di Elisabetta Failla
Il giorno dopo l’annuncio dei dazi al 20% sui vini italiani ed europei, non hanno fatto desistere gli operatori americani a partecipare a Vinitaly che si terrà dal 6 al 9 aprile prossimi. Sono infatti 3.000 (dei 30mila in totale provenienti da tutto il mondo) i buyers americani che hanno confermato la loro presenza alla 57° edizione di una delle principali fiere di settore al mondo tra cui anche i 120 top buyer statunitensi (10% del contingente totale del piano di incoming 2025) selezionati e provenienti prevalentemente da Texas, Midwest, California, Florida e New York.
Sono circa 4.000 le aziende presenti nei 18 padiglioni della fiera che si conferma ancora una volta il baricentro e termometro del vino italiano. Tra gli obiettivi che caratterizzano tutte le iniziative previste, si consolidano quelli della promozione e dell’internazionalizzazione mentre punta a crescere ulteriormente il palinsesto dei contenuti, con Vinitaly che evolve da osservatore delle tendenze a incubatore delle stesse.
Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, nel corso della presentazione di questa edizione ha affermato che “in questi ultimi anni abbiamo lavorato intensamente con le istituzioni – ministeri, ambasciate, ICE e camere di commercio internazionali – per ampliare la promozione a supporto della competitività del settore. Oggi Vinitaly rappresenta l’aggregatore naturale del vino italiano sui principali mercati target. Un posizionamento che intendiamo rafforzare ulteriormente mettendo a disposizione della politica e delle imprese tutto il nostro know how, per sostenerle nelle sfide derivanti dal complesso scenario attuale, tracciando anche nuove rotte di destinazione”.
L’internazionalizzazione, sempre in chiave bidirezionale da Verona al mondo e viceversa, rimane infatti una priorità della manifestazione e del piano di incoming realizzato da Veronafiere in collaborazione con Agenzia ICE per Vinitaly 2025. “Sono 1.200 i top buyer accreditati e ospitati a Verona – ha annunciato il direttore generale, Adolfo Rebughini –. Una selezione profilata da 71 Paesi, sei in più rispetto all’anno scorso, che ha centrato l’obiettivo di replicare il record del 2024. Un risultato non scontato visto il perdurare delle tensioni geopolitiche”. Tra le delegazioni più numerose dei super operatori selezionati dall’area extra Ue, in pole position quelle da Usa e Canada, seguite da Cina, UK, Brasile ma anche da India, Singapore, Giappone e Corea del Sud. Mentre, per il Continente europeo, primeggiano Germania, Svizzera, Nord Europa e l’area balcanica.
“La svolta iniziata dieci anni fa, con la divisione netta tra business in fiera e winelover in città e rafforzata ulteriormente nel 2023, è oggi irreversibile e dovrà trovare un ulteriore sviluppo nei futuri piani strategici di Veronafiere – ha spiegato l’amministratore delegato, Maurizio Danese –. Il potenziamento del calendario estero sulle principali aree della domanda e l’ottimizzazione degli investimenti per amplificare l’ecosistema del brand fieristico del vino italiano sono le direttrici che consentiranno a Vinitaly di essere sempre più internazionale e orientato alle esigenze delle aziende”.
Dai mercati ai trend, Vinitaly rappresenta un incubatore delle tendenze che da sempre intercetta, monitora e analizza al fine di potenziare servizi e contenuti per le aziende espositrici e per il settore.
«Vanno in questa direzione – ha poi continuato il direttore generale Adolfo Rebughini – il progetto dedicato ai vini NoLo che entrano per la prima volta nel programma della rassegna sia a livello espositivo nell’area Mixology che contenutistico. Sono infatti due i focus in calendario: il primo sulle attese del mercato e il secondo sulle tecnologie 0.0. Spazio anche ai RAW Wine e ai vini di Amphora Revolution, che si inserisce nella 57^ edizione del Salone. Tra le novità, anche quella specifica sull’enoturismo. Debutta infatti il numero zero di Vinitaly Tourism, con la partecipazione di tour operator nazionali ed esteri specializzati da Stati Uniti, Spagna e Germania. Un progetto che, in prospettiva, potrebbe entrare anche nei palinsesti delle tappe estere della manifestazione in Asia, Sud e Nord America».
Alla conferenza stampa di presentazione del 57° Vinitaly, oltre ai vertici di Veronafiere con il vicepresidente Matteo Gelmetti, sono intervenuti Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare, Alessia Rotta, assessore al Commercio e attività produttive del Comune di Verona e Matteo Zoppas, presidente Agenzia ICE.
Per quanto riguarda la Toscana, i principali consorzi e aziende saranno presenti con i propri stand. Il Consorzio Vino Chianti si presenta con un’ampia rappresentanza di produttori e una selezione straordinaria di etichette, ben 269, che raccontano la storia e l’evoluzione della denominazione (Padiglione 9, stand C11-C12).
“Vinitaly rappresenta un appuntamento imprescindibile per il nostro Consorzio e per i nostri produttori – dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. Anche quest’anno siamo presenti con una partecipazione di grande rilievo, a testimonianza della forza della nostra denominazione e della capacità dei nostri vini di conquistare i mercati globali. Vinitaly è un’opportunità unica per rafforzare i legami con operatori e appassionati, mostrando l’identità e la qualità che rendono il Chianti un’eccellenza del made in Italy.”
Il Consorzio del Vino Orcia torna per il terzo anno a Vinitaly in uno stand che parla attraverso le gigantografie del territorio d’origine e molte etichette in degustazione. “Un sistema che da tre anni ci ha permesso di tornare in forza a questo evento internazionale lanciando un messaggio chiaro, che è quello di una denominazione unitaria che condivide valori importanti come qualità e territorialità – commenta la presidente del Consorzio, Giulitta Zamperini – una vetrina non solo per il vino, che di anno in anno trova sempre più riscontri di mercato e di attenzione, ma per tutto il territorio che sarà al centro del racconto di Vinitaly, anche grazie alla presentazione dell’Orcia Wine Festival in programma proprio a fine aprile.
Presenti anche i produttori di Vino Nobile di Montepulciano pressolo stand del Consorzio (Padiglione 9 (Toscana), Stand D12 – D13). In degustazione la quasi totalità delle etichette di Vino Nobile di Montepulciano. “Quest’anno ci sarà grande attesa per la vera novità della denominazione, le Pievi – spiega il Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – il progetto, che è stato già presentato in anteprima a febbraio, sarà anche oggetto di un seminario aperto a stampa e operatori spiegando anche i microbiomi del territorio d’origine”.
Occhi puntati, quindi, sul progetto delle 12 Pievi che rappresentano il nuovo disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano. L’appuntamento è previsto per lunedì 7 aprile, alle ore 11 (Sala A Pad. 10 piano I) con una masterclass condotta da Marco Sabellico e Giuseppe Carrus, rispettivamente curatore e vicecuratore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, per raccontare il nuovo progetto vinicolo della denominazione.
Nella giornata di martedì 8 aprile invece, alle ore 15, presso lo Stand del Consorzio, l’Associazione stampa enogasatroagroalimentare Toscana (Aset) presenterà la XIV edizione del Premio “Giulio Gambelli” riservato a un enologo under 40 in memoria del Maestro del Sangiovese. Il premio sarà ospitato nel 2026 a Montepulciano in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile in programma a febbraio.











