In piazza San Pancrazio, davanti il Museo Marini si trova I’Tuscani, ristorante bisteccheria che propone piatti della cucina tradizionale, materie prime di qualità e un’ampia carta dei vini
di Elisabetta Failla
I’Tuscani è il ristorante bisteccheria in piazza San Pancrazio, davanti al Museo Marini, nel cuore del centro di Firenze. Un locale che solo apparentemente potrebbe sembrare per turisti ma invece è anche per i fiorentini, Chi lo conosce, non lo abbandona più.
L’ambiente è molto piacevole, in stile rustico chic, dove regna un’anima green a partire dall’arredamento. I tavoli, ad esempio, sono stati realizzati con legni che precedentemente componevano gli scafi di barche ritrovate sulla costa toscana. Interessante sapere anche che in cucina non ci sono sprechi eccessivi perché le materie prime vengono utilizzate praticamente fino alla fine. I rifiuti sono in gran parte organici e smaltiti in sacchi compostabili.
Le vere anime del ristorante sono i tre soci: Alberto Florindo, il fondatore, sua moglie Barbara Fagioli e Enrico Burberi. Insieme hanno creato I’Tuscani puntando soprattutto sulla qualità, a partire dalle materie prime. Le carni scelte, in particolare le più pregiate come la Chianina, la Maremmana e la Simmethal, vengono da allevamenti virtuosi, i prodotti della terra, ma anche i salumi e formaggi, provengono da produttori selezionati e spesso sono PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali, proprio per offrire il meglio del patrimonio gastronomico toscano e italiano.

Quest’anno anche la carta dei vini è stata ampliata e migliorata grazie alla presenza del bravissimo sommelier Geremia Tonarelli che, accanto alle aziende più note e blasonate, ha inserito aziende più piccole ma di qualità dando spazio anche ai vitigni autoctoni che possono essere degustati anche in purezza. La provenienza è toscana, dando spazio a regioni vitivinicole meno conosciute come il Mugello, la montagna pistoiese e la Lunigiana, e da diverse regioni italiane come il Veneto, il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Sicilia. Non manca poi una selezione di etichette straniere. Una ricchezza enologica che ben si abbina con i piatti proposti in menu.

La cucina è principalmente toscana proprio per valorizzare la qualità delle materie prime, a partire dalla carne dove vengono utilizzate tutte le parti e non solo i tagli migliori, che viene resa più attuale grazie alla sperimentazione di diversi tipi di preparazione e di cottura.
La nostra esperienza enogastronomica è cominciata con un aperitivo di benvenuto, degustando uno Spumante Metodo Classico L’Eccezione prodotto da Podere La Regola con uve di Chardonnay e Vermentino davvero piacevole. Le uve vengono selezionate manualmente e rimangono sui lieviti per 36 mesi e poi altri 6 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Perlage fine, al naso si percepiscono le classiche note di crosta di pane e burro e un leggero sentore agrumato. Al gusto è fresco, con una bella acidità e persistenza, sul finale si sentono nuovamente le note burrose.

Come antipasto abbiamo degustato una tartare condita con olio del Chianti e uno sformatino di verdure e formaggio Gran Mugello Ubaldino che per un anno è stato tenuto in grotta. Ottimo l’abbinamento con Ciliegiolo di Tenuta Aquilaia Igt Maremma Toscana 2024. Proveniente dalla zona di Scansano questo vino viene prodotto con uve di Ciliegiolo 100%, selezionate a mano, fermentazione e affinamento in acciaio. Al naso non si sente la ciliegia, ma più ciliegie: dalla marasca all’amarena e alla visciola. In bocca è piuttosto corposo, elegante, rotondo e persitente con un bel finale di bocca dove si ritrovano le note fruttate.
A seguire sono state degustate le classiche polpette alla fiorentina al sugo di pomodoro e le polpette di lampredotto fritte con salsa verde insieme a patate e insalata. Due piatti della tradizione davvero ottimi che ricordano la cucina delle nonne. Quando il cibo sblocca un ricordo, scatta non solo il piacere ma anche l’emozione che rende l’assaggio estremamente gradevole. Proust con la sua Madeleine, insegna molto!

In abbinamento è stato servito un Merlot in purezza: Tenuta San Vito Corte dei Mandorli IGT Toscana Merlot 2021. L’azienda, che conosciamo bene, si trova fra Malmantile e Montelupo Fiorentino, nella zona dei Colli Fiorentini, e produce vini di grande qualità che sono soprattutto espressione del territorio. Le uve dopo la vendemmia vengono lasciate a macerare con le bucce per 15/20 giorni con rimontaggi quotidiani. Affina pere circa 14 mesi in barrique di rovere francese di primo e secondo passaggio e poi prosegue l’affinamento in bottiglia. Il profumo è quello tipico di questo vino: fiori e frutti rossi, spezie, un leggero tabacco e cuoio, intenso e persistente. Al sorso è armonico, avvolgente con tannini eleganti, fresco e persistente. Per finire, non poteva mancare la bistecca sia da costola che la tipica T bone estremamente gustose, cotte, naturalmente, poco per poter apprezzare il gusto della carne. Un’esperienza enogastronomica che ci sentiamo di consigliare.
I’Tuscani – piazza San Pancrazio, 2R – 50123 Firenze – www.ituscani.com












