Un appello inviato a tutti i parlamentari toscani, e a tutti i politici toscani di regione, province, comuni. «Siamo preoccupati e sconcertati dai provvedimento del governo in materia di tagli alla spesa pubblica. I criteri soprattutto penalizzano le fasce più deboli della società». E’ il presidente di Anpas Toscana, Attilio Farnesi che torna a porre l’accento contro la spending review del governo Monti: «Ci domandiamo qual è il disegno politico di questo Governo e soprattutto ci chiediamo se i partiti presenti in parlamento, intendono approvare il decreto Legge cosi come è uscito dal Governo, magari votando una eventuale fiducia, oppure se proporranno emendamenti di lobby, senza toccare i provvedimenti più assurdi che ricadono sulla pelle dei cittadini». Anpas Toscana invierà questa lettera come appello a tutti gli eletti del territorio, a cominciare da Parlamento e Regione. Il volontariato è pronto a fare la sua parte, con impegno e passione per avviare il processo di cambiamento di cui l’Italia davvero ha bisogno ma occorre maggiore sensibilità da parte del governo. E contro questo provvedimento, ritenuto totalmente inaccettabile, le pubbliche assistenze toscane sono pronte alla mobilitazione. «Le nuove disposizioni emanate dal Governo – ha detto Farnesi – appaiono in assoluta evidenza di improbabile efficacia nei confronti della crisi in atto, ma di sicuro effetto devastante nei confronti delle comunità, del welfare e di un livello dignitoso per la garanzia di diritti essenziali per tutti e per ciascuno, con particolare riguardo alle fasce sociali deboli e alle crescenti aree di forte vulnerabilità sociale. E uno dei diritti universali più tartassato e compresso è il diritto alla salute, colpito da tagli indiscriminati irragionevoli (non si è mirato ad una seria economia per gli sprechi presenti ed accertati) non solo nelle disponibilità economiche, ma anche in quella dimensione essenziale e per certi versi indispensabile, rappresentata dal ruolo integrato del volontariato e del terzo settore che, in contesti come quello toscano, arrecano al sistema un copioso e qualificato patrimonio di risorse umane e materiali».
In un contesto di questi genere il volontariato, vera risorsa per la sussidiarietà sul territorio e il sostegno alla cittadinanza in assenza di servizi pubblici, rischia di sparire. «Il Decreto Legge 95 – dice ancora Farnesi – dà un colpo mortale al volontariato, vietando l’affidamento diretto dei servizi e imponendo alle Pubbliche Amministrazioni, anche per i servizi alla persona, di effettuare gare di appalto. Questa misura colpisce al cuore il volontariato ed affossa delicati servizi come quello di emergenza sanitaria, oggi garantito in Italia al 70% dal volontariato. Un Governo miope ed insensibile, lontano dai problemi delle persone comuni: ma questi Signori non sanno che, per esempio, se non ci fossero i volontari ogni giorno, per 24 ore al giorno, le popolazioni colpite dal sisma in Emilia sarebbero abbandonate e prive di assistenza morale e materiale? Il volontariato è pronto a fare la sua parte, con impegno e passione per avviare il processo di cambiamento di cui l’Italia davvero ha bisogno. Pur sapendo che siamo una minoranza, sentiamo e abbiamo un forte senso di responsabilità per portare avanti la nostra proposta, ma chiediamo al Governo e alle forze politiche coraggio e fiducia, e un impegno per un nuovo Patto sociale volto alla riduzione della povertà e della disuguaglianza. E’ proprio sul meccanismo generale della spending review, soprattutto in Sanità, che siamo scettici e perplessi e per questo pronti a manifestare il nostro totale dissenso».










