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Presentato in Santa Croce “L’Archivio della Famiglia Pepi”

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di Elisabetta Failla

 Nei giorni scorsi è stato presentato presso il Cenacolo di Santa Croce a Firenze il volume “L’Archivio della Famiglia Pepi”, un progetto realizzato in collaborazione con l’Università di Firenze condotto dal dott. Riccardo Sacchettini sotto la direzione scientifica del prof. Antonio Romiti. Alla presentazione erano presenti anche Giovanni Bettarini, Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo, Città Metropolitana in rappresentanza del Sindaco Dario Nardella, Luigi Borgia, Acadèmie Internationale d’Héraldique, Ha coordinato i lavori Laura Giambastiani dell’Università degli studi di Firenze. Il volume è stato realizzato grazie alla tenacia di Maria Luisa Pepi che per circa cinque anni ha messo a disposizione degli studiosi l’archivio di famiglia. Un lungo impegno, quindi, realizzato esclusivamente con risorse familiari ma che consente di tramandare con questo volume la storia di una Famiglia importante per la storia di Firenze attraverso la documentazione amministrativa e genealogica lunga cinque secoli. “Un lavoro questo – come ha spiegato l’assessore Bettarini – che testimonia l’attaccamento della Famiglia Pepi alla città di cui è stata protagonista”. Nel 2012, infatti, sempre per iniziativa di Maria Luisa Pepi è stato restaurato il tabernacolo della ARCHIVIO_PEPI_COPERTINAMadonna di S. Giovannino all’incrocio tra via dei Pepi e via Ghibellina in onore della Famiglia e con dedica alla città di Firenze. Non è un caso che la presentazione del volume, alla quale hanno partecipato circa 400 fra studiosi e ospiti della Famiglia Pepi, sia avvenuta in Santa Croce. “La nostra famiglia è sempre stata legata alla Basilica partecipando nel tempo alle iniziative della fondazione – ha spiegato Luigi Pepi – Non a caso all’interno di Santa Croce c’è la nostra tomba di famiglia”. L’origine di questa famiglia risale al XI secolo e si ritiene che il suo nome derivi dal fatto che i Pepi “siano originari dell’isola di Cipro e che il loro cognome derivi dall’aver avuto in Firenze il monopolio del commercio del pepe.” La storia politica fiorentina è comunque legata a questo casato. Durante la Repubblica i Pepi fecero parte della Signoria ben 29 volte, 25 in qualità di Priori e 4 in qualità di Gonfalonieri di Giustizia. Con l’avvento della Famiglia Medici e la progressiva trasformazione da Signoria a Granducato i membri della Famiglia Pepi ricoprono alti incarichi nel territorio grazie anche ad una efficace strategia matrimoniale: il casato dal XVI al XVIII secolo si unisce alle nobili famiglie dei Ridolfi, Medici, Gondi, Pecori, Grazzini, Niccolini. Esponente di grande rilievo è il celebre Ruberto Pepi (1572-1634), commerciante di spezie ed uno dei primi banchieri di Firenze al banco di via Ricasoli; Ruberto Pepi si unisce in matrimonio con Isabella de’ Medici nel 1608 questo fece diventare la Famiglia tra le protagoniste della società fiorentina: da allora i membri del casato entrarono a far parte dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. La Famiglia Pepi vive ancora a Palazzo Pepi, ove al piano nobile è conservato l’Archivio di Famiglia.

 

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