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Torna la Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia

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Dal 10 al 12 settembre un programma di incontri, formazione, cinema, arte e musica con dissidenti e personalità internazionali da tutto il mondo. Attese Yulia Navalnaya, Sviatlana Tsikhanouskaya e la premio Nobel Oleksandra Matviichuk. Sabato 12 settembre il concerto conclusivo di Luca Barbarossa, aperto al pubblico.

di Elisabetta Failla

Dal 10 al 12 settembre torna la Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia, l’evento internazionale ideato e promosso dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, il patrocinio del Comune di Ventotene e il sostegno della Regione Lazio.

“Nel contesto di oggi, segnato da guerre e autocrazie, la cosa più importante che può fare il Parlamento europeo è difendere i valori di democrazia e libertà in tutta l’Unione”, ha spiegato la vicepresidente Pina Picierno insieme a Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento Ue in Italia, intervenendo nel corso dell’evento di presentazione della seconda edizione di questa manifestazione. “Quest’anno ricorre il 40esimo anniversario della morte di Altiero Spinelli, quindi a maggior ragione la Conferenza sarà un’occasione per parlare del futuro dell’Europa e dei temi legati al federalismo”, ha evidenziato Carlo Corazza

Saranno tre giorni di conferenze, formazione, cinema, arte e musica, con la partecipazione di dissidenti, attivisti, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, intellettuali e artisti provenienti da tutto il mondo.

Tra le principali novità della prossima edizione sarà il lancio della Freedom Academy, uno spazio di formazione rivolto ai giovani europei, con incontri dedicati alla storia del continente, all’attualità internazionale, alla difesa dello Stato di diritto e alla lotta contro le autocrazie. Saranno coinvolte la Fondazione Pietro Nenni e la Anti-Corruption Foundation, fondata da Aleksej Navalny. “I leader di regimi vecchi e nuovi hanno come obiettivo non soltanto l’Europa, ma il mondo libero. -ha spiegato Picierno – Oggi abbiamo bisogno di donne e uomini che non abbiano paura di rischiare e che si intestino un pezzettino di scomodità nel dibattito pubblico con l’obiettivo di rafforzare le democrazie liberali.  Quest’anno – ha poi concluso – abbiamo scelto di raccontare Europa come una boa, una sorta di salvagente con la bandiera dell’Ue al centro, a cui popoli in lotta per la libertà e intellettuali possono aggrapparsi e guardare per avere un punto di riferimento”.

Pina Picierno e Carlo Corazza

Inoltre, la Fondazione Pietro Nenni curerà, in collaborazione con il Parlamento europeo, la mostra “Il Manifesto di Ventotene e l’europeismo nella lotta di Liberazione”. Per la prima volta sarà esposta sull’isola la copia numero 15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e consegnata a Pietro Nenni da Eugenio Colorni. La mostra comprenderà anche un carteggio del 1943 tra Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, testimonianza di straordinario valore storico sulla formazione del progetto federalista europeo.

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Tornerà a Ventotene anche Yulia Navalnaya, insieme al gruppo della Fondazione Anticorruzione fondata da Aleksej Navalny. Attesa anche la leader dell’opposizione democratica bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, che racconterà la repressione esercitata dall’ultima dittatura d’Europa. Parteciperanno inoltre il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano detenuto prima nel centro di tortura conosciuto come La Tumba e poi nel carcere di El Helicoide, e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kyiv.

Particolare attenzione sarà dedicata alla crisi democratica in Georgia e alla vicenda di Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana, premio Sacharov, attualmente detenuta e prima donna prigioniera politica nel Paese dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La sua voce sarà portata sull’isola insieme a quelle di Nona Mikhelidze, dell’Istituto Affari Internazionali, Vano Chkhikvadze, responsabile delle politiche europee di Araminta, e Marika Mikiashvili, esponente del partito di opposizione Droa.

Sull’isola arriverà anche Ahmad Massoud, leader della resistenza antitalebana del Panjshir, insieme al suo vice Ali Nazary, per riportare l’attenzione su un Paese scomparso dalle prime pagine ma ancora segnato dal regime oscurantista e violento imposto dai talebani.

Tra gli ospiti annunciati anche Enes Kanter Freedom, ex cestista dei Boston Celtics, oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e da anni impegnato nella difesa dei diritti umani, che a Ventotene racconterà la sua storia e darà vita a una partita di basket insieme ai giovani e agli ospiti della Conferenza.

La Conferenza vedrà la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani. Tra gli altri ospiti attesi sull’isola: monsignor Vincenzo Paglia, Maurizio Molinari, Stefania Battistini, Carmine Pinto e la cantante Noa Amini.

A Ventotene approderà la Biennale del Dissenso, con le opere degli artisti che nei giorni scorsi, a Venezia, si sono opposti alla riapertura del Padiglione della Federazione Russa: Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Yana Tarakanova e il collettivo Party of the Dead. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Certi Diritti e Arts Against Aggression. La Conferenza terminerà sabato 12 settembre alle ore 21.30 con il concerto di Luca Barbarossa, appuntamento conclusivo del programma e momento aperto alla cittadinanza e al pubblico dell’isola. (Crediti fotografici: Elisabetta Failla – Ufficio stampa Parlamento Europeo in Italia)