La IV edizione del progetto, nato dalla collaborazione tra il Consorzio Tutela Morellino di Scansano DOCG e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, ha ‘svelato’ i dieci vini selezionati
di Elisabetta Failla
Lo scorso 10 luglio si è svolta la giornata conclusiva di Morellino del Cuore, dedicata alla degustazione da parte della stampa dei dieci Morellino di Scansano, scelti in precedenza da una commissione composta da sei autorevoli sommelier provenienti da alcuni tra i più prestigiosi ristoranti stellati italiani.
Questa è stata la quarta edizione del progetto, nato dalla collaborazione tra il Consorzio Tutela Morellino di Scansano DOCG e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, con l’obiettivo di valorizzare una delle denominazioni più rappresentative della Toscana attraverso una selezione annuale di etichette che conquistano la commissione di assaggio e che, anno dopo anno, diventano i “Morellino del Cuore” dei degustatori.
Come da tradizione, Morellino del Cuore alterna ogni anno la composizione della commissione di assaggio, affidando la selezione dei vini a giornalisti specializzati e, quella successiva, a sommelier della ristorazione d’eccellenza.

Per l’edizione 2026 la commissione ha degustato, rigorosamente alla cieca, i vini e ha selezionati i 10 Morellino del Cuore 2026, suddivisi nelle quattro categorie Annata, Superiore, Riserva e Vecchia Annata, che era composta da: Andrea De Luca di Enoteca Pinchiorri (tre stelle Michelin), Luca Bracali di Bracali (una stella Michelin), Federico Latta di Taverna Estia (due stelle Michelin), Enrico Moschella di George Restaurant (due stelle Michelin), Rudy Travagli di Enoteca La Torre (due stelle Michelin) e Andrea Puliga di Ristorante IRIS (una stella Michelin).
La degustazione, a cui è seguito un pranzo con i piatti abbinati ai dieci Morellino di Scansano scelti, è avvenuta all’Enoteca Pinchiorri. Questa sorta di Santa Sanctorum enogastronomico ha evidenziato, innanzitutto, come il Consorzio, rappresentato in primis dal suo presidente Bernardo Guicciardini Calamai oltre che dai produttori dei dieci vini selezionati, quest’anno si sia mostrato più coeso delle edizioni precedenti. Novità, se così possiamo chiamarla, anche per quanto riguarda questo vino. L’impressione è che quest’anno abbia un’identità più chiara e precisa, frutto del lavoro di produttori, certo, ma anche del Consorzio che ha indicato una strada da percorrere. Si tratta di un vino a base di Sangiovese, quindi con una bella struttura, ma che, a differenze di altre denominazioni, è più leggero.

Attenzione, parlare di leggerezza per il Morellino (ma equivale anche per altre tipologie) non è un difetto ma una qualità piacevole perché significa che questo vino può essere bevuto tutto l’anno, anche d’estate se degustato fresco, e abbinato a diversi tipi di piatti anche di pesce, soprattutto se sono cucinati con il pomodoro o le verdure come le seppie in zimino o il cacciucco. Con questo vino il consiglio è di superare i preconcetti e apprezzare la sua versatilità.
“Morellino del Cuore è diventato negli anni uno dei progetti più significativi promossi dal Consorzio per la valorizzazione della denominazione. – Ha spiegato il presidente Bernardo Guicciardini Calamai – Nato dalla collaborazione con i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, ha l’obiettivo di offrire ogni anno un momento di confronto, mai competitivo, all’interno della denominazione, permettendo di coglierne l’evoluzione attraverso il lavoro delle aziende e dei loro vini. Anche quest’anno la commissione di assaggio, composta da autorevoli professionisti della ristorazione italiana, ha riscontrato un livello qualitativo elevato e trasversale: un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi. Questa edizione assume inoltre un significato particolare perché, grazie alla recente modifica del disciplinare, è stato possibile inserire per la prima volta la categoria Morellino Superiore. Un’importante novità che arricchisce ulteriormente il progetto e testimonia il percorso di crescita e di continua evoluzione della nostra denominazione”.
Vediamo quindi le caratteristiche dei dieci Morellino di Scansano selezionati dalla commissione di quest’anno, partendo dalla categoria Annata, che prevede 85% minimo di Sangiovese anche in blend con altri vitigni previsti dal disciplinare, nessun affinamento specifico e all’uscita in commercio a partire dal 1° marzo successivo alla vendemmia. I vini presentati sono stati tre.
Tenuta Pietramora – Germile 2024. L’azienda è a gestione familiare, è nata nel 1999 ed ha 11 ettari vitati a circa 360 m. slm. Questo vino è connotato da immediatezza e freschezza che appare già al naso con sentori minerali, fruttati di ciliegia, fragola, spezie leggere e macchia mediterranea. Al sorso appare fresco, sapido, minerale fresco con un tannino vellutato, fine ed elegante.
Cantina 8380 – 8380 2024. Un nome particolare per questa azienda che corrisponde agli anni di nascita dei due fratelli Rossi che la gestiscono vicino a Montemerano. Il progetto è nato in collaborazione con l’Università di Pisa che ha effettuato studi ed analisi per individuare i terreni e le esposizioni migliori per coltivare le vigne di Sangiovese. Al naso si percepiscono note fruttate e fiorite e sentori di macchia mediterranea. Al palato il vino p fresco, sapido, con tannini ben integrati e un retrogusto leggero di erbe aromatiche.
Doga delle Clavule – Doga delle Clavule 2024. L’azienda si trova nei dintorni di Magliano in Toscana, nel cuore della produzione del Morellino di Scansano, è ha circa 130 ettari di cui 60 vitati a circa 180 – 220 m. slm. Il vino è elegante e pulito, al naso mostra note di frutti rossi, pompelmo rosa, macchia mediterranea e una leggera speziatura. Al gusto è fresco, croccante, tannini abbastanza maturi, sapido e minerale con un retrogusto finale dove si ritrovano le spezie,
La degustazione è proseguita poi con tre vini della categoria Superiore. Questa tipologia è molto recente perché è stata approvata con un decreto ministeriale lo scorso gennaio ed è entrata in vigore con la pubblicazione in gazzetta ufficiale il 9 Febbraio 2026. Questa tipologia viene prodotto con minimo 85% di Sangiovese e con altri vitigni consentiti dal disciplinare, nessuna restrizione per l’affinamento che è comunque più lungo perché ls messa in commercio avviene a partire dal 1° gennaio del secondo anno rispetto alla vendemmia, cioè circa 15 mesi successivi alla vendemmia.
Roccapesta – Roccapesta 2023. Questo vino appare croccante, fresco, sapido ed elegante. Al naso mostra sentori di piccoli frutti rossi, ciliegie mature e macchia mediterranea. Al sorso è fresco, sapido di buon corpo con un tannino non invasivo ed elegante. È equilibrato e con una buona persistenza.
Conte Guicciardini – I Massi 2023. Prodotto con 85% Sangiovese e 15% di Alicante i cui vigneti sono situati a circa 200 – 300 m. slm con un’esposizione ovest, sud ovest su terreni composti da sassi e arenaria. Il vino è fresco, elegante e pulito e si senti già dal suo profumo: ciliegia, note agrumate e di macchia mediterranea, mirto re liquerizia. Al palato mostra la sua freschezza, sapidità, una tannicità ancora scalpitante e persistenza.
Morisfarms – MDS 2023. Questa è una delle aziende storiche della denominazione. I vigneti si trovano su terreni sabbiosi a circa 110 – 120 m. slm. Al naso si percepiscono sentori di frutti neri, mirto, macchia mediterranea e arancia rossa ma anche di pietra focaia. Al sorso è caldo e avvolgente, con tannini morbidi, sapido, minerale con un finale fruttato e agrumato.
Siamo passati quindi ai tre vini della categoria Riserva. Il vino è prodotto con un minimo di 90% di Sangiovese e altri vitigni ammessi dal disciplinare, ma l’affinamento è previsto di due anni di cui una parte obbligatoria in legno.
Cantina Vignaioli di Scansano – Roggiano Riserva 2022. La Cantina esiste dal 1970 e il vino è prodotto con 95% di Sangiovese e 5% di Merlot e affina per 12 mesi in barriques. Un vino, quindi più strutturato e vi consigliamo di gustarlo anche dopo alcuni anni. Al naso appaiono note del legno, spezie, vaniglia, frutti rossi, erbe aromatiche e bacche di ginepro. Al gusto fresco, gustoso, con un tannino presente ma non invadente e con un finale di erbe aromatiche e spezie, Buona la persistenza.
Terenzi – Madrechiesa 2022. L’azienda è stata fondata nel 2001 quando Terenzi lascia il suo lavoro nelle Marche per dedicarsi con passione alla produzione del vino in Maremma. Gli ettari sono 150, di cui 60 vitati ma per questo vino si parla solo di un vigneto, Madrechiesa (da qui il nome del Morellino), che sono appena quattro, situati a circa 300 m. slm. Il profumo mostra già la freschezza di questo Morellino grazie ai sentori di frutti rossi, ciliegie e macchia mediterranea e ad una leggera balsamicità. Al palato è caldo, morbido, equilibrato con un tannino ancora vibrante, fresco, sapido con un finale speziato.
Val delle Rose – Poggio al Leone 2022. Anche questa è un’azienda storica con circa 30 anni di attività vitivinicola sulle spalle, gestita dalla famiglia Cecchi. Il vino è prodotto con 90% di Sangiovese e 10% di Cabernet Sauvignon proveniente dal vigneto Poggio al Leone. I vini affinano separatamente per sei mesi per poi riunirsi in blend prima dell’imbottigliamento. Dal punto di vista olfattivo si notano sentori di frutti neri maturi, prugna, fiori appassiti, note balsamiche e di macchia mediterranea. Al sorso è elegante, morbido, tannini piuttosto morbidi, fresco, sapido con una buona persistenza e un finale balsamico.
Infine abbiamo degustato l’ultimo vino della categoria Vecchia Annata. La Fattoria di Magliano – Heba 2009. Degustare un vino che ha 17 anni in bottiglia è sempre emozionante. L’azienda nasce nel 1997 quando il proprietario, lucchese, si innamora di Magliano e decide di iniziare a produrre vino in questa zona. Oggi gli ettari sono 97 di cui 48 vitati. Il nome di questo Vino, Heba, rappresenta l’amore per questo territorio perché è il nome etrusco di Magliano. La prima annata è stata la 2001 e la 2009 è stata prodotta con 85% di Sangiovese e 15% di Syrah e il vino si è affinata solo in acciaio e in bottiglia. Un vino che ci ha stupiti per la sua freschezza nonostante i suoi anni. Al naso appaiono sentori di frutta matura, frutti neri, prugna, fichi, fiori appassiti, note di scorza d’arancio, balsamiche, di macchia mediterranea. Al gusto è elegante, equilibrato, morbido, tannino perfettamente integrato, sapido, buona persistenza con un finale speziato e agrumato.
Finita la degustazione, si è tenuto il pranzo dove i piatti sono stati abbinati ai dieci Morellini del Cuore. Questo il menu: antipasti budino in brodo di anatra speziato, estratto di funghi e bietole e terrina fredda di bollito misto con canasta al pistacchio, pomodori speziati e bernese allo zafferano.
Come primo piatto è stato servito il risotto, fegato grasso, pesche e salsa di frattaglie di pollo.
Per secondo abbiamo degustato il piccione arrosto, melanzane, sesamo e lardo di colonnata.
Infine, come dessert, Fior di fragola : sfoglie con crema al limone, fragole marinate al pepe selvatico, velo di panna cotta, sorbetto di fragole e gelato alla panna.
Con il dolce abbiamo degustato Gin.Ghiale, gin prodotto in modo artigianale in Maremma grazie alla ricerca e alla selezione di botaniche tipiche del territorio di Tirli. Davvero ottimo. Arrivederci alla prossima edizione!












