di Umberto Cecchi
Questo che scriviamo oggi è un
preambolo, al quale faranno seguito sulla
‘Gazzetta di Firenze’, le cose che nessuno
racconta. Fingendo di non vederle.
Intanto va detto che queste elezioni
Regionali, si presentano senza idee e
senza fiato fin da adesso. La sinistra
tergiversa, ma siamo onesti, dopo il
ciclone Rossi, padre padrone per anni,
che ha penalizzato molte città Toscane,
specialmente nell’assistenza sanitaria – a
Prato ha dimezzato l’ospedale che ora ha
bisogno di una giuta, a Firenze
proseguono i disagi a Careggi, per non
parlare delle province marittime. La
sinistra campa sulla ripetitività politica. Chi
comanda? La sindaca o la segreteria del
PD? Come si sceglie il successore a
Giani, che certo ha saputo essere
presente in ogni occasione, ma forse ha
saputo meno assumere scelte decisive
per la regione.
A destra dopo tira e molla è uscito dal
cilindro un candidato pistoiese, Tomasi,
che forse tutto sommato è il migliore
possibile. Il fatto è che fra Forza Italia e
Fratelli d’Italia, un doppione scaturito dal
successo riscosso dell’idea di Berlusconi,
esiste un clima concorrenziale che per chi
conosce i due partiti lascia interdetti.
Tavolta sembrano Gianni e Pinotto del
vecchio cinema, Candidarsi è un conto,
essere dei politici, è un conto diverse e fra
destra e sinistra bisogna dire che politici
se ne vedono pochi davvero. Renzi una
volta aveva pensato di esserlo, poi è
diventato un arruffa carte bravo solo a
creare confusione nella confusione che
già attecchisce da tempo nella nostra
storia politica. Specialmente in Toscana
dove non si vota un partito ma la
tradizione: ‘Voto come voleva il nonno’.












