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Letta alla ricerca di fascisti o nemici come Renzi e Calenda senza accorgersi che esiste una sinistra moderna, liberal

admin
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Questa volta più di ogni altra, le elezioni renderanno conto al paese della lucidità politica del popolo italiano: se si è ormai stufato di parole e avrebbe voluto, in questo breve periodo, un po’ più di attenzione ai fatti della nostra vita quotidiana, e non agli interessi dei partiti che ci presentano le loro liste, dopo un bailamme incredibile, pieno di contradizioni, di accordi presi per la prossima legislatura e contraddetti il giorno dopo.

L’impressione che risulta da una serie di comportamenti e di dichiarazioni assurde supera perfino la fantasia di personaggi come i maghetti buoni e cattivi di Harry Potter, un libro per giovani. E’ sempre successo in questo nostro paese d’avventure fantapolitiche, ma stavolta si esagera: è una sorta di guerra civile fra marescialli invecchiati che hanno perso il senso della realtà quotidiana e seguitano a scontrarsi fra loro. Niente politica e molte vendette, qualche ritorno, e un quadro defatigante per cittadini che non riescono più ritrovare, il loro partito, né a capire cosa voglia fare.

Il PD ne è l’esempio più lampante: un segretario spaesato davvero, incerto su tutto, anche su dove andare. Letta, stabilito che l’Italia è piena di destre pericolosissime supera Palmiro Togliatti quando diceva nei suoi interventi: siamo la difesa del popolo italiano dagli gli assalti del fascismo. I fascisti d’allora, almeno la maggior parte popolano ormai i cimiteri. Ma Letta insiste sognando una marcia rossa su Roma. Non si è reso conto che l’Italia di destra e di sinistra è cambiata: la classe operaia, forza e anima del Pci, quello di Togliatti, ha cambiato aspetto, si è fortemente evoluta e pensa a una sinistra moderna, liberal, si aspettava nuove direttive, un patito inserito nel suo tempo che non è più il ’46. Ma Letta non lo sa, ad esempio pensa a Renzi e Calenda come a due nemici del popolo: non a due – si fa per dire – riformatori. Perché in realtà, in questo scenario deprimente e ricco di un pensiero da revenant , Italia Viva propone una timida ma importante occhiata verso il domani: offre l’idea di un far politica nuovo, anche se nell’ambito della sinistra, qualcosa che somiglia a una social democrazia che potrebbe avere un ruolo di mediazione.

Non è novità: l’abbiamo già conosciuto questo ruolo, ma è innegabile che viste le ammucchiate alla carlona, gli accordi per restare al potere e dar forza a governi senza senso, potrebbe avere un successo elettorale. I Cinque Stelle si sono sbriciolati, troppi aspiranti leader, pieno di proposte velleitarie, per salvare economicamente il paese, con il diminuire la ‘pensione’ ai parlamentari: una elemosina ai conti pubblici, assieme o tutta una serie di inerventi a goccia che non salvano certo le nostre casse, seguitando a mietere pensioni. Ma poco male: per qelli con la minima nessuno piange. Vediamo adesso cosa escogiteranno menti come Grillo, Casalegno, Conte, per recupere l’esodo massiccio di consensi.

Il problema resta ancora il centrodestra, sono tre rami , tre e mezzo, che cercano di strappare l’un l’altro la leadership di una apparente realtà numerica ma in realtà scompaginata. Si potrebbe, oggi, azzardare a un successo pieno della Meloni, a un semirecupero di Berlusconi e della Lega, ma cosa succederà una volta, messe le carte sul tavolo: Chi farà il mazziere? E questa è la vera debolezza del centrodestra italiano. Se non fossero una cosa seria le elezioni politiche di un paese sarebbero divertenti come il gioco del Monopoli. Il problema vero è che ormai non c’è più nulla da vendere o da comprare nel nostro paese sul quale gli oligarchi internazionali hanno ormai già messo gli occhi addosso per rastrellare quello che resta.

La vera destra, Letta, è questa, quella economica internazionale che non ha neppure bisogno di partiti, ed è appoggiata da una burocrazia che ci soffoca, rendendo impossibile iniziativa imprenditoriale ma fingendo di salvarci. Ma nessuno schieramento parla di una possibile riforma. Di che mai ci parleranno, gli sfacciati signori delle promesse in cerca di voti?