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Aminta, il nuovo progetto di Famiglia Cecchi a Montalcino

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Andrea Cecchi e la figlia Gulia hanno presentato i nuovi vini dell’Azienda: Rosso di Montalcino Doc 2023 e Brunello di Montalcino D.O.C.G. 2020 e, in anteprima, le vendemmie rispettivamente 2024 e 2021.

di Elisabetta Failla

Famiglia Cecchi si ingrandisce impegnandosi in un nuovo progetto che è ormai realtà: Aminta, la tenuta che l’azienda ha acquisito a Montalcino. Acquistata nel 2018 in una delle aree più vocate di Montalcino, la proprietà si trova a Castelnuovo dell’Abate, accanto all’Abbazia di Sant’Antimo, e debutta con le sue prime due etichette.

Famiglia Cecchi rafforza così il suo percorso di valorizzazione del Sangiovese nei territori d’elezione, compiendo un passo atteso ma non scontato: quello verso Montalcino. Una scelta ponderata, definita con rispetto e consapevolezza, frutto di una lunga esperienza maturata in oltre 130 anni di storia. Fondata nel 1893 e oggi guidata da Andrea Cecchi, quarta generazione, l’Azienda, che gestisce anche e tenute toscane di Villa Cerna e Villa Rosa a Castellina in Chianti, Val delle Rose in Maremma, e Alzatura a Montefalco, in Umbria, si è sempre distinta per una visione pionieristica, radicata nei valori familiari e orientata alla qualità, alla sostenibilità e al profondo rispetto territoriale.

“Con Aminta abbiamo voluto completare un percorso che da sempre ci lega al Sangiovese. – ha spiegato Andrea Cecchi, Presidente e CEO di Famiglia Cecchi – Ho visto le potenzialità vitivinicole di Montelacino e ho capito che per chiudere il nostro cerchio produttivo dovevamo avere un’azienda in questa zona.  Questo è stato il risultato di una scelta attenta, maturata nel tempo, che ci ha portati a investire in un territorio di straordinaria complessità e prestigio.”

La Tenuta si estende per 6 ettari nell’area sud-orientale del distretto del Brunello di Montalcino. I vigneti si articolano in tre corpi distinti – Pian Bossolino, Cantina e Caselle – e godono di condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli grazie all’altitudine, all’esposizione e alla protezione naturale offerta dal Monte Amiata. La geologia dei suoli è eterogenea, con presenza di galestro, pietraforte e sabbie messiniane, elementi che contribuiscono a generare vini di grande precisione e carattere.

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Durante la presentazione dei nuovi vini di Aminta, Andrea Cecchi, insieme alla figlia Giulia, ha spiegato il motivo di questo nome. “Da una parte ho voluto ricordare mia madre Anita Sardelli Cecchi, scomparsa nel 2017, figura importante per l’azienda e che ha contribuito all’acquisto di questa tenuta. – ha detto Andrea Cecchi – dall’altra c’è una motivazione territoriale perché il Monte Amiata domina il paesaggio influenza in modo decisivo il microclima della tenuta.” Senza dimenticare che Aminta è un fra le più famose opere di Torquato Tasso e che ai margini della tenuta verso l’Abbazia di Sant’Antimo si trova una fonte con questo nome. Inoltre c’è un’altra dedica speciale a Mamma Anita: Le etichette riprendono i suoi disegni originali. Un modo anche per affermare anche sulla bottiglia quanto  famiglia sia importante in questo progetto.

Giulia e Andrea Cecchi

Dopo anni di lavoro, sono stati presentati i primi due vini: il Rosso di Montalcino DOC 2023, prodotto in 3.100 bottiglie, e il Brunello di Montalcino DOCG 2020, disponibile in sole 3.000 bottiglie numerate. Piccole produzioni ma da grande qualità. Ma soprattutto sono vini attuali per la loro freschezza ed eleganza e grazie ad un uso attento del legno.

La degustazione è iniziata con il Rosso di Montalcino 2023. Grazie al solo passaggio in cemento, al naso mostra i piccoli frutti rossi note balsamiche, di macchia mediterranea mentre al gusto mostra tutta la sua freschezza, ha un buon corpo e tannini abbastanza morbidi. Buona l’acidità e la sapidità con un finale di bocca che richiama i frutti rossi.  È un vino elegante e piuttosto equilibrato. A seguire è arrivato in anteprima il Rosso di Montalcino 2024, con note di frutta matura, violetta, pepe nero e note balsamiche. Un profumo decisamente delicato e fresco. Rispetto all’annata precedente, in bocca è corposo, rotondo, abbastanza equilibrato, con tannini forse ancora un po’ prepotenti, ma che può ancora migliorare.

La degustazione è proseguita con il Brunello di Montalcino 2020. Un vino che esprime tutta la forza del Sangiovese, profondo e al tempo stesso elegante. Al naso si percepisce la frutta matura frutti neri e prugna, note balsamiche, the verde e noce moscata. Al palato si mostra corposo, morbido con dei tannini presenti ma non fastidiosi, fresco e persistente. Estremamente piacevole. E per finire è stato presentato, sempre in anteprima, il Brunello di Montalcino 2021 che mostra ancora la sua giovinezza e un percorso in divenire verso l’equilibrio, anche mostra tannini interessanti e una freschezza piacevole. Il bouquet è composto da fiori rossi, frutti neri maturi, note balsamiche, sentori del legno e il caffè. Al gusto questo vino appare corposo, abbastanza morbido, tannini sono piuttosto morbidi, fresco, sapido e persistente. Un vino promettente da gustare fra qualche tempo quando sarà maturo è avrà raggiunto il suo equilibrio.

Aminta – Loc. Bellavista, Castelnuovo dell’Abate n. 5 Montalcino (SI) – Email.  info@amintamontalcino.it Telefono  +39 057754311  +39 3406920885