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“Stanno smantellando la rete diabetologica” Allarme del prof Mannucci

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edoardo mannucci”La rete diabetologica italiana, che ci invidiano anche all’estero ed offre un’assistenza piu’ o meno capillare in tutto il territorio ai malati italiani, e’ in fase di smantellamento”. A lanciare l’allarme e’ stato Edoardo Mannucci, direttore dell’Agenzia di diabetologia dell’ospedale Careggi di Firenze, ad una conferenza a Milano su diabete e complicanze oculari. ”Negli ultimi cinque anni – spiega – circa un decimo delle strutture o e’ stato chiuso o declassato da struttura complessa a semplice, o da semplice ad aggregata in diverse regioni. In altre e’ stato ridotto il personale o non viene piu’ sostituito quando se ne va. Il rischio e’ che tra 10 anni questa rete non esista piu’ e ritornino complicanze del diabete che in questi anni eravamo riusciti a combattere o ridurre. E questo per colpa dei tagli alle risorse”.

Consentire uno screening piu’ diffuso e tempestivo delle possibili complicanze alle vista indotte dal diabete, in particolare delle retinopatie e dell’edema maculare: e’ questo l’obiettivo del progetto Read REaD (Retina and Diabetes), di educazione continua in medicina e formazione per diabetologi ed oculisti, presentato oggi a Milano alla conferenza stampa ‘Diabete e complicanze oculari’. ”Si tratta di un progetto di educazione e formazione sulla retinopatia diabetica – spiega Edoardo Mannucci, direttore dell’Agenzia di Diabetologia dell’ospedale Careggi di Firenze – complicanza che rimane spesso asintomatica per anni. Ma proprio in questa fase e’ importante fare una diagnosi precoce, in modo da evitare danni permanenti all’occhio”. Teoricamente lo screening andrebbe fatto con l’esame del fondo oculare durante la visita oculistica, una o due volte l’anno. ”Ma farlo a tutti i malati diabetici – continua Mannucci – che sono oltre 3 milioni in Italia, e’ molto difficile, se non impossibile. Le lista d’attesa sono infatti molto lunghe”. Un aiuto arriva pero’ dalla tecnologia. ”Oggi ci sono strumenti – aggiunge – come i retinografi, che consentono anche a chi non e’ oculista di scattare delle immagini della retina e del fondo oculare, e inviarle per via telematica ai diabetologi. Il progetto REaD punta non solo ad ottimizzare i programmi di screening nei pazienti diabetici nei loro controlli di routine presso il centro di diabetologia, ma anche a favorire un approccio piu’ integrato al paziente con una diagnosi precoce, un miglior controllo dei fattori di rischio e trattamenti tempestivi con terapie specifiche quando necessario”

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