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Famiglia, Roccella: “Donne non sono davvero libere di avere figli”

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(Adnkronos) – “Bisogna prendere atto che esiste un problema di libertà femminile: le donne italiane non sono effettivamente libere di avere figli se lo desiderano. Anzi, nonostante lo desiderino”. Lo ha affermato Eugenia Roccella, la ministra per la Famiglia, Natalità e Pari Opportunità durante l’audizione congiunta delle commissioni Affari Costituzionali e Affari Sociali del Senato sulle linee programmatiche del dicastero.  

“Nel momento in cui si è smagliata e dispersa quella rete parentale che un tempo sosteneva le madri – ha aggiunto Roccella – le donne sono alle prese con le difficoltà che tutti conosciamo, dai tempi della vita urbana alla conciliazione famiglia-lavoro, e la maternità diventa un ostacolo alla realizzazione personale, sul piano professionale e non solo”.  

“Per mettere in campo interventi efficaci bisogna restituire valore sociale alla maternità – conclude Roccella – è incredibile che il valore della maternità, espressamente tutelato dalla Carta costituzionale, a livello di legislazione ordinaria trovi menzione solo nel titolo e nella prima parte della legge 194”.  

ISEE – “Sul fronte del sostegno alle famiglie l’assegno unico è stato un primo passo importante, perché ha stabilizzato i fondi per la natalità e la famiglia sul lungo periodo, cominciando a rendere certa la base su cui le coppie possono attuare un progetto genitoriale. Nell’arco della legislatura vogliamo implementarlo, modificando i criteri dell’Isee e/o aggiungendo risorse”. “Come è noto, i primi segnali nelle direzioni su indicate sono stati dati con la legge di bilancio – ha precisato Roccella – e, considerate le circostanze nelle quali la manovra è stata varata, si è trattato di una scelta consapevole e prioritaria in favore della famiglia e della natalità. Nella legge di bilancio presentata dal Governo e nel successivo passaggio parlamentare hanno trovato spazio: l’aumento dell’assegno unico per il primo figlio e dal terzo figlio in su, e l’incremento strutturale per le famiglie numerose (quindi al quarto figlio); la stabilizzazione dei sostegni per i figli con disabilita’; l’incremento dei congedi parentali per madre e padre; la riduzione dell’Iva sui prodotti per la prima infanzia; la decontribuzione per i giovani e le donne; i mutui agevolati per l’acquisto della prima casa; la carta risparmio; il reddito alimentare. Anche quando non si tratta di interventi strutturali – ha detto Roccella – vanno considerati provvedimenti ponte, che indicano una rotta precisa e precise priorità”.  

AZIENDE – “Per la conciliazione e il sostegno a natalità e maternità in ambito aziendale sarà utile ricorrere a un’azione di moral suasion, ripristinando il tavolo istituzionale di confronto e dialogo con il mondo delle imprese; un tavolo istituito dal ministro Fontana, ma non più riconvocato. Potrebbe rappresentare uno strumento efficace per rafforzare la partnership tra pubblico e privato sulla individuazione e diffusione di buone pratiche e di modalità innovative nel welfare aziendale”. “A ciò si potrebbe aggiungere la proposta di un codice deontologico per le imprese, al quale aderire su base volontaria, teso soprattutto a favorire il reinserimento delle donne in seguito all’assenza per maternità, e a ridurre il fenomeno delle dimissioni, ancora troppo frequente. Anche sul fronte dell’imprenditoria vi sono diverse iniziative rilevanti, fra le quali l’incremento di 6,5 milioni di euro del fondo di garanzia per le Pmi, dedicato alle imprese femminili”, ha aggiunto Roccella. 

PNRR – “Accanto agli interventi sull’assegno unico ci sono azioni per favorire l’ingresso delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro, sul lavoro e sulla promozione dell’imprenditoria femminile ci sono altre misure da poter menzionare”. “In primo luogo va segnalata l’introduzione del Sistema di certificazione per la parità di genere, che è un obiettivo del Pnrr – ha continuato Roccella – il progetto vuole accompagnare le aziende nella riduzione delle criticità per la crescita lavorativa femminile. Il sistema di certificazione e i meccanismi di incentivazione prevedono requisiti per la parità e la trasparenza retributiva, la tutela della maternità, servizi per favorire la vita personale e lavorativa, misure per incentivare la relazione tra persona e azienda durante e dopo la maternità e paternità, e iniziative che valorizzino l’esperienza della genitorialità come momento di acquisizione di nuove competenze”. 

“Le scadenze del programma Pnrr, nel cui ambito il progetto è inserito, sono state rispettate, compresa la messa online del portale ove poter acquisire tutte le informazioni in merito – conclude Roccella – ma l’obiettivo è anche espandere la certificazione ad altri format, come ad esempio il Family audit, utilizzato dalla provincia autonoma di Trento”.