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Truffe agli anziani; Informare per prevenire. Polizia porta la sua esperienza al Centro Età Libera di via Luna

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I malviventi mettono in scena dei raggiri studiati nei minimi dettagli, primo tra tutti, quello del cosiddetto “falso avvocato”: “…suo figlio – o sua figlia – ha causato un incidente e rischia il carcere se non paga una cospicua somma di denaro in contanti o in oro…” sarebbe una delle frasi molto simile a quelle che le potenziali vittime, tutte anziane e quasi mai scelte a caso, si sentirebbero dire improvvisamente al telefono di casa da uno sconosciuto.

La vittima viene poi intrattenuta alla cornetta in modo da dissuaderla dal telefonare a chi che sia per verificare la storiella servita come un bicchiere d’acqua fredda e, passati pochi istanti, ecco che si presenta alla porta uno pseudo collaboratore dell’avvocato a ritirare soldi e ogni quant’altro, per poi allontanarsi facendo perdere le sue tracce.

La persona malcapitata si rende conto solo dopo di essere stata raggirata, spesso con devastanti conseguenze psicologiche: molti di questi crimini non verrebbero nemmeno denunciati per vergogna. La considerazione, che “a vergognarsi” dovrebbero essere invece le persone che imbastiscono queste cose, è quasi retorica.

 

Per contrastare questi reati svolge un ruolo fondamentale la prevenzione: informare le persone equivale a metterle in guardia.

L’affermazione trova conferma in un caso avvenuto nelle scorse settimane a Firenze dove una distinta signora di quasi 90 anni, non solo non è caduta nel tranello del falso avvocato, ma è riuscita anche a far arrestare alla Polizia di Stato l’uomo che le si era presentato alla porta.

 

La donna, che per motivi di opportunità, ha scelto di restare anonima di fronte ai media, ieri pomeriggio ha voluto tuttavia portare la sua preziosa testimonianza al Centro Età Libera, raccontando la sua storia di fronte ad un centinaio di persone.

All’evento, organizzato dalla direzione del Centro prima di un concerto corale, hanno partecipato anche i due agenti delle volanti della Questura di Firenze che al tempo eseguirono l’arresto.

 

La signora ha ribadito di aver riconosciuto per tempo il tentativo di raggiro proprio grazie alla campagna di informazione curata negli anni dalle Forze di Polizia e che ha trovato sempre ampio spazio su giornali, trasmissioni televisive e siti web.

I poliziotti hanno sottolineato ancora una volta il loro impegno, invitando sempre a chiamare il numero d’emergenza anche al minimo sospetto