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I Vini Igt della Costa Toscana, un’ottima alternativa alle denominazioni toscane più note

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I vini Igt della Costa Toscana provengono da aree importanti per la biodiversità e per i vitigni, spesso autoctoni, che meritano di essere valorizzati, come è accaduto durante una cena a Palazzo Corsini in occasione della settimana delle anteprime enologiche toscane

di Elisabetta Failla

La Toscana del vino non è solo quella delle celebri denominazioni come il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino o il vino Nobile di Montelpulciano. In questa regione ci sono altre aree che accanto al Sangiovese, vitigno principe della Toscana, vengono coltivati vitigni autoctoni particolari, spesso poco conosciuti, che vale la pena di essere valorizzati. Si tratta di una realtà vitivinicola nuova, animata da un grande spirito innovativo e di ricerca sulle biodiversità, che si trova sulla costa toscana: quello della costa toscana. Non è un caso che le due principali Indicazioni Geografiche Tipiche della regione siano proprio la IGT Toscana e la IGT Costa Toscana.

Qui nascono vini rossi tra i più famosi del mondo e vini bianchi che raccontano il loro territorio tra mare, sole, terra e fiumi. Il mare, Ligure fino a Piombino, Tirreno fino a Capalbio, riflette la luce del sole sulle vigne, ma in più la composizione orografica della Costa rende più complessi i fenomeni: non c’è solo l’elemento mare, ma una grossa parte delle caratteristiche climatiche è dovuta ai fiumi. Il mare genera le brezze estive che rinfrescano le uve, illuminate di giorno dal riflesso del sole sulla superficie del mare.

I fiumi scorrono in direzione perpendicolare alla costa, quindi da est a ovest, mentre le catene collinari o montuose si sviluppano parallele alla costa da nord a sud. Questa situazione crea un movimento circolare dell’aria, continuo e ripetitivo nella stagione estiva, una specie di circolazione forzata con effetto di controllo delle temperature.

L’esempio più calzante è Bolgheri. A nord scorre il fiume Cecina, a sud il fiume Cornia, nel mezzo c’è la catena collinare di Castiglioncello di Bolgheri, parallela al mare. Durante la stagione estiva si crea una circolazione rotatoria dell’aria che rimuove gli eccessi di calore dalle vigne e agisce da controllo climatico. Stessa situazione la riscontriamo per l’interazione tra Magra e Serchio con le Alpi Apuane, tra Ombrone e Albenga a sud.

Altra componente fortemente distintiva del terroir della Costa Toscana è costituita dalla composizione dei suoli. In questo territorio troviamo la massima esaltazione di molti dei vitigni sia autoctoni che alloctoni del panorama enologico italiano. La presenza dei grandi vini rossi dimostra come questa zona della Costa Toscana goda di caratteristiche uniche. Caratteristiche che non sono solo limitate al piccolo comprensorio di Bolgheri, ma si ritrovano anche a nord tra Riparbella e Montescudaio e ancora a sud tra Suvereto e Val di Cornia. I cosiddetti vitigni internazionali, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, rappresentano la migliore espressione mediterranea di queste uve, così come a Bordeaux rappresentano la migliore espressione atlantica. Il Merlot si esprime con grande evidenza su alcuni flysch di Suvereto.  Il Sangiovese è il vitigno più rappresentativo della Toscana e sulla costa assume espressioni di grande personalità, come nel territorio di Pisa, o come nel caso del Morellino e della Maremma a Grosseto. Per non parlare di con vitigni come Syrah e Grenache, particolarmente adatti alle aree più fresche e più elevate dal punto di vista altimetrico, con suoli più leggeri. Sempre a sud alcuni produttori hanno dato una vita del tutto particolare al Ciliegiolo con espressioni di grande carattere.

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I fattori comuni di distinzione del territorio possono essere riassunti nella presenza per tutta la lunghezza della costa di terreni diversi per composizione, come a Bolgheri, Suvereto e Riparbella, di aree vulcaniche come il gabbro di Riparbella e i tufi di Scansano, Sovana e Sorano, nei fenomeni geotermici a Bolgheri, Venturina e Saturnia e nella presenza di minerali ferrosi, soprattutto nel comprensorio di Piombino e Isola d’Elba, ma anche nella vigna stessa del Sassicaia.

Parlando dei vini bianchi, non c’è solo il Vermentino prodotto nella zona nord di Massa e Carrara, dove suoli calcarei, vicinanza del mare, esposizioni protette offrono le versioni più dinamiche e saporite di questo vitigno, mentre in Maremma e nel Bolgherese lo stile è più rotondo, i profumi più fruttati, il sorso più rilassato.

Nei colli di Luni e alle spalle della Versilia, nella zona di Candia si producono, oltre al Vermentino, vini bianchi con uve autoctone che vengono valorizzati per la loro unicità. A sud, sulla costa e sulle isole, è l’Ansonica a offrire vini di forte personalità, nonostante la difficile e riottosa natura di questo vitigno. Elba ed Argentario offrono prodotti notevoli con questo vitigno, ma è l’Isola del Giglio al centro dell’attenzione, con pochi produttori ma determinati nel puntare ad una qualità straordinaria. Per non parlare dell’Aleatico, vino passito tipico dell’Isola d’Elba.

Per far conoscere questa importante realtà vitivinicola toscana, in occasione della settimana delle Anteprime dei vini, è stata organizzata dall’Associazione dei Grandi Cru della Costa Toscana, guidata da Duccio Corsini e dal Consorzio Vino Toscana, presieduto da Cesare Cecchi, una cena a Palazzo Corsini sul Prato a Firenze.

A sinistra Cesare Cecchi e a destra Duccio Corsini

Sulla costa, da Massa a Grosseto, ci sono circa 1.500 ettari vitati e 64 produttori che producono circa 5 milioni di bottiglie. Molti dei viticoltori appartengono sia all’Associazione che del Consorzio che da adesso collaboreranno insieme per valorizzare sia in vini toscani Igt che i vini della Costa Toscana Igt. Un percorso unitario che rafforzerà la presenza dei produttori in manifestazioni di interesse come le Anteprime dei Vini Toscani ma anche lo stesso Vinitaly. Una collaborazione, questa che piace anche alla Regione Toscana che era rappresentata alla cena dal Presidente della Regione Eugenio Giani e dalla Presidente del Consiglio Regionale Stefania Saccardi, ex assessore all’agricoltura nel precedente mandato.