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Asta deserta per la Ginori. Nel frattempo i capolavori della casa di Sesto sfidano i maestri napoleonici in una mostra a Palazzo Pitti

admin
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ginoriNon e’ arrivata alcuna offerta per l’acquisizione di Richard Ginori, la storica azienda di ceramica, entro le 12 di oggi, il termine fissato dal Tribunale di Firenze. Continuera’ comunque la procedura di vendita: il curatore fallimentare Andrea Spignoli avra’ il compito di presentare un nuovo bando per l’asta.

Arriva una mostra/evento che vede giungere dai piu’ prestigiosi musei francesi oltre 150 opere in porcellana, venti delle quali mai esposte al pubblico. “La porcellana francese a Palazzo Pitti e la manifattura Ginori (1800-1830)”, allestita al Museo degli Argenti di Firenze dal 19 marzo al 23 giugno raccontera’ l’evolversi nello stile e nella produzione delle raffinate porcellane nel periodo fra la dominazione napoleonica e la Restaurazione lorenese (1800-1830) da parte della manifattura Ginori, fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, presso Sesto Fiorentino.

In mostra ci sono pezzi rarissimi e difficilmente visibili come la serie di piatti destinati al Kedive’ d’Egitto commissionati alla Ginori negli anni 1822-24 dal granduca Leopoldo II per ringraziare il sovrano per il suo dono di una giraffa; la teiera e il vassoio donati da Napoleone a Elisa Bonaparte nel 1813, oggi riuniti e provenienti rispettivamente da una collezione privata di Parigi e dal Museo di Arti decorative di Amburgo; il tavolo del Re di Etruria che torna ora a Pitti dal Museo Correr.

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