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Elezioni 2022, Salvini ‘chiude’ liste in attesa ok Meloni. Tensione in Fi

Adnkronos
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(Adnkronos) – Centrodestra al countdown finale per le liste elettorali. Se la Lega ha già ufficializzato alla stampa i suoi candidati agli uninominali di Camera e Senato, mancano all’appello gli alleati, Fdi e Forza Italia. Raccontano che ci sarebbero ancora vari nodi da sciogliere, in casa degli azzurri e tra i ‘centristi’ di ‘Noi moderati’. Nel partito di Silvio Berlusconi i problemi riguarderebbero ancora gli incroci uomo-donna e varie ‘caselle’ da riempire, oltre naturalmente alla scelta dei nomi da schierare. Tra le fila della cosiddetta quarta gamba della coalizione poi, tutti garantiti da Fratelli d’Italia, non è ancora chiaro chi candidare in alcuni ‘maggioritari’ e dove.  

Fi è in subbuglio, c’è la consapevolezza che la coperta è cortissima e i ‘tagli’ saranno tanti e dolorosi. Senza contare la partita del proporzionale, considerata dai più un vero e proprio bagno di sangue. Allo stato non è dato sapere se c’è stato un vertice in Sardegna, come trapelato ieri. Fatto sta che le liste forziste non sono ancora chiuse e questa, raccontano, sarà una notte lunga, di frenetiche trattative, che potrebbero riservare delle sorprese. Allo stato, si sa che Berlusconi sarà nell’uninominale di Monza e capolista in 5 circoscrizioni al proporzionale. La sua compagna e ‘non moglie’, Marta Fascina, avrà un seggio blindato in Campania o Lombardia. Un seggio certo spetterà anche alla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, che sarà candidata, apprende l’Adnkronos, nel ‘maggioritario’ di palazzo Madama in Basilicata. Casellati, di Rovigo, in un primo momento era data in corsa nel Veneto, nel seggio di Padova. Secondo gli ultimi boatos in Veneto dovrebbe ‘traslocare’ la bolognese Annamaria Bernini, capogruppo forzista al Senato: nel collegio uninominale di Venezia (circoscrizione Veneto 1) o, più probabilmente, di Padova (Veneto 2).  

Tutti rinviato a domani, dunque. L’ultima parola spetterà a Meloni che dovrà trarre le conclusioni e mettere la parola fine alla ‘riffa’ degli uninominali per passare al secondo round, quello dedicato alla ripartizione dei seggi proporzionali.