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da Gurdulù: grande cucina, ma non solo, in Oltrarno

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Ormai da qualche mese è iniziato un bel momento per la ristorazione fiorentina. Un fermento di idee e di proposte interessanti sia sul versante informale che sul fronte della cucina gourmet. Ma chi riassume ed esprime al meglio questi due concetti è senz’altro Gurdulù. Scoprire questo luogo è un po’ come leggere per la prima volta una poesia di Prévert. Ricordo che quando ascoltai, recitato da Herbert Pagani, il suo brevissimo poema “Trois allumettes” pensai: “avrei potuto scriverlo io!”

Ecco, la prima volta che sono andato da Gurdulù ho avuto la sensazione di esserci già stato, di conoscerlo. E ho pensato: “questo è un locale che avrei voluto e potuto fare io”. Perché lì tutto è magicamente familiare. È un ristorante ma anche cocktail and wine bar ormai diventato luogo di riferimento nel quartiere di Santo Spirito in Oltrarno per chi ama essere fuori casa.

Ma andiamo con ordine. Gurdulù? Ma cos’è? La prima volta questo nome mi scioccò. Adesso lo vivo come il nome di un amico. D’altra parte non è altro che il nome di un personaggio del romanzo “Il Cavaliere inesistente” di Italo Calvino. Un personaggio che rappresenta un modus vivendi spensierato, istintivo, non scontato.

Il progetto nasce dalla volontà e dal piacere di cinque amici di vivere una nuova avventura  professionale insieme. Al timone ci sono Marco Baldesi e Stefano Sebastiani, titolari de “Il Santo Bevitore” di Firenze, Michele di Cataldooperante nel settore vinicolo, Marino Vieri, imprenditore in altro settore ma appassionato da sempre di cucina, Pietro Olivari, ristoratore all’isola d’Elba.

Gli interni curati da Studio Tricot si ispirano ad un design sofisticato dal gusto retrò. Spiccano le lampade in ottone stile anni ’50, a ricreare l’atmosfera dei bistrot francesi, e all’ingresso l’ampio bancone dove è possibile fermarsi per un cocktail preparato a regola d’arte o un bicchiere di buon vino. E intorno al bar c’è sempre vita perché per la bella, simpatica e bravissima bar-lady Sabrina Galloni, già protagonista con i suoi cocktail al Costés, da Thao, al Rivalta fino a Villa Cora, il drink è un performance multisensoriale.

GURDULU'_CORTE_INTERNA_RIDE in questo periodo estivo si può scegliere di cenare  in una piccola corte interna con una romantica limonaia. All’interno del locale un’ampia vetrata consente di seguire il lavoro in cucina diretto da Entiana Osmenzeza.  Che dire di lei? A Firenze è molto conosciuta da chi ama il buon cibo perché per un paio di anni è stata chef executive del Se·sto on Arno, il leggendario roof top restaurant del The Westin Excelsior. Precedentemente aveva lavorato con Gualtiero Marchesi, Alain Ducasse, Lidia Alciati, Fulvio Pierangelini, Carlo Cracco e Redzepi al Noma di Copenhagen. Una frequentazione non male!

Qui da Gurdulù ha portato una certa rivoluzione nel proporre il menu che non rispetta gli schemi classici ma dove il cliente è libero di scegliere anche piccoli snack o un singolo piatto che da solo racconta tutto il suo stile. Perché lei sa cucinare con tecnica ma anche con fantasia, sa esaltare alcuni elementi della cucina toscana e fiorentina accostandoli alle sue esperienze più internazionali.

Il menu estivo si divide in particolare in due parti. La prima con piatti che guardano alla tradizione e al territorio, l’altra al mercato del giorno. Da non perdere la mousse di melanzane al basilico, pane toscano, burrata e gelato al pomodoro, una caponata siciliana con calamari croccanti, dei semplici e gustosi spaghetti con gambero e pistacchio o un risotto al nero di seppia e pesto di mandorle trapanese.

Per vivere la toscanità tortelli di fagiolini serpentini, calamari spillo e pomodoro sciué-sciué, oppure un’ombrina nostrana con peperoni friggitelli e cipolla rossa di Tropea. Per chi ama la carne si ricorderà sicuramente del filetto di manzo gratinato, salsa al vino rosso, wok di galletti croccanti, patata fondente. Per finire semifreddo al mango e frutto della passione su insalata di cetrioli e mango oppure un vero show di gelati e sorbetti.

La carta dei vini ha una selezione di 250 etichette, la maggior parte vini al bicchiere, con una preferenza verso Toscana, Piemonte, Borgogna e Champagne. Tutti da abbinare con gli snack in carta. Il ristorante, che si trova in via delle Caldaie, è aperto a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30; a cena dal martedì alla domenica dalle 19.30 alle 23; Wine & Cocktail Bar dalle 18.30 alle 24. Gianni Mercatali

 

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