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Paradis Pietrasanta hotel e ristorante, un rifugio raffinato nel centro della ‘piccola Atene’

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In un antico palazzo nel centro di Pietrasanta si trova Paradis Pietrasanta hotel e ristorante, che il proprietario, Alain Cirelli, ha voluto ristrutturare creando ambienti raffinatamente eleganti dove la magia degli interni dal sapore antico si unisce alla contemporaneità dell’arredamento e delle opere d’arte. Il lounge bar Ariodante e il ristorante completano l’offerta con proposte gustose per ogni ora del giorno.

di Elisabetta Failla

Pietrasanta può essere una meta alternativa ed interessante alle località della Versilia. Situata tra le spiagge versiliesi e le Alpi Apuane, è un punto strategico sia per passare delle belle giornate al mare che per conoscere i numerosi borghi davvero deliziosi che si trovano in montagna godendo di un panorama meraviglioso sulla costa.

Ma Pietrasanta, ricca di storia e di arte è anche una cittadina da vivere tutto l’anno grazie anche ad un programma continuo di manifestazioni culturali, concerti, mostre e sagre che ne mantengono vivo il suo spirito elegante.

E parlando di eleganza raffinata, e apparentemente semplice, vogliamo segnalare un boutique hotel dove poter soggiornare: Paradis Pietrasanta. La struttura si trova in un antico palazzo che fu residenza nobiliare d’inverno tra le mura quattrocentesche dell’antica Rocca di Sala e la piazza d’ingresso al centro della “piccola Atene” ed è composta da 12 camere a quattro stelle e da un ristorante con lounge bar.

Anima di Paradis Pietrasanta è Alain Cirelli, il proprietario ha partecipato attivamente alla ristrutturazione, all’ideazione e alla composizione degli spazi, realizzate dell’agenzia Point Trois Architecture con Startt Architettura per Alain Cirelli, ma che ha comunque partecipato attivamente alla ristrutturazione, all’ideazione e alla composizione degli spazi e che in un certo senso lo rappresenta. Ma il progetto che sta alla base tende anche a valorizzare la magia del luogo arricchito da opere d’arte e di design provenienti da ogni parte del mondo.

“Sono nato in un albergo”, racconta Alain Cirelli, che è nato cinquantotto anni fa a Chambery in Savoia ma è di origine italiane. La sua famiglia ha radici lombarde e fuggì per paura del fascismo quando la nonna era incinta di suo padre e si rifugiò a Modane, dove aprì un bistrot che proponeva “pasta e piatti semplici”. Il padre poi si spostò a Chambery dove vendeva camion, con la mamma impiegata per il colosso spedizioniere Danzas. Poi, all’inizio degli anni Settanta, vista la mancanza di alberghi sulla strada verso il mare, i coniugi Cirelli decisero di aprirne un hotel di campagna con trenta camere. A 14-15 anni Alain va a Parigi con i genitori per festeggiare il fratello diplomato all’École Nationale d’Administration nel ristorante tristellato Lasserre.  Al maître che gli domandava “hai bisogno di qualcosa?”, Alain rispose candido “sì, voglio lavorare qui”. Comincia così il suo percorso da cuoco, che lo porta nel 1992 all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, dove rimarrà fino al 1998. “Ho lavorato – racconta – con Carlo Cracco e poi con Italo Bassi e Riccardo Monco. Quando avevamo qualche ora libera venivamo in Versilia, e ho subito sentito un bel sapore tra mare e monti”. Sapori, ricordi, sensazioni che ha ritrovato 22 anni fa con il compagno Laurent, con il quale – stabilita la definitiva residenza in collina – ha deciso il nuovo cambiamento di vita. E così è nato il Paradis Hotel di Pietrasanta e poi il Paradis Agricole. Entrambe le strutture parlano di lui, della sua vita, delle sue esperienze e del suo gusto che si è affinato nel tempo.

La bellezza, di cui Alain ama circondarsi, si ritrova in ogni scelta stilistica, nell’arredamento come in ogni oggetto che fa bella mostra di sé su scaffali e tavolini, creando così ambienti raffinati ma semplici nella loro eleganza.  Le camere, sei standard classiche di 23 metri quadrati, cinque superior di 33-35 metri quadrati, una suite da 55 metri quadrati con un proprio caminetto che può essere acceso secondo le esigenze di chi vi risiede, si trovano fra il primo e il secondo piano è anno nomi singolari: al primo piano nomi di città toscane, al secondo piano nomi di famosi filosofi.

Le camere sono offerte con la sola formula del pernottamento (la colazione è possibile dalle 7,30h alle 12h nel lounge-bar Ariodante, al prezzo di 15 euro) e sono tutte diverse, pur con alcuni dettagli che le accomunano: gli armadi, tutti a vista tranne la suite, i tendaggi, e qualche dettaglio che è comune a tutte ma in tutte diverso, come le opere d’arte che vi sono custodite e gli arazzi realizzati da Kahil Minka, artista marocchino che a cento chilometri da Marrakesh dà lavoro e futuro a donne vittime di violenze.

Tre camere, poi, si affacciano sul giardino-aranceto del ristorante, e hanno a disposizione un piccolo terrazzo privato e arredato, disegnato dal paesaggista francese Jean Mus, lo stesso che ha realizzato gli esterni del Paradis Agricole. La particolarità è che tutte le stanze non hanno telefono: la comunicazione avviene via tablet, con il bar e con la reception, che a sua volta può comunicare con Paradis Agricole, di cui la reception stessa gestisce anche tutte le prenotazioni e i servizi richiesti alla struttura di Pietrasanta.

Il lounge bar Ariodante, chiamato così in onore del padre che portava il nome di un eroe dell’Orlando Furioso e poi di un’opera di Haendel, è una bella sala con arredi in velluti Casamance e tavolini in ferro e bardiglio circondati da opere di grandi artisti come Cesar, Folon, Lorenzo Quinn e Ciulla. Qui, secondo i consigli del bar manager Gianluca Montanelli, si può prendere la piccola colazione, con il classico breakfast veloce all’italiana, caffè o cappuccino e croissant. Oppure optare per la carta del breakfast fornito al costo di 15 euro ai clienti dell’hotel e composto interamente da prodotti biologici: bevande, burro, confetture, pane del forno Lenzoni di Camaiore e focaccine fatte in casa, e in più uova strapazzate o fritte, bacon, taglieri di formaggi ovini e caprini. Nella sala lounge si può scegliere anche di pranzare, alla carta con piatti e proposte tradizionali, e non manca mai il pesce del giorno. La domenica si può optare per il brunch (disponibile ogni giorno) dalle 12h alle 15h, oppure per la formula “pranzo della domenica” (per il quale ci si sposta nella sala del ristorante), con scelta tra un menu di terra o di mare a 50 euro inclusi il coperto, l’acqua e il caffè, per dedicare un piacevole pit-stop gastronomico al tour fra i tesori di Pietrasanta. Dalle 15h alle 22h è disponibile una carta degli snack con focacce, tartine, hamburger e altre prelibatezze, ottime anche come aperitivo con vari amuse-bouche dalle 17h in poi, da assaporare insieme ai cocktail proposti in una carta stagionale tematica. Oltre alla lista dei gin e di classici distillati, si possono scegliere amari, bibite e caffetteria, le birre del Birrificio del Forte. Ci sono poi nove drink Signature composti da prodotti dell’agro-foresteria Paradis e di aziende locali. Da aggiungere che tutti i giorni dal lunedì al sabato è disponibile un menu del giorno per il pranzo a 32euro con antipasto, primo piatto e dolce, bevande escluse.

Raffinato anche il ristorante, ricavato nella sala d’armi dell’antica Rocca di Sala, la fortezza quattrocentesca, e per entrarvi si accede dal lounge bar oppure da uno stretto corridoio che si apre a cerchio in quello che fu il torrione delle mura cittadine che lambisce il giardino-aranceto in cui si può cenare al fresco dell’estate tra le opere di Bernard Bezzina. Prima del torrione, sulla sinistra, si apre un ambiente emozionante. Un museo: una gipsoteca ricca di calchi di opere famose, a cominciare dalla celebre statua dell’imperatore Ottaviano Augusto. Il bianco dei gessi si esalta nel contrasto con le pareti in pietra e i preziosi arredi in legno realizzati tutti a mano da un artigiano locale. Anche qui i tavoli sono in ferro con il piano in marmo bardiglio che, con agili sedie, si alternano a sedute-divano in velluto grigio Casamance. La mise en place di sobria eleganza (porcellane perlopiù bianche o in tinte tenui) rendono l’ambiente davvero accogliente che coccola già al primo impatto e annuncia quella che sarà una notevole esperienza gastronomica.

I piatti dello chef Alessio Bachini, che porta la sua esperienza di lunghi anni in una cucina stellata, sanno al tempo stesso di freschezza e di tecnica, e alla massima freschezza attengono le materie prime, che provengono dal mare e dal Paradis Agricole con i suoi campi, i suoi orti, i suoi allevamenti. “Ogni giorno – si legge nella presentazione del menu – la nostra agroforesteria raccoglie e seleziona per noi verdure fresche e di stagione. Un percorso che prende vita dal Paradis Agricole e le porta direttamente dal seme al piatto, lasciandone inalterato il gusto naturale”. Insomma, un viaggio “pensato e ideato dallo chef per riscoprire i sapori autentici della natura”: poche righe per annunciare la filosofia di una carta intrigante, ma non ridondante di proposte, solo cinque per ogni referenza, come cinque sono le portate del menu degustazione, proposto a 70 euro più coperto e acqua, e del menu degustazione vegetariano allo stesso prezzo. Una carta che lo chef ha costruito, come rivela lui stesso, anche ripensando a ricordi antichi, alle tradizioni di casa, ai piatti tipici della cucina toscana preparati dalla nonna con le erbe che andavano a raccogliere insieme. Ecco gli amuse-bouche vegetariani, tutti dall’orto del Paradis Agricole, presentati in ciotole e piatti di legno o di marmo su un bel vassoio pure di legno: il raviolo fritto ripieno di verza e zenzero, la cecìna con burro aromatizzato, il cavolino di Bruxelles ripieno di maionese di capperi, il cestino di fieno con rosa di barbabietola, il cannolo di mais con crema di cavolfiore. Poi, via a un autentico carosello di sapori tra memorie di tradizione e raffinate creazioni: c’è la ricciola marinata con un gazpacho di frutta e verdure, carciofo e chips di topinambur; il pomodoro; le animelle di vitella sempre abbinate con frutta o verdura in consistenze e acidità diverse. Nel periodo invernale le lumache biologiche; la triglia con pinoli e finocchi; i tortelli di pollo con salsa cibreo; le pappardelle con coniglio dell’Azienda, mirtilli e erbe amare; i rigatoni con ricci di mare, calamaretti e rucola; mezzi paccheri con seppia e bieta; il coniglio alla cacciatora; l’uovo croccante che cambia sempre in base alle verdure di casa; il rombo con funghi porcini e patate. Nei dessert da ricordare: tentazione al cioccolato; brioche con marmellata di albicocche, zenzero e rosmarino; robiola e fichi; millefoglie alla vaniglia, latte di capra e arancio; castagne e pere. La filosofia del ristorante è: scarto zero, il cosiddetto zero waste. La brigata tutta lavora la materia prima senza buttare via niente. Eventuali scarti obbligati vengono usati come mangime per gli animali presenti a Paradis Agricole. In tutte le proposte del menù, la verdura o la frutta oltre che essere a km 0 e, ovviamente stagionali, hanno un ruolo fondamentale; non sono soltanto un accompagnamento ma servono ad equilibrare il piatto stesso con acidità, freschezza e aromaticità diverse.

La sala del ristorante ha una capienza massima di circa sessanta posti; il “salottino” del torrione può ospitare sedici persone, mentre una terrazza all’aperto sul torrione può essere riservata a cene private con personale dedicato; infine, cento sono i posti nel magnifico giardino-aranceto dominato dai grandi alberi che di sera regalano frescura e incantevoli profumi per la cena, ma anche l’aperitivo o il dopo-cena.

Paradis Pietrasanta
Piazza Francesco Crispi 11
55045 Pietrasanta (LU) Tel. +39 058 41811031