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L’ordine degli ingegneri traccia un progetto politico. “Riconsiderare il passaggio del tram dal Duomo, Così ci libereremo dei dehors”

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Piero Campani

Oltre 45 anni di giornalismo legato alla mobilità non basta a capire che ognuno deve avere il suo ruolo. Spetta alla politica  valutare se il passaggio dal duomo può allontanare gli antiestetici dehors o anche turisti e cittadini. Già oggi i fiorentini non passano dal duomo per non essere calpestati da frotte di turisti che vanno dietro ad una bandierina con la paura di perdersi. Per capire se è logico far passare il tram in zone di pregio ci vogliono studi approfonditi. E spesso non bastano. Vorrebbe dire stravolgere una delle piazze più bella del mondo, vuol dire stravolgere tutti i libri del mondo, da quelli di scuola. Una iniziativa, forse guidata, che non tiene conto a chi appartengono il Duomo, il Campanile, e soprattutto il Battistero. Così la città ma forse il mondo intero, dirà il proprio parere, gli ingegneri come farlo al meglio.

Comunque per correttezza dell’informazione riportiamo fedelmente il documento della commissione degli ingegneri

“Bene il progetto del tram senza fili e bene l’avvio dei lavori per la Variante al centro storico, ma sul sistema tramviario fiorentino ci piacerebbe fosse presa una decisione strategica, fino a riconsiderare il passaggio al Duomo”.

L’Ordine degli Ingegneri, con il presidente della commissione Trasporti Fiorenzo Martini, chiede alle istituzioni locali e nazionali di aprire una riflessione sul sistema delle tramvie fiorentine.

“E’ del tutto evidente – dice Martini – che il sistema ha un ‘buco’ proprio nel cuore del centro storico. Ci fa piacere che anche ultimamente si sia tornati a considerare la possibilità di far arrivare la linea fino alla fine di via Cavour, davanti alla Prefettura. Ma ci farebbe ancora più piacere che la tramvia giungesse fino al Duomo. Proprio perché i metri che separano via Cavour dal Duomo sono pochi almeno l’arrivo fino alla Piazza avrebbe molto più senso: ormai abbiamo fatto 30, facciamo 31, come si dice a Firenze. Senza quel passaggio avremo un sistema con una ‘falla’ dal punto di vista funzionale.”

“Ed andando oltre l’ideale – conclude il presidente della commissione Trasporti degli Ingegneri fiorentini – sarebbe chiudere l’anello tramviario, ricongiungendosi come da progetto originario con i binari di piazza dell’Unità. Così facendo si raggiungerebbero due risultati: completare il sistema delle tramvie e restituire piazza del Duomo ai fiorentini, magari liberandola dai quei dehors solo per turisti”.