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Copernicus: ‘In Europa è stato il giugno più caldo di sempre’

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I dati provengono dal servizio relativo ai cambiamenti climatici, implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF)

di Elisabetta Failla

Secondo il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), lo scorso giugno è stato il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale.

Si sono infatti registrate temperature quasi da record, determinate dalle temperature superficiali del mare più elevate mai rilevate per il mese e l’Europa è stata colpita da un caldo estremo anche sulla terraferma, in particolare quella occidentale, che ha subito un’ondata di caldo da record e ondate di calore marine in tutto il Mediterraneo occidentale e lungo le coste atlantiche.

A livello globale, la media mensile delle temperature superficiali del mare per l’oceano extrapolare (60°S-60°N, zona intertropicale e medie latitudini combinate, escludendo unicamente le calotte polari, ndr) è stata la più alta mai registrata negli anni in questo mese, superando di 0,01 gradi il record di giugno 2024 e riflettendo in parte lo sviluppo di forti condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale.

L’ondata di caldo, che ha colpito gran parte dell’Europa nella seconda metà di giugno, è stata preceduta da un precedente periodo estremamente caldo a maggio ed è stata seguita da altre giornate eccessivamente torride all’inizio di luglio. La temperatura elevata in diversi paesi europei ha avuto anche gravi ripercussioni sulla salute delle persone, compresi decessi legati al caldo.

L’Europa ha inoltre registrato una siccità diffusa che, insieme al caldo estremo, ha contribuito all’insorgere di incendi, in particolare nella penisola iberica e nel sud della Francia, e ha accentuato il rischio di siccità in alcune zone dell’Europa orientale. L’ondata di caldo di giugno si è verificata in un contesto di crescente arsura del suolo in tutta l’Europa occidentale e centrale, aggravando ulteriormente le condizioni di siccità che avevano iniziato a svilupparsi durante l’ondata di caldo di maggio.

“Giugno 2026 ha messo in evidenza quanto profondamente il clima stia cambiando. L’Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo di sempre, e il persistere di temperature record negli oceani di tutto il mondo”, ha commentato Samantha Burgess, Responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts). “Nel loro insieme, queste rilevazioni riflettono un sistema climatico che continua ad accumulare calore. Il risultato è stato un calore sempre più intenso, un oceano che rimane costantemente caldo e rischi crescenti per le persone, gli ecosistemi e le infrastrutture in tutta Europa e oltre”, avverte Burgess.

Casole d’Elsa si presenta a Bruxelles, cuore dell’Europa

Ma che cosa è Copernicus? Chi vi scrive era a Bruxelles durante il periodo di caldo torrido a giugno per partecipare ad una formazione Erasmus+ dal titolo “Comunicare l’Europa” organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Liguria e dalla Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Fra le varie attività in programma abbiamo visitato ERCC – Emergency Response Coordination Centre e sistema Copernicus, ovvero il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, il meccanismo di protezione civile dell’UE.

Il suo compito è quello di coordinare l’assistenza ai paesi colpiti da catastrofi, ad esempio soccorsi, competenze, squadre di protezione civile e attrezzature specializzate. Il centro offre sostegno in caso di emergenza e funge da coordinamento tra gli stati membri dell’Unione europea per aiutare sia il Paese colpito dall’emergenza sia gli esperti della protezione civile che degli aiuti umanitari. Il centro è operativo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e può aiutare qualsiasi paese all’interno o all’esterno dell’UE colpito da una catastrofe grave, su richiesta delle autorità nazionali o di un organo delle Nazioni Unite.

Il Centro ha un ruolo importante perché consente, in caso di catastrofi provocate dall’uomo o dagli eventi naturali, di intervenire nel minor tempo possibile evitando la duplicazione delle attività di soccorso e garantendo che l’assistenza sia adeguata alle esigenze delle persone colpite. Al fine di ridurre gli oneri a carico degli Stati contributori, l’ERCC può mettersi direttamente in contatto con le autorità nazionali di protezione civile del paese in stato di necessità e sostenere finanziariamente l’invio di squadre di protezione civile e di beni al paese colpito.

All’interno di questo sistema si trova anche Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta a beneficio di tutti. La Commissione Europea gestisce il programma Copernicus in collaborazione con gli Stati membri, verificando il corretto funzionamento e assicurando che il Programma sia orientato ai bisogni degli utenti. Copernicus si articola su tre componentiservizi, spazi e in situ.

Copernicus si occupa di monitorare l’atmosfera, i cambiamenti climatici del territorio, del mare e degli oceani, di gestire le emergenze e la sicurezza. Lo sviluppo della componente spaziale è affidato alla European Space Agency (ESA) che, assieme ad EUMETSAT, definiscono l’architettura generale della parte satellitare e della sua evoluzione. Inoltre, ESA ed EUMETSAT curano la gestione operativa delle missioni dello spazio.

Copernicus rende fruibile un’enorme quantità di dati e informazioni di monitoraggio del territorio e dell’ambiente in modo completo e gratuito. Le rilevazioni vengono fatte grazie ad  una serie di satelliti dedicati (le famiglie Sentinel) e a missioni partecipanti (satelliti commerciali e pubblici esistenti) gestite da organizzazioni nazionali, europee o internazionali. Infine raccoglie informazioni da sistemi in situ che forniscono dati acquisiti dai numerosi sensori posizionati al suolo, in mare o nell’atmosfera, utili a calibrare e validare i dati satellitari e che poi Copernicus trasforma in informazioni accessibili.