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Una casa di bambola, Filippo Timi “uno e trino” alla Pergola

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casadibambola1Una casa di bambola per raccontare la triste solitudine del maschio. Filippo Timi torna dal 26 febbraio al 6 marzo a Firenze, sul palco della Pergola e si fa in tre per interpretare il capolavoro di Ibsen. Dopo aver vestito i panni di una donna l’anno scorso in Favola, per Una casa di bambola si cimenta con tutti i ruoli maschili. Una prova d’attore che lo vede sul palco del teatro fiorentino accanto a Marina Rocco nei panni della protagonista, in uno spettacolo diretto da Andrée Ruth Shammah. Il dramma, una coproduzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana, viene portato in scena con una rilettura piuttosto insolita. Abitualmente il lavoro di Ibsen, scritto in Italia nel 1879, viene visto come una rivendicazione della donna nei confronti dell’uomo, mentre la regista indaga la profonda crisi di identità del ‘maschile’ contemporaneo, con un’analisi indubbiamente originale e inedita. Così Nora passa da un ruolo passivo ad attivo: Nora gioca a fare la bambola per imprigionare il marito nel suo ruolo di maschio e quando si tirerà fuori da questo gioco lo manderà in crisi. La regista si concentra sulla solitudine di questi uomini, svuotati del loro ruolo nel momento in cui la bambola si sottrae al gioco. Per Timi leggere il testo di Ibsen “è come entrare nel labirinto vertiginoso della coppia, c’è perfino qualcosa di hitchcockiano”.
Giovedì 3 marzo alle 18, sempre alla Pergola, Filippo Timi, Marina Rocco e gli attori della compagnia incontreranno il pubblico (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).

Raffaella Galamini

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