Dal pranzo sotto l’ombrellone, ai primi ristoranti dei bagni che preparavano semplici piatti a base di pesce, alla ristorazione attuale. La storia di un mondo e di una società raccontata attraverso i piatti dei concorrenti.
di Elisabetta Failla
“D’estate andavamo a Forte dei Marmi. La casa aveva un giardino; sul davanti c’era una pineta che finiva sulla spiaggia; al centro della pineta un viale con la ghiaia. Si apriva il cancello di legno verde e là, davanti alle piatte dune di sabbia coperte dal prunaio grigio e azzurro, era il mare. Un mare dolce, tranquillo, argenteo con onde calme striate di schiume bianche che si disperdevano, morendo sulla spiaggia chiara e morbida. Sulla frangia dell’acqua correvano piccoli granchi. Vicino alla riva un pescatore setacciava la sabbia, trainando uno istrumento formato da tre pali di legno e una rete. Sul fondo rimanevano piccole arselle dal guscio multicolore che il pescatore versava in un sacco tenuto a tracolla. Le arselle gettate nell’acqua bollente, poi aperte e pulite, diventavano la miglior salsa per gli spaghetti. In cucina vedevano con disperazione l’arrivo dell’arsellaro, che significava ore di lavoro per preparare una tazza di sugo.” Così Susanna Agnelli raccontava la “sua” estate fortemarmina, passata con i suoi fratelli sulla spiaggia del bagno Piero, in Vestivamo alla marinara.
E in questo passo del libro c’è tutta l’essenza della villeggiatura (Gianni Mercatali docet) a Forte dei Marmi, fatta di famiglie che ogni estate, fin dal XIX secolo, si ritrovavano piano piano prima sotto le tipiche “vele”, poi sotto lo stesso ombrellone, o sotto la stessa tenda, sempre allo stesso bagno, anno dopo anno. Un microcosmo sociale, all’inizio solo aristocratico e borghese, fatto di sole, di chiacchiere, di bagni, di pigrizia assolata e di pranzi sulla spiaggia. Inizialmente le famiglie blasonate si facevano portare il pranzo dalla servitù con tanto di apparecchiatura. Poi con il boom economico e l’arrivo anche del ceto medio, erano le mamme e le nonne a portare il cibo in spiaggia, che spesso veniva condiviso con i vicini d’ombrellone. Bisognerà aspettare la metà degli anni ’70 del ‘900 per avere i primi ristoranti sulla spiaggia. Che erano molto semplici, per non dire spartani. Spesso i gestori dei bagni condividevano quanto pescato la notte e la mattina presto: le arselle per il sugo della pasta, il fritto di paranza e qualche altro pesce rimasto impigliato nella rete. Chi ha vissuto quelle estati ormai lontane ricorda ancora il gusto meraviglioso di quel pesce mangiato su tavolini arrangiati se non direttamente sulla sdraio.
Il tempo passa e le abitudini cambiano. Anche Forte dei Marmi. I facoltosi turisti stranieri hanno sostituito molte famiglie borghesi provenienti da Milano, Parma e Firenze, quelli che avevano, o affittavano, le ville e restavano per tutta la stagione estiva. Anche i bagni si sono adeguati e sono diventati oggi strutture organizzate con tutti i confort e benefit del caso con ristoranti che offrono un’ampia offerta di piatti in menu e ottime carte dei vini. Meno semplicità e più ricercatezza, quindi. Anche la “pesca a strascico” al tramonto e la raccolta delle arselle la mattina presto sono ormai un vago ricordo.
Ma ogni anno c’è sempre una manifestazione che puntualmente ci ricorda “quel tempo che fu” che diventa nostalgicamente sempre più meraviglioso, estate dopo estate: A tavola sulla spiaggia, giunta quest’anno alla XXXIV edizione.
Una delle manifestazioni più longeve dell’estate fortemarmina che altro non è che un concorso gastronomico per chef amatoriali, creato da Gianni Mercatali insieme allo storico Comitato Organizzatore e figlio dell’“Uomo in cucina”, contest gastronomico organizzato ancora prima da Ugo Tognazzi, dove gli uomini cucinavano dei piatti valutati da una giuria tutta femminile. Ma le cronache di Forte dei Marmi ricordano anche che il famoso attore amava cucinare per gli amici al bagno Silvio, buen ritiro estivo di Gianni Mercatali, durante le riprese di “Amici miei – atto III”. A tavola sulla spiaggia è questo: custodire il ricordo di un mondo che forse non esiste più ma che rappresenta un pezzo di storia importante di Forte dei Marmi.

La manifestazione si è svolta lo scorso lunedì, 6 luglio, per la prima volta a mezzogiorno e mezzo nel Giardino d’Inverno di Villa Bertelli. Qui sono sfilati i concorrenti che hanno fatto gustare i loro piatti alla giuria composta da giornalisti, opinion leader, produttori di vino, ristoratori e chef, per un totale di 12 stelle Michelin dalla Versilia.
Per la premiazione, un gradito ritorno allo storico bagno Piero di Roberto Santini, palcoscenico ideale di molte edizioni, dove alle 18 di giovedì 9 luglio si è tenuta la premiazione sulla Terrazza Alle Boe, condotta da Annamaria Tossani.

A conquistare lo Scolapasta d’oro, simbolo del Piatto Forte 2026, è stata la coppia di Serena Mannino con Simone Bellocci (foto in alto) che avevano presentato alla gara nel Giardino d’Inverno di Villa Bertelli la loro “Caponata” abbinata al Rosso di Montalcino DOC 2023 Aminta, Tenuta della Famiglia Cecchi. Primo Premio dedicato ai “ripetenti”, sezione riferita a quei concorrenti che già avevano vinto in uno degli anni precedenti, è andato a Ilaria Lotti con la sua “Torta mimosa del Forte” abbinata ad un Florus 2022 Moscadello di Montalcino di Castello Banfi. Il Premio della Stampa, intitolato alla Fondazione Villa Bertelli, è andato a Paola Myriam Visconti che aveva presentato un “Gelato della mamma con mandorle caramellate” abbinato al Gemma Gentile 2022 Malvasia di Candia Aromatica delle Tenute Venturini Foschi.
Il Primo Premio nella categoria nella sezione antipasti è andato a Monica e Stefania Gori per la loro “Pappa al pomodoro con quenelle di burrata” abbinato ad un Bolgheri Rosso DOC 2023 di Donne Fittipaldi. Gli altri 3 Premi di categoria sono andati per i primi ad Elena Barsacchi, per la sua “Zuppa Toscana di nonna Mirella” abbinato ad un Litorale Vermentino 2025 di Famiglia Cecchi. La prima dei secondi è stata Annalisa Alinari che con il figlio Massimo Mattei hanno presentato un originalissimo “Tonno vitellato” abbinato ad un Villa Margon Trentino Chardonnay DOC delle Tenute Lunelli mentre per i dolci hanno conquistato il premio di categoria Alessio Baroni con Margherita Pisani, giovane viareggina impegnata con successo in questi giorni nelle selezioni di Miss Italia, che hanno presentato un “Tiramisù ai Pan di Stelle” abbinato a Nektar Passito da uve Vermentino di Cantine Lunae.

Il Premio Social è andato a Maria Ciompi e Jacqueline Rossi per le loro “Cotolette sotto la tenda” abbinate allo Champagne Grand Brut Perrier Jöuet. Interessante da segnalare che con questo premio la pagina Instagram di A tavola sulla spiaggia ha registrato negli ultimi 4 giorni oltre 50.000 visualizzazioni di cui il 68% di non followers. Il nuovo Premio dedicato alla cultura e al design Oblong Contemporary Art Gallery, la galleria con sedi a Forte dei Marmi e Dubai, è andato a Nita Salvucci e Tiziano Lera che hanno ricevuto un prezioso bozzetto originale dello scultore colombiano Gustavo Velez, presentando “Palatina-docet” pasta al mirto, abbinato ad un Puntabella Rosato del Trasimeno DOC 2025 di Arnaldo Caprai. Il Premio è stato consegnato da Emanuela Venturini Foschi e Paola Marucci con la seguente motivazione: “per aver saputo interpretare con straordinaria maestria, passione e creatività, lo spirito l’armonia e l’eccellenza della cultura gastronomica in riva al mare di Forte dei Marmi, con una visione creativa fatta di ricerca, sensibilità ed equilibrio”.

Alla premiazione ha partecipato anche l’Assessore alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti. Il Comitato Organizzatore, che continua a sostenere il Banco Alimentare della Toscana, ha confermato anche quest’anno l’invito ai propri partner di donare allo stesso Banco alcuni loro prodotti. Il Presidente Leonardo Berni si è complimentato sostenendo come questo aiuto sia molto più di un contributo economico ma anche e soprattutto un gesto di fiducia, responsabilità e vicinanza che permette di trasformare la solidarietà in aiuto concreto per migliaia di persone. Arrivederci alla prossima edizione di A tavola sulla spiaggia nel 2027… stessa spiaggia, stesso mare. (Crediti fotografici: archivio Elisabetta Failla e A tavola sulla spiaggia)












