È stato presentato a Firenze il progetto “Cantine Etiche” che riunisce cinque cantine umbre, in provincia di Terni, simili per dimensione, etica condivisa e, naturalmente, vini: Santo Iolo, Collespino, Marchesi Ruffo della Scaletta e Castello di Montoro, tutte nei pressi di Narni, Tenuta dei Mori, che si trova vicino San Venanzo, e Villa Bucher situata a Villanova.
Nato nel 2022 per volontà di cinque produttori che hanno voluto creare una rete d’impresa per vendere meglio i propri vini al cliente finale ma soprattutto nel settore della ristorazione e dell’hôtellerie, il progetto si è allargato a molti altri aspetti come l’amore per la terra, per le persone che lavorano in cantina e in vigna e per principi etici che guidano il lavoro di ciascuna cantina. In realtà c’è molto altro perché ogni azienda vitivinicola comprende anche un agriturismo o un relais, talvolta dando nuova vita a borghi situati sulle bellissime colline umbre, e strutture adatte anche ad organizzare eventi di ogni tipo.
L’enoturismo, infatti è un’attività importante per gli associati perché è un modo per far conoscere la zona dal punto di vista enogastronomico, con picnic in vigna, lezioni di cucina o ricerca di erbe spontanee ma anche culturale e naturale grazie alla caccia al tartufo, passeggiate con gli alpaca e tanto altro ancora.
Alla base del progetto c’è un codice etico che è una vera e propria carta dei diritti e dei doveri di natura giuridica e morale che ogni associato è tenuto a rispettare: la conformità alle leggi; la correttezza nella gestione delle relazioni con i dipendenti che sono considerati una risorsa preziosa; la fiducia, la cooperazione e la trasparenza verso le altre aziende associate attuando anche il principio di mutualità; la soddisfazione del cliente grazie alla qualità dei vini prodotti, che deve essere sano e frutto di scelte etiche, e dei servizi; la chiarezza e la correttezza delle relazioni con i fornitori e, infine, la competizione sul mercato che deve essere leale.
La collaborazione è importante perché permette ad agni cantina di raggiungere il proprio obiettivo sia nel rispetto del codice etico che dei quattro capisaldi della sostenibilità: ambientale, sociale, culturale ed economica.
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Per quanto riguarda l’ambiente, tutte le cantine sono biologiche o integrate certificate SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata). Questo significa cercare di lavorare stando attenti con il minor impatto ambientale. Alcune aziende producono energie alternative come l’agrivoltaico, il fotovoltaico e il biogas. C’è grande attenzione alla riduzione dell’emissione di CO2 utilizzando bottiglie di minor peso e, quando possibile, contenitori alternativi più ecologici ma anche mantenendo nelle migliori condizioni i boschi vicini che costituiscono un polmone verde pr queste aree. Infine viene effettuata la rotazione colturale, ovvero la differenziazione delle coltivazioni, per mantenere la biodiversità.
Per quanto riguarda la sostenibilità sociale, gli associati mantengono rapporti corretti con dipendenti e fornitori, favorendo la crescita professionale di dipendenti e collaboratori facendoli partecipare anche a corsi di formazione. Inoltre perseguono la soddisfazione del cliente garantendo che i vini di ogni cantina sono frutto del loro lavoro dalla vigna alla bottiglia. Per quanta riguarda i fornitori, questi vengono selezionati in base a standard di qualità dei prodotti che vengono utilizzati per la coltivazione dell’uva.
Attraverso la sostenibilità culturale gli associati si impegnano a valorizzare le ricchezze agroalimentari del territorio insieme alla sua storia, la sua cultura e i suoi paesaggi.
Infine la sostenibilità economica che significa sì il conseguimento degli utili per ciascuna azienda vitivinicola tenendo conto, però, anche dei valori morali ed etici e della cultura del territorio.
Non possiamo che concludere parlando dei vini prodotti dalle cinque aziende. Ne abbiamo degustati molti per ciascun produttore e di varie tipologie: dagli spumanti ai bianchi, dai rosati ai rossi. La qualità è nella maggior parte dei casi ottima ma colpisce la loro diversità che dipende non solo dal vitigno scelto ma anche dal terreno, componente importante di ogni terroir.
Nell’area di Narni, dove si trovano le aziende Santo Iolo e Marchesi Ruffo della Scaletta, i terreni sono di origine Pliocenica. Sono quindi particolarmente adatti a tutti i vitigni di origine Mediterranea come Vermentino, Malbec, Alicante, Sangiovese, Ciliegiolo e Sagrantino. Se ci spostiamo a San Venanzo e Villanova dove hanno sede Villa Bucher e Tenuta dei Mori l’area diventa vulcanica. A Villa Bucher, sono stati impiantati Cabernet Franc, Merlot e Cabernet Sauvignon per i rossi nonché Chardonnay e Sauvignon per i bianchi. A Tenuta dei Mori Nicolò Vicaroni ha scelto i vitigni nell’ottica di sperimentare come i terreni vulcanici possano caratterizzarli siano essi autoctoni (regionali e nazionali) oppure internazionali.











