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Quanti figli ha (o ha avuto) ‘God save the King’?

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La musica del celebre inno inglese è stata utilizzata per inni di altri paesi europei, e non, come Norvegia, Svezia, Lichtenstein, Prussia, Russia, Svizzera e Stati Uniti. Ecco cosa abbiamo scoperto grazie alle commemorazioni del re norvegese Harald V

di Elisabetta Failla

Lo sapevate che God Save the King (o the Queen), il famoso inno nazionale del Regno Unito, è stato adottato da diversi stati europei e non solo? Guardando i servizi televisivi sulla morte del re norvegese Harald V, vi sarà capitato di ascoltare alcune musiche solenni tra cui Gode save the King cantata, però, in norvegese.  Impossibile? No, anzi siamo pronti a raccontarvi come molti stati hanno utilizzato in passato, ma alcuni ancora oggi, questo componimento musicale, riadattando le parole nella propria lingua madre. Siete pronti per questo curioso viaggio musicale?

God Save the King/Queen è il più antico inno nazionale al mondo, tra l’altro, ancora in uso. Fu scritto tra il 1736 e il 1740 dal compositore inglese Henry Carey ed eseguito a Londra per la prima volta nel 1745. Qui si potrebbe parlare quasi di plagio perché all’interno del componimento c’è un’aria molto simile a quella inserita in un altro brano musicale del 1619. La curiosità è che questo inno è stato reso tale solo per consuetudine a partire dalle metà del XVIII secolo. Infatti, il Parlamento britannico non ha mai approvato un atto che lo dichiarasse “inno ufficiale” e nessun sovrano ha mai firmato un decreto reale che lo rendesse tale. Nessun problema, visto che il diritto anglosassone è, per sua natura, consuetudinario.

Ma quanti “figli” ha God save the King (https://www.youtube.com/watch?v=1Nf9ImiBtTU)? Diversi, anche se la maggior parte appartengono ormai al passato. Questo non vi deve meravigliare perché ci sono diversi buoni motivi. Innanzitutto le altre nazioni non avevano mai avuto un inno e la composizione musicale britannica era così semplice, solenne, ideale per le parate militari o per la corte, che era facile prenderla in prestito. Inoltre nei secoli scorsi non esisteva il diritto d’autore ed era una pratica piuttosto comune quella di utilizzare componimenti già esistenti per motivi religiosi e istituzionali. Un altro motivo era quello dinastico e geopolitico. I matrimoni reali nel tempo hanno intrecciato le varie case regnanti. Se pensiamo ai nove figli della Regina Vittoria e del suo consorte Principe Alberto, otto sposarono membri di altre dinastie reali. Infatti solo Luisa sposò John Campbell, Marchese di Lorne e IX Duca di Argyll.

Iniziamo a scoprire questi inni partendo da quelli che sono sempre in essere, come quello dalla Norvegia. Kongesangen (il canto del re) è l’inno ufficiale della casa reale norvegese e non va confuso con quello della Norvegia (Ja, vi elsker dette landet). La versione ufficiale, utilizzata ancora oggi, è stata scritta dal pastore Gustav Jensen agli inizi del XX secolo, poco dopo che nel 1905 la nazione norvegese ottenne l’indipendenza dalla Svezia (https://www.youtube.com/watch?v=1Nf9ImiBtTU).

Passiamo poi al Liechtenstein. Il suo inno ufficiale si chiama Oben am Jugen Rhein (In alto lungo il giovane Reno).  Il testo venne scritto nel 1850 da Jakob Josef Jauch e venne utilizzato anche dopo essersi staccato dall’impero tedesco tanto che fu confermato nel 1920 come inno ufficiale.  Nel 1963 il testo venne modificato per l’ultima volta con l’eliminazione dei riferimenti alla Germania (https://www.youtube.com/watch?v=WjkTC0o2VUc).

Ma non solo l’Europa ha subito il fascino dell’inno britannico. Parliamo infatti degli Stati Uniti e del suo America (My Country, ‘Tis of Thee). Questo è un celebre canto patriottico scritto da Samuel Francis Smith nel 1831, inno nazionale de facto degli Stati Uniti prima dell’adozione ufficiale del famoso e attuale The Star-Spangled Banner nel 1931. Viene ancora usato negli Stati Uniti come canzone patriottica e inno civico durante eventi storici, cerimonie patriottiche o pubbliche, ma non riveste più il ruolo di inno nazionale (https://www.youtube.com/watch?v=VKj7FLg3WVA).

Adesso passiamo agli inni che sono stati sostituiti nel tempo partendo dalla Prussia con Heil dir im Siegerkranz (Salute a te nella corona del vincitore che fu l’inno imperiale tedesco e prussiano dal 1795 fino al 1918. Il testo originale fu scritto nel 1790 dal pastore Heinrich Harries in onore del re Christian VII di Danimarca. Successivamente, nel 1793, il testo fu adattato per il Regno di Prussia con il titolo Heil dir, o Preußen (Salve a te, o Prussia), sempre sulla melodia di God save the King. Dopo l’unificazione della Germania e la nascita dell’Impero tedesco nel 1871, il brano divenne il canto di rappresentanza per celebrare il Kaiser e la dinastia degli Hohenzollern. Con la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale e l’abdicazione del Kaiser Guglielmo II nel 1918, l’inno fu abbandonato. Nel 1922 la Repubblica di Weimar scelse successivamente Das Lied der Deutschen come inno ufficiale nazionale, che è stato poi quello della Repubblica Federale Tedesca (1952-1989) e quindi della Germania unificata (https://www.youtube.com/watch?v=8434ULzpMsw)

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Vogliamo passare alla Russia degli Zar che, fino al 1816 non aveva un inno ufficiale? Dopo la vittoria contro Napoleone Bonaparte lo Zar Alessandro I sentì l’esigenza di avere un inno nazionale e scelse di utilizzare la musica di God save the King per sottolineare l’amicizia e l’alleanza tra il Regno Unito e l’impero russo dopo la sconfitta della Francia. L’inno si intitolava Molitva Russkikh e fu scritto tra il 1815 e il 1816 dal celebre poeta russo Vasilij Žukovskij su commissione dello stesso Zar. L’inno venne eseguito per la prima volta a Varsavia nel 1816 per ordine del Granduca Costantino Pavlovich. L’esecuzione impressionò talmente Alessandro I che quest’ultimo decretò che il brano venisse suonato in tutte le occasioni di Stato (https://www.youtube.com/watch?v=dAmV_dRr2mE). L’inno venne sostituito il 31 dicembre 1833 dallo Zar Nicola I secondo il quale l’impero aveva bisogno i un inno interamente russo. Il nuovo componimento musicale si chiamava Bože, Carja chrani! (Dio salvi lo Zar!), composto da Aleksej L’vov.

Dal 1805 al 1893 l’inno ufficiale de facto della Svezia era Bevare Gud vår kung, scritto da Abraham Niclas Edelcrantz per onorare il re Gustavo IV Adolfo. Nel 1893 venne sostituito da Kungssången (“La canzone del re”) che, a sua volta, venne cambiato alla fine del XIX secolo con Du Gamla, Du Fria (“Tu Antico, Tu Libero”), ancora oggi utilizzato. Un’altra curiosità. nonostante l’inno venga eseguito pubblicamente in occasioni ufficiali sin dalla fine dell’800, la nationalsång non è citata nella costituzione e non ha mai avuto legittimazione scritta del parlamento, del governo o della famiglia reale. Perché non ce n’è bisogno: tutti sanno che è l’inno senza avere un pezzo di carta che lo attesti.

L’ultimo stato ad aver avuto un inno ufficiale utilizzando la musica di quello inglese dal 1811 al 1961 (non ufficiale) è stata la Svizzera con Rufst du mein Vaterland in tedesco, Ô monts indépendants in francese (https://www.youtube.com/watch?v=I5rKgJd_caE). Scritto dal filosofo e professore bernese Johann Rudolf Weiss, questo inno venne sostituito in via provvisoria nel 1961 su decisione del Consiglio Federale svizzero con il Salmo svizzero, composto nel 1841 da Leonhard Widmer e Alberich Zwyssig, perché la troppa somiglianza con l’inno del Regno Unito poteva confondere. L’ufficialità definitiva avvenne poi il 1° aprile 1981.