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Morto Re Harald V di Norvegia, Paese in lutto

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È stato il primo erede al trono a nascere in Norvegia in quasi 570 anni ed è stato un re vicino ai norvegesi e da loro molto amato. Il nuovo re, Haakon VIII di Norvegia, ha già presieduto un consiglio dei ministri straordinario, poco meno di cinque ore dopo la morte del padre.

di Elisabetta Failla

“È con profondo dolore che annunciamo la scomparsa di Sua Maestà Re Harald, avvenuta oggi. Re Harald si è spento serenamente presso l’ospedale universitario di Oslo venerdì 28 agosto alle 6:35 del mattino”. Così si legge un comunicato del palazzo reale mentre la bandiera reale sul tetto del palazzo è stata ammainata a mezz’asta come in tutto il Paese e le campane delle chiese suoneranno a mezzogiorno. Intanto il sito della corte reale norvegese mostra l’immagine di Re Harald e non è disponibile in attesa di aggiornamenti (vedi foto sopra).

Gli succede il figlio Haakon, 53 anni e già nominato reggente dal 17 agosto scorso, che sarà il quarto re di Norvegia da quando il paese ha ottenuto l’indipendenza dalla Svezia nel 1905, con sua moglie Mette-Marit, anche lei 53enne, che diventerà regina. Intorno a lui si stringono anche la moglie, la regina Sonja, con cui è stato sposato per quasi 58 anni, la figlia, la principessa Märtha Louise e sei nipoti.

Il monarca è stato ricoverato la scorsa settimana per curare una rara malattia del sangue. Lo scorso fine settimana le sue condizioni di salute peggiorarono ma sembrava che rispondesse bene alle cure antibiotiche. Nelle 24 ore precedenti la sua morte, i membri della famiglia reale avevano fatto visita al re mentre la popolazione aveva iniziato a depositare fiori al palazzo e a pregare davanti all’ospedale nella speranza di una sua ripresa.  Era infatti molto amato dai norvegesi.

Il re aveva avuto numerosi problemi di salute di recente – si era sottoposto a un intervento chirurgico per un tumore alla vescica nel 2003 e gli era stato impiantato un pacemaker nel 2024 – ma aveva sempre escluso l’abdicazione, affermando di aver prestato giuramento a vita davanti al Parlamento norvegese.

Harald, pronipote della Regina Vittoria, è nato il 21 febbraio 1937 nella tenuta di Skaugum, vicino a Oslo, più di 30 anni dopo che la Norvegia ottenne l’indipendenza dalla Svezia e divenne una monarchia costituzionale. La sua nascita fu motivo di festa nazionale perché era il primo erede al trono a nascere in Norvegia in quasi 570 anni. I monarchi danesi e svedesi avevano regnato sulla nazione scandinava per secoli, fino al 1905.

Aveva tre anni quando il dittatore Adolf Hitler ordinò l’invasione della Norvegia da parte della Germania nazista all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. La madre di Harald, la principessa ereditaria Märtha, fuggì con i figli oltre confine in Svezia, e si recarono negli Stati Uniti su invito del presidente Franklin D. Roosevelt. Il principe Harald tornò con la sua famiglia in Norvegia alla fine della guerra e completò gli studi e il servizio militare obbligatorio. Divenne principe ereditario nel 1957 e studiò scienze sociali, storia ed economia al Balliol College di Oxford dal 1960 al 1962. Ha rappresentato il suo paese nelle gare di vela alle Olimpiadi di Tokyo, Città del Messico e Monaco. Incontrò Sonja Haraldsen, figlia di un uomo d’affari, a una festa, ma il principe ereditario dovette aspettare nove anni prima di poterla sposare perché suo padre, re Olav, aveva sempre sperato che scegliesse una principessa reale, come il cerimoniale delle corti europee comanda.

Il futuro re ha fortemente voluto sposare la donna che amava tanto da dire a suo padre, Olav V, che, se non avesse potuto sposare Sonja, sarebbe rimasto celibe. Alla fine suo padre si arrese e diede il suo consenso e la coppia si sposò nella cattedrale di Oslo il 29 agosto 1968. La sua scelta fu seguita poi dai suoi figli che si persone di estrazione non nobile contribuendo a porre fine a una famiglia reale fortemente dominata dagli uomini. Da quella decisione in poi, gli esperti di corte, hanno spiegato che il re non si è mai vergognato di mostrare emozioni, umorismo o vulnerabilità, e questo lo ha reso molto umano. Cosa apprezzata dai suoi sudditi.

Quando Re Olav V si ammalò nel 1990, Harald, in qualità di il principe ereditario, divenne reggente. Salì poi al trono alla morte del padre, il 17 gennaio 1991. Dopo 35 anni sul trono, Harald verrà ricordato come una figura popolare e riformatrice che ha modernizzato la monarchia, ha rotto con la tradizione sposando una donna di origini non nobili e ha rappresentato un punto di riferimento unificante nei momenti più difficili della Norvegia.

Gli osservatori della famiglia reale lo descrivono come una persona con i piedi per terra, rispettata e amata, definendolo un “nonno” della nazione e il “re del popolo“, titolo utilizzato anche da suo padre, re Olav. Durante il suo regno, la monarchia norvegese è diventata più egualitaria e trasparente in materia di finanze e sanità ed era “sempre stato molto vicino al popolo”.

In seguito agli attentati del 2011, quando l’estremista di destra Anders Behring Breivik uccise 77 persone in due attentati terroristici a Oslo e sull’isola di Utøya, Re Harald tenne un discorso televisivo esprimendo la sua vicinanza alle vittime e alle loro famiglie. Disse ai suoi sudditi che “la libertà è più forte della paura” e che, “come padre, nonno e marito, posso solo intuire in parte il dolore che provate. Come re della nazione, sono vicino a ognuno di voi”. Nel 2016, elogiò la diversità, la tolleranza e i diritti LGBTQ+, affermando che i norvegesi provenivano dall’Afghanistan e dal Pakistan, credevano “in Dio, in Allah e in niente“, e che includevano “ragazze che amano le ragazze, ragazzi che amano i ragazzi e ragazze e ragazzi che si amano tra loro”.

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Amava stare in mezzo al suo popolo e soprattutto standogli vicino nelle avversità. Dopo alluvioni, tempeste e altre calamità, si recava sul posto indossando stivali di gomma e una giacca consunta per incontrare coloro che avevano perso la casa o i propri cari.

Come in altre corte reali anche il regno di Re Harald non sono mancati numerosi scandali. Nel 1998, il re dovette affrontare un’ondata di critiche pubbliche a causa di articoli di stampa secondo cui avrebbe accettato uno yacht da 4 milioni di corone (400.000 dollari) da un gruppo di industriali come regalo di compleanno, e che i lavori di restauro del palazzo sarebbero costati al governo 500 milioni di corone. Nello stesso periodo, il suo ex vicesegretario privato suggerì ad Harald di abdicare all’età pensionabile di 67 anni, prevista dalla consuetudine del paese egualitario. I sondaggi d’opinione, tuttavia, diedero al re un forte sostegno per rimanere sul trono a vita, e le critiche si placarono.

La morte di Harald giunge in un momento turbolento per la famiglia reale. La principessa ereditaria, adesso Regina Mette-Marit, è sotto stretta osservazione per la sua amicizia con il defunto molestatore sessuale Jeffrey Epstein, una relazione per la quale si è scusata. Suo figlio Marius Hoiby, nato da una relazione precedente al matrimonio con Haakon, è stato riconosciuto colpevole a giugno di due dei quattro capi d’accusa di stupro e di un capo d’accusa di violenza domestica, e condannato a quattro anni di carcere al termine di un processo durato sette settimane. Sia lui che l’accusa hanno presentato ricorso contro la sentenza. Due giorni dopo la condanna di Marius, il palazzo annunciò che Mette-Marit si era sottoposta con successo a un trapianto di polmone, senza specificare quando l’intervento fosse avvenuto. Dopo diverse settimane di convalescenza in ospedale, tornò a casa e pochi giorni fa, insieme al marito, ha festeggiato in modo discreto il loro 25° anniversario di matrimonio.

Come suo padre Olav, Harald era un appassionato di sport e automobili e spesso guidava la propria auto, soprattutto per recarsi a eventi informali. Harald nutriva anche un grande interesse per la salvaguardia della natura. Realizzò un sogno di una vita quando, all’età di 76 anni, trascorse quattro giorni nel cuore della foresta amazzonica brasiliana, vivendo con il popolo Yanomami e dormendo in un’amaca.

Il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, ha dichiarato di aver appreso la notizia della morte di Harald “con profonda tristezza… Un’intera nazione è in lutto e il popolo norvegese prova un profondo senso di gratitudine per una lunga vita al servizio della Norvegia”. E ha aggiunto: “Per oltre trent’anni come monarca, Harald V ha dimostrato una fede incrollabile nel popolo norvegese. Ci ha aiutato a vedere il meglio in noi stessi e gli uni negli altri”.

Anche Re Carlo XVI Gustavo di Svezia ha commentato la scomparsa del re: “Nel corso degli anni, Re Harald è stato un buon amico per me, per la mia famiglia e per la Svezia… Auguro al mio caro figlioccio Haakon, che ora succede a suo padre come capo di Stato, successo e buona fortuna”.

Re Carlo III ha espresso il suo cordoglio per la perdita del suo “caro cugino”, rendendo omaggio a una “figura imponente” che ha guidato il suo Paese con “calore e umiltà” e lo ha servito con “incrollabile dedizione”.

Re Haakon VIII di Norvegia ha presieduto un consiglio dei ministri straordinario, poco meno di cinque ore dopo la morte del padre. Durante il breve incontro presso il palazzo reale ad Oslo, accompagnato dalla principessa ereditaria Ingrid-Alexandra, il re ha informato ufficialmente il governo norvegese della morte del padre e si è detto pronto a portare avanti l’incarco di reggente. In seguito all’incontro è stato aperto un libro di condoglianze firmato dal primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e dagli altri membri del governo.