Il lunedì di Pasqua, come da consuetudine, ha segnato l’epilogo della
38esima edizione del torneo internazionale giovanile “Città di Firenze – Trofeo
Cassa di Risparmio”. Il tempo è stato clemente e si potuto assistere al ritorno degli appassionati di questo bellissimo sport sulle tribune del centrale del club delle Cascine.
Non hanno assistito ad un tennis spettacolare né al femminile, né tanto meno al maschile dove le aspettative erano maggiori. La spagnola Sara Sorribes Tormo ed il russo Karen Khachanov si sono dimostrati di una spanna superiori ai rispettivi avversari di finali che nulla hanno potuto senza rinviare l’appuntamento con la vittoria sul campo fiorentino al prossimo anno. Se c’erano pochi dubbi sul match femminile, dove la Sorribes Tormo praticamente non ha avuto ostacoli proibitivi fin dalla partenza della settimana fiorentina, qualificazioni comprese, molto di più era atteso dal belga
Clement Geens che tanto aveva impressionato nel turni precedenti. Nulla da fare. Il “due metri” Khachanov ha preso in mano le redini dell’incontro dal primo punto e non le ha mai mollate. Con una agilità fuori dalla norma per un’atleta della sua stazza, non ha dato la possibilità a Geens di avere la meglio sugli spostamenti laterali, unica arma possibile per mettere in ambasce il lungo avversario. Khachanov deve aver lavorato molto su questo aspetto e si è dimostrato molto valido soprattutto nel contrattaccare anche da quei lati di campo. Il povero Geens non ha saputo più che pesci prendere e game dopo game la sua tenuta mentale che, spesso, aveva fatto la differenza, è
irrimediabilmente venuta meno. Karen Khachanov ha così vinto con merito un torneo prestigioso come quello fiorentino ed entra di diritto in un albo d’oro che ha sfornato molti protagonisti del tennis professionistico. Se vogliamo, la sua vittoria finale rende merito alla bravura del toscano Jacopo Stefanini che, negli ottavi di finale, è stato l’unico a creargli più di un problema.
Al femminile, la passeggiata di Sara Sorribes Tormo è durata meno di 50 minuti.
Il tempo di far capire alla pur brava slovacca Kristina Schmiedlova che non tirava aria salubre per lei sul centrale del club fiorentino. Non c’è stata storia. Troppo superiore la tennista iberica che ha dominato il lotto delle avversarie con una facilità impressionante. Debole le altre o troppo forte lei? Solo il futuro darà una risposta certa. Il fatto è che, tanta supremazia sulle avversarie, non si vedeva dai tempi di Martina Hingis al suo secondo anno di partecipazione. Anche in questo caso l’unica capace di creare qualche perplessità all’iberica è stata una tennista italiana. Si tratta della piemontese Giulia Pairone che, con un bel primo set, aveva reso dura la vita alla
Sorribes Tormo.
Enrico Roscitano


