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Andrea Calistri “Saper fare artigiano sono le variabili per fare la differenza».

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«La crisi che sta attraversando il settore moda e pelletteria apre a una riflessione sul futuro del Made in Italy. Da qualche anno, il lusso sta cambiando: il consumatore non cerca solo un marchio prestigioso, ma un oggetto autentico, capace di raccontare una storia. Personalizzazione, esclusività e saper fare artigiano sono le variabili che possono fare la differenza».

Lo ha detto Andrea Calistri, titolare dell’azienda di pelletteria fiorentina Sapaf, intervenuto durante la giornata di lavori “Il valore del Made in Italy tra innovazione, benessere e cultura”, promossa dalla Casa del Made in Italy di Firenze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito dell’International Congress of Applied Psychology 2026. Calistri è stato protagonista del panel “Creatività, identità e lavoro: il valore psicologico della moda e del design”.

Secondo Calistri, in un settore che spesso misura il successo attraverso i volumi, il valore può nascere anche da una scelta diversa. «La nicchia non significa essere piccoli ma avere qualcosa da raccontare – ha detto -. Ogni borsa non è soltanto un accessorio: è il risultato di progettazione, ricerca, competenze tecniche, manualità. Quando questi elementi si incontrano nasce un prodotto che emoziona e proprio l’emozione diventa vantaggio competitivo».

Una filosofia che Sapaf porta avanti dal 1954. L’azienda, giunta alla terza generazione della famiglia Calistri, realizza produzioni per marchi dell’iperlusso e sviluppa il proprio brand Sapaf 1954 mantenendo la produzione nel distretto fiorentino. Un modello che dimostra come sia possibile competere sui mercati internazionali, dagli Stati Uniti al Nord Europa fino al Giappone, investendo in qualità e know-how.

Ma il patrimonio più importante resta quello umano. «Le competenze sono il capitale più prezioso di un’impresa. Per questo continuiamo a investire nella formazione, nell’affiancamento tra artigiani esperti e giovani, nella collaborazione con scuole e università. La sostenibilità – ha aggiunto – non riguarda soltanto i materiali ma anche la capacità di mantenere vivo un sapere, creare un ambiente dove le persone scelgono di restare e dare ai giovani la possibilità di un futuro in questo settore».

Calistri ha parlato anche d’innovazione, tema centrale per Sapaf che in occasione del 70° anniversario ha sviluppato una collezione creata con l’ausilio dell’Ia. «Tradizione e innovazione non sono in contrapposizione ma se la tecnologia può accelerare ricerca e sviluppo non sostituirà mai la sensibilità delle persone. Le tecnologie evolvono – ha concluso – ma sono le competenze e le emozioni a permettere a un’impresa di attraversare il tempo. E il futuro del Made in Italy passa anche dal continuare a mettere al centro questi valori».