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Pd, sindaco di Mantova con Bonaccini: “Basta con dimensione romanocentrica”

Adnkronos
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(Adnkronos) – Basta con “la sola dimensione romanocentrica”, c’è una “generazione che governa le città e vince contro la destra” mentre il partito nazionale perde, “bisogna ribaltare queste logiche e ritengo che oggi Bonaccini sia colui che può provarci”. Mattia Palazzi, sindaco di Mantova classe 1978, si schiera con Stefano Bonaccini al congresso Pd. “E’ persona pragmatica” e “credo sia colui che ha il riconoscimento esterno maggiore e il Pd ha bisogno di leadership carismatiche”, spiega il sindaco all’Adnkronos.  

Sindaco Palazzi, perchè il sostegno a Bonaccini? “Bisogna uscire dalla sola dimensione romanocentrica che caratterizza il partito da anni. Bisogna ribaltare queste logiche e ritengo che oggi Bonaccini sia colui che può provarci”.  

Perchè? “Sia perché è persona pragmatica, sia perché ha dimostrato nei fatti di lavorare per la sanità pubblica e territoriale senza ideologia ma avendo ben chiaro che si governa innanzitutto per chi ha meno possibilità, perché ha migliorato trasporti e collegamenti ferroviari, perché ha portato la sua regione a crescere e innovarsi promuovendo opportunità e lavoro. Inoltre credo sia colui che ha il riconoscimento esterno maggiore e il Pd ha bisogno di leadership carismatiche”. 

Serve una nuova classe dirigente? “Il Pd ha dirigenti nazionali di grande esperienza, ma nessuna ‘impresa’ che vuole stare sul mercato può permettersi di bloccare ricambio generazionale e nuove idee. Le faccio un esempio, guardi a quanti negli organismi dirigenti nazionali, segreteria e direzione, sono parlamentari e quanti sono segretari di federazione o sindaci”.  

Quindi avanti con i sindaci? “A Stefano ho personalmente detto che deve puntare a candidarsi con i sindaci del Pd, con la generazione che governa le città e vince contro le destre quando il Pd nazionale perde”.  

Ma potrebbero anche esserci altri sindaci in corsa, come Dario Nardella o Matteo Ricci… “Spero che tutti noi sindaci e amministratori facciamo squadra per cambiare e rilanciare il Pd, anche perché temo sia l’ultima possibilità. Il Pd va profondamente rinnovato, serve una piattaforma politica chiara, riformista e popolare. Siamo noi i progressisti, non è Conte che ha firmato i decreti Salvini. Abbiamo regalato ai Cinque stelle parte del nostro popolo, è ora di ripartire. Il Pd deve recuperare la fatica di fare politica, che è ciò che si fa costantemente sui territori”.