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‘Il Viaggio di Landò’ prosegue con la Terza e la Quarta Fermata

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di Elisabetta Failla

Capita talvolta di degustare vini ottimi ma che sono anche simpatici che mettono allegria. Questo perché assomigliano a chi le ha pensati, voluti e infine prodotti. E questo è il caso de Il Viaggio di Landò, progetto enologico nato dalla sinergia tra due persone che simpatiche e allegre lo sono davvero: David Landini, agronomo ed enologo, e Roberta Perna, esperta di comunicazione vinicola, con la collaborazione di Sergio Staino, giornalista e fumettista venuto a mancare ad ottobre 2023.

Roberta Perna e Davide Landini

Il nome è stato ispirato sia dal soprannome di Davide Landini, detto dagli amici Lando, che dall’antica carrozza, il landò. Un gioco di parole, insomma per un progetto, presentato nel 2022 e che rappresenta un paziente e meticoloso percorso di ricerca, dal passo lento e privo di fretta. Tutto ebbe inizio con la realizzazione di un sogno da parte di David Landini: scoprire vecchi vigneti per produrre vini in modo naturale, com’era fatto una volta, ma che siano allo stesso tempo rappresentanti del territorio, del clima e dell’uvaggio.

Nel 2022 vennero presentate le prime due etichette: Prima Fermata, prodotto con Canaiolo in purezza, e Seconda Fermata, un vino a base di Trebbiano e Malvasia. Qualche giorno fa, alla Forneria, Davide Landini e Roberta Perna hanno presentato in anteprima altre due etichette, dimostrando così come Il Viaggio di Landò non si fosse mai fermato, portandoci in altre importanti zone enologiche, non solo toscane.

Terza Fermata ci ha portato nell’Isola d’Elba, precisamente tra Marina di Campo e Lacona. Qui Davide Landini ha trovato una vigna vecchia di Aleatico di oltre 50 anni d’età situata su un terreno ferroso, vitigno con cui viene prodotto questo vino in purezza. L’annata è la 2023. La vendemmia è rigorosamente manuale con trasporto in cantina in piccole cassette, così da preservare al meglio la materia prima. L’uva viene vinificata a freddo con lievito indigeni. Non fa alcuna macerazione e, dopo la vinificazione, il vino rimane per alcuni mesi nei tini per poi passare in bottiglia. Di colore rosato, al naso appare fruttato, con sentori di macchia mediterranea mentre al palato il vino si mostra secco, sapido e minerale. Un vino assolutamente piacevole da bere.

Quarta Fermata, invece, ci ha fatto davvero viaggiare arrivando a Sorbara, in Emilia Romagna, terra dell’omonimo Lambrusco. La vigna, di oltre 65 anni di età, è situata in un’ansa del fiume Panaro. Questo vino è prodotto con 100% lambrusco di Sorbara e nel 2023, prima annata, sono state prodotte 230 bottiglie. La vendemmia è rigorosamente manuale ed il loro trasporto in cantina avviene in piccole cassette. Le fermentazioni avvengono in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata con lieviti indigeni ed effettua la rifermentazione in bottiglia per meno di un anno. Un vino anche questo molto piacevole da degustare, dal colore rosa cipolla non trasparente per la presenza di particelle in sospensione. Profumato, secco e davvero beverino adatto ad essere gustato anche in estate come aperitivo o abbinato ad antipasti e piatti leggeri. Una curiosità: l’etichetta di Quarta Fermata è stata ritoccata da Michele Staino, figlio di Sergio Staino.

Nel corso della serata abbiamo degustato anche le due precedenti etichette, Prima Fermata, a base di Canaiolo in purezza, e Seconda Fermata, prodotto con Trebbiano e Malvasia, che si sono riconfermati vini sempre molto interessanti dove si assapora anche la passione e il sogno, ormai diventato realtà, di Davide Landini e Roberta Perna.

Tutti i vini sono stati abbinati ai piatti realizzati dalla Forneria: per antipasto Montanarine, Crocchette di patate e formaggio, Arancini di riso ragù e piselli e frittatina di pasta. A seguire un giro pizze con Margherita, Marinara, Napoli e Carbonara e, per finire, un ottimo Tiramisù. Appuntamento alla prossima Fermata del Viaggio di Landò!