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La mostra di Keith Rosalind inaugura a Firenze allo Studio Bong

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Infanzia al centro. La mostra “Still lives” della pittrice inglese Keith Rosalind, che inaugura venerdì 16 settembre (ore 18) allo Studio Bong, nel centro storico di Firenze, rievoca l’idea di natura morta (still life). Ma in realtà il titolo scelto dalla pittrice per questa esposizione personale  nella sua città adottiva evoca istanti ancor oggi vividi e presenti nella sua vita. La mostra ripercorre, infatti, i tratti fondamentali dell’ infanzia e della prima adolescenza dell’artista  attraverso  un ciclo di una ventina di dipinti ad olio  quasi tutte di recente produzione . La mostra è una successione di colte metafore visive che ci parlano  di stati d’animo e di sensazioni svelate da una pittura al contempo delicata e vigorosa,  carica di surreale tensione emotiva  ma capace di sfumare in una  pungente ironia di tipica matrice anglosassone.

L’esposizione, a cura di Roberto Borra e a ingresso libero, è realizzata in collaborazione con l’Associazione Fly Art di Torino, con il contributo del Museo Ugo Guidi 2 di Massa, del Museo Mipac di Torino, del Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut di Pietrasanta (Lu) e del Centro Vitaliano Brancati di Scicli (Rg).

Il quadro di apertura della mostra dal titolo   “La donna alta “ del 2020,  raffigura la madre dell’artista in posa vagamente hollywoodiana che sfoggia lo smalto fresco delle unghie. Le parole di Rosalind Keith  su quest’opera sono significative:  quel volto ricorda molto mia madre , dove il femminile nel mio immaginario infantile, è elegante, imprevedibile e pericoloso. In “ Red dress yellow chair” il sogno di libertà ed il contemporaneo  e antitetico  bisogno di razionalità si esprimono in modo simbolico attraverso  il fluttuare dei capelli della donna immersi nel vento del libero pensiero ed il braccio che spropositatamente si allunga fino a terra a sottolineare la ricerca di razionalità. In “Medieval nude” Keith Rosalind sfida e sovverte le leggi della prospettiva e della gravità.   La funambolica posizione assunta dalla donna senza veli sul divano sottolinea la complessità , l’ansia e  la tensione  emotiva che comporta l’ingresso nella dimensione adulta che in “Surrender”, frutto di un sogno, si trasforma in mistico  bisogno di abbandono alla propria sensualità.  Le sedie, le poltrone e i divani  rappresentano elementi quasi costanti nelle opere dell’artista inglese che su di esse  posa o fa fluttuare i suoi soggetti  in aperto  dialogo formale, quasi ad esaltarne gli aspetti psicologici ed introspettivi, in una sorta di sensuale prolungamento della personalità femminile. E’ la  ricerca della propria  intima identità, vissuta al di fuori delle convenzioni sociali a muovere la raffinata pittura dell’artista inglese capace di svelare coraggiosamente attraverso l’arte il complesso rapporto tra le debolezze e le contraddizioni dell’inconscio e la ferrea ricerca di una stabile ancora, rappresentata dalla costante ricerca  della consapevolezza del sé. In  “Still lives”, le opere di Rosalind Keith intrecciano i fili apparentemente dispersi della sua esistenza infantile  e si  innestano  in un intenso tessuto visionario fatto di esperienze e sensazioni rese poetiche e contemporanee  da una raffinata vena pittorica.

Molte delle opere esposte sono frutto di una recente produzione che denota una sempre più elevata capacità dell’artista di  tradurre, le sensazioni ed i pensieri in concetti per nutrire le sue creature  di solidi contenuti e al contempo di una struttura formale ed espressiva sempre più spiazzante ed evoluta. In “Still lives” Rosalind Keith gioca con se stessa, è (sempre più) la sua stessa pittura, capace di stupirsi e di stupire, con profondità e leggerezza.