”Non si misura dalle percentuali di affluenza lo stato di salute del settore turistico ma dal giro di affari e quello fiorentino, in questo momento non si puo’ certo dire sia in salute: prezzi bassi, aumento dei costi di gestione delle strutture e mancanza di ferrei controlli sugli abusivi”. A delineare luci ed ombre del futuro alberghiero fiorentino e’ Giovanni Guarnieri, presidente della Sezione Industria Alberghiera di Confindustria Firenze, che, oggi, con Beatrice Grassi, consigliere incaricato di Confindustria Firenze con delega al marketing territoriale, e Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi hanno fatto il punto della situazione, durante il Consiglio Nazionale di Confindustria Alberghi che si e’ tenuto nel capoluogo toscano. ”Per rendere l’idea basta pensare che secondo una indagine fatta fra i nostri associati, alberghi di catena ed individuali, confrontando il 2007 e il 2012, prendendo ad esempio gli alberghi a 4 stelle, si riscontra un ricavo medio camera di circa il 10% in meno di quello che era il ricavo medio camera nel 2007; tutto questo a fronte di aumenti dei costi del 20%-30% che sono saliti dal 2007 al 2012. In queste condizioni e’ impensabile riuscire ad avere delle riserve per rinnovare gli alberghi, cosa per noi assolutamente necessaria per rimanere competitivi sui mercati internazionali. Imu, Tia, energia, gas: l’impresa, oggi, e’ resistere. ”I problemi che sottolinea il Presidente Guarnieri non sono solo di Firenze, ma sono quelli che il nostro settore sta vivendo in tutta Italia – sottolinea Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi -. Come Associazione Nazionale Confindustria Alberghi, abbiamo predisposto un documento per le forze politiche che si misurano in questa campagna elettorale, in cui
abbiamo definito le nostre priorita’. Il problema principale é rappresentato dell’Imu che grava pesantemente sugli immobili d’impresa cosi come la Tares che a breve diverra’ operativa o dell’Irap.. ‘Una soluzione potrebbe essere quella di destinare parte degli introiti della tassa di soggiorno 2012, al rilancio del turismo congressuale – continua Beatrice Grassi, consigliere incaricato
di Confindustria Firenze con delega al marketing territoriale – Ad oggi e’ il segmento turistico che ha maggiori ricadute sull’economia cittadina: fatto cento la spesa del congressista, il solo 30% e’
destinato all’alberghiero il resto ha ricadute dirette su commercio, ristorazione, trasporti. La legge prevede che l’imposta sia utilizzata anche per finanziare interventi in materia di turismo e allora facciamolo su un settore fondamentale per la citta’ ma non abbastanza valorizzato propulsore economico”.










