Home VETRINA Rossi punta il dito sulle sue scelte. “Centrocampo non aggredisce”

Rossi punta il dito sulle sue scelte. “Centrocampo non aggredisce”

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Un dopo partita che mette la squadra e Rossi di fronte al problema salvezza che sembrava allontanata dopo l’exploit di Milano che, invece è tornato con il pareggio casalingo con il Palermo:

“Ci sarà da soffrire fino alla fine – afferma l’allenatore viola – Non siamo stati sempre molto fluidi nella manovra ma eravamo partiti col piglio giusto. Ci sono state pure le occasioni, poi quando è arrivata la stanchezza, abbiamo cominciato a cercare soluzioni individuali, tutto qui”.
Facile fare commenti dopo la partita ma alcune avvisaglie erano arrivate guardando attentamente le fasi della partita con il Milan. Le stesse cose che i giocatori hanno messo in campo contro i rossoneri non sono state ripetute contro il Palermo. E’ lo stesso allenatore a mettere il dito nella piaga:
“Il problema – continua  Rossi – era in mezzo al campo non in area di rigore. Se non si recupera palla a metà cosa me ne faccio di un attaccante in più?”
Come si spiega allora questo problema?
“Se non si aggredisce e non si accompagna l’azione, si finisce per perdere il controllo del match in mezzo” spiega il tecnico

Ma un allenatore esperto come Rossi doveva capire, prima di rivoluzionare la formazione che ci sono elementi che questo tipo di lavoro non riescono a farlo, a cominciare da Montolivo che contro i rosanero è risultato sicuramente il peggiore in campo. Senza regole nell’organizzazione del gioco, andando a coprire dove riteneva utile lui, buttando via inutilmente il fiato e disarmonizzando il centrocampo. Lo stesso Kharja spesso veniva a contatto con l’ex capitano, in due in pochissimo spazio quando le fasce erano deserte e lasciate libere per gli avversari.

“Di qui alla fine ci sarà da soffrire, – conclude Rossi – dobbiamo pensare a fare punti, non mi interessa il bel gioco, conta fare punti. La quota salvezza si è alzata, non c’è dubbio”.
La trasferta di Roma concederà un  turno di riposo ad Amauri che ha concluso, come ha detto lui stesso, l’incontro con i crampi. Forse anche in questo caso sarebbe stato meglio partire con Ljiajic lasciando spazio all’argentino nella seconda parte dell’incontro. Come a Milano o come Conte sta utilizzando Del Piero.

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