di Umberto Cecchi
Secondo quanto mi diconi amici di sinisitra, la gente di sinistra oltre ad avvertire di aver perso l’appeal del comunismo, scopre di non contare assolutamente nulla. E allora che democrazia è? Meglio prima, almeno si discuteva in piazza con segretari e sindaci e qualcosa veniva fuori: lavori di ripristino, sicurezza, pulizia della città.
Nella ultima tornata elettorale Il voto d’appoggio prono e cieco sebra entrato in crisi, i prescelti in lista imposti più o meno dalle segreterie politiche e da Palazzo Vecchio, sembrano graditi sempre meno. Almeno per queste regionali. Il risveglio, inatteso, è stato traumatico: il Partito Democratico, che di democratico ha solo un nome preso in prestito, non ha superato il 27 cento dei voti. C’è di che riflettere per il segretario Fossi e per il suo collega regionale. Cosa che fino a oggi, negli anni non è mai stata fatta. Si vinceva e tanto bastava, e a nessuno era mai venuto in mente che alla fine qualcosa di nuovo al dimlà degli slogan, dei dibattiti, elle dimostrazioni di piazza si sarfebbe dovuto fare. Ad esempio, i rapporti fra popolo elettore e eletti al potere, o altri al potere per volere di chi era gfià al potere. Liste elettoriali preconfezionate fra quattro mura costruite da accordi, fra guru del partiti e signori dell’amministrazione cittadina. Qui si mette il mio segretario che è fidatissimo, la và la tua porta borse.
Un rapporto sempre meno stretto: i politici aveva altri da fare che star dietro alle ubbie dei cittadini che per tradizione sono dei rompiscatote mai soddisfatti. Che vogliono di più: il parftito era al comando. Ma operava nella maniera giusta? E chi era il responsabile se la sanità non fuzinonava, della ex portaborse? Affatto era ovviamente colpa del governo centrale ? Primo colpevole il governo centrale, poi l’assessore di turno, mai la segreteria del partito, che però al momento giusto pretendeva l’elezione dei suoi candidati .












