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Riforme, Flick: “Il sindaco d’Italia? C’è incoerenza rispetto alle prerogative del Capo dello Stato”

Adnkronos
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(Adnkronos) – “Le due prospettive presidenzialismo e parlamentarismo presentano ciascuna degli aspetti sia positivi che negativi, tutto dipende da come vengono attuate concretamente. Ho delle perplessità anche sulla proposta di Italia viva di un sindaco d’Italia (cioè di un presidente del consiglio direttamente eletto dai cittadini – ndr), perché ad oggi si continua a rosicchiare e cambiare la Costituzione senza porsi tutti i problemi che questo comporta e senza seguire il metodo previsto dalla costituzione stessa per il suo cambiamento”. Così all’Adnkronos il presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick. 

Flick, rispondendo sulle recenti dichiarazioni di Matteo Renzi e Giorgia Meloni sul tema, afferma: “Il presidenzialismo non consente più la presenza di una figura terza, estranea, imparziale che con serenità possa assicurare equilibrio. Per quanto riguarda il Sindaco d’Italia, che l’aspirazione sia questa è dimostrato dal fatto che non da ora si sia inserito il nome del presidente del Consiglio nel simbolo del partito ai fini elettorali, condizionando la scelta e creando un problema al presidente della Repubblica”.  

Sindaco d’Italia di fatto? “No, c’è una aspirazione che non so quanto possa essere coerente con il fatto – conclude Flick – che il presidente del Consiglio venga poi nominato dal presidente della Repubblica. Ancora una volta credo sia giusto seguire le prescrizioni della Costituzione per introdurre al suo interno delle novità”. (di Roberta Lanzara)