sono riuscito a dare quello che è nelle mie potenzialità. Ma tutto ciò rappresenta il passato. Ora che sono qui può cambiare tutto, anzi deve cambiare tutto. Se sento la fiducia attorno a me posso fare molto bene e segnare tanti gol. Alla Juve? Magari, ma vanno bene anche al Milan, all’Inter o al Siena. L’importante è segnare”. Qual è il suo idolo? “Naturalmente Batistuta e so quello che ha fatto qui a Firenze. Mi piace molto anche Luca Toni e ho già avuto l’opportunità di vederlo allenare. Da lui posso solo imparare, così come posso farlo da altri grandi giocatori della Fiorentina”. Sente di avere un punto debole, da migliorare? “No, non ho un particolare punto debole. Devo solo allenarmi tanto e crescere come giocatore”. E E per il calcioscommesse ? “E’ stato un momento bruttissimo. Mi hanno dato tre mesi di squalifica e non c’entravo niente. Per fortuna la famiglia e i compagni di squadra mi sono stati vicini. Perché ho patteggiato? Per non restare fuori fino a febbraio. Mi hanno consigliato di farlo perché sarei tornato in campo prima”.
In viola troverà molti sudamericani…
“Sì, questa è una cosa positiva. Ho già parlato con Roncaglia che mi ha datp dei consigli. Poi con Gonzalo Rodriguez, Olivera, LLama e con gli altri. Abbiamo davvero un bel gruppo”.
Ma è pronto per giocare?
“Sì. Sto bene fisicamente e mi allenerò da mercoledì con la squadra. Quindi sonno a disposizione di misterMontella”.










