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Vittoria per l’Europa. Jovetic:”Giocare più avanti mi piace. Bisogna continuare ad essere umuli come contro la Lazio, partita per partita”

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 ”Bisogna guardare partita per partita e non ragionare in termini di Europa dopo una partita vinta. Dobbiamo restare umili e giocare sempre cosi’ come oggi contro la Lazio. Siamo una squadra forte e dobbiamo mantenere questo gioco, sempre cosi”’. Nel dopo-partita di Lazio-Fiorentina, il match winner Stevan Jovetic, intervistato da Sky, sprona i suoi a non mollare. ”Il ruolo cosi’ in avanti mi piace – dice ancora il montenegrino -, sono piu’ vicino alla porta, a parte quando fanno i lanci lunghi. Sono soddisfatto per tutta la squadra, abbiamo giocato tutti bene ma teniamo i piedi per terra”. Ma quale sara’ il futuro di Jovetic? Rimarra’ se la Viola va in Champions? ”Sono contentissimo a Firenze, voglio arrivare in Champions – risponde -, ma non si sa il mio futuro: penso solo alla Fiorentina ed a fare bene in queste ultime dieci partite”

VIVIANO 7: Un volo per la platea sulla punizione di Hernanes, ma anche due parate difficilissime, la prima su Floccari, la seconda su Mauri. Nel mezzo tante uscite col tempo giusto, che tolgono alla Lazio il coraggio di fare i cross per le torri d’attacco. Nell’ultima comparsata all’Olimpico, contro la parte giallorossa, aveva fatto errori madornali . Contro i biancocelesti si dimostra portiere affidabile e vince pure il duello con Marchetti.
TOMOVIC 6,5: Qualche sbavatura, nel finale di primo tempo, quando soffre le discese di Lulic. Poi prende le misure al dirimpettaio ed esce molto bene alla distanza. Preferito a Roncaglia, dimostra di meritare la
maglia da titolare.
GONZALO RODRIGUEZ 7: Stavolta comanda la difesa viola alla perfezione e una leggera imbarcata nel finale della prima frazione non può certo macchiare la sua prova. Sempre attento e concentrato, mettendo anche da parte quegli inutili fronzoli che, in passato, erano costati cari alla Fiorentina. Un signor giocatore che, partendo dalle retrovie, sa sempre cosa fare con la palla tra i piedi.
SAVIC 6,5: La giornata di riposo, concessagli da Montella domenica scorsa contro il Chievo, gli ha giovato.
Ha riordinato le idee e si è ricordato di essere uno dei difensori più promettenti della serie A. Non gli manca niente: ha forza fisica, stacco di testa, tempismo e anche piedi discreti. Contro la Lazio ha utilizzato tutti i suoi mezzi nel modo giusto.
PASQUAL 7: Un’altra prova da stropicciarsi gli occhi. Fatta di corsa, ma anche di buone giocate e di cross invitanti. E se diventa bravo pure nei ripiegamenti difensivi, allora è difficile capire perché il suo vecchio mister non lo convochi in Nazionale. Se la meriterebbe tutta, chissà se Prandelli, prima o poi, avrà il coraggio di tornare sui suoi passi.
PIZARRO 7+: L’Olimpico è casa sua e quando vede biancoceleste tornano in mente i tanti derby affrontati nella Capitale. Forse sarà per questo che cancella i dubbi sollevati nella non esaltante prestazione offerta contro il Chievo e torna a salire in cattedra, prendendo per mano la squadra e conducendola fino alla vittoria più importante della stagione.
MIGLIACCIO 6,5: Il suo nome sembra stonare in un centrocampo di classe come quello viola, ma non è
affatto così. Anzi lui serve, eccome se serve. Perché la sua presenza nel mezzo garantisce equilibrio e se c’è da mostrare i tacchetti non è certo uno che si tira indietro. Poi ha una dote che manca ai colleghi di reparto: il colpo di testa, fondamentale per sbrogliare situazioni scabrose.
BORJA VALERO 7,5: Quando pensi di aver visto il meglio, ti accorgi che il meglio deve ancora venire. Ogni partita sorprende, facendo qualcosa di magico e di diverso rispetto alle uscite precedenti. La cosa più bellamdella sua gara all’Olimpico è quel velo per Jovetic che consente al montenegrino di battere Marchetti per l’1-0 viola. Il resto è un film già visto, fatto di giocate spettacolari e intelligenti che fanno venire i brividi ai pochi tifosi viola assiepati sugli spalti e il magone ai tanti supporter laziali che vedono la loro squadra
impotente di fronte a un talento della sua caratura. Dal 44’ st SISSOKO s.v.: Deve crescere alla svelta perché la Fiorentina ha bisogno anche del suo apporto fisico.
CUADRADO 7: Torna lui e la Fiorentina torna bellissima. Sarà anche un caso, eppure la sua velocità sulla fascia pare proprio indispensabile agli schemi di Montella. Poi c’è quell’estro proprio solo dei giocatori destinati a un grande futuro. Peccato che non riesca a segnare, ma chiedere ai difensori della Lazio quanto sia importante. Radu e compagni impazziscono letteralmente per controllarlo e ci riescono solo ricorrendo al fallo. Dal 41’ st ROMULO s.v.: Un fallo al limite che poteva costare caro, ma non accade niente.
JOVETIC 7,5: Bentornato top player. La sua stagione è tutta un sali-scendi. All’Olimpico balza sull’ottovolante e sfodera la sua faccia da fuoriclasse. Il gol è un mix di tecnica, velocità e  urbizia. Gioca nel ruolo che meno gli piace, ovvero quello di “falso” centravanti. Eppure dovrebbe imparare ad apprezzarlo dipiù, perché in quella posizione può essere devastante, soprattutto in una squadra come la Fiorentina chegioca palla a terra. Regge anche col fisico, quando i centrali della Lazio provano a fargli paura, senza successo.

LJAJIC 7: Allora ci ha preso gusto. Segna il quinto gol, stagionale, il terzo della sua carriera alla Lazio, pennellando un cioccolatino su punizione che resta assai indigesto all’esterrefatto Marchetti. Duetta con il gemello Jo-Jo a meraviglia , riscendo sempre a smarcarsi grazie alla sua rapidità di gambe e di testa. Sembra davvero un altro giocatore rispetto a quello visto per gran parte della sua permanenza in riva all’Arno. Il resto del campionato dirà qual è la sua reale dimensione, ma un pensierino al nuovo contratto sarebbe opportuno farlo subito. Dal 21’ st LLAMA 6: Qualche pallone toccato con sufficienza, ma il suo contributo
riesce a darlo.
MONTELLA 7,5: La dimostrazione di quanto abbia inciso su questa Fiorentina avviene a metà ripresa: la squadra viola tiene palla per quasi due minuti, senza che nessuno dei giocatori della Lazio riesca neppure a strusciarla. Ha fatto suo il vecchio detto di Liedholm: “la palla non suda” e l’ha trasferito alla formazione gigliata che ha i giusti interpreti per adattarlo in modo quasi perfetto. All’Olimpico ci è riuscita, così come ci era riuscita contro l’Inter. Altre volte no, ma vedere una partita come quella dei viola contro la Lazio ripaga
dalle tante sofferenze. E se riuscisse anche a disegnare una Fiorentina concerta allora il popolo gigliato potrebbe davvero sognare a occhi aperti.

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