Home J like al Lux Lucis del Forte ‘Cassanelli Style’: creatività, purezza, semplicità

al Lux Lucis del Forte ‘Cassanelli Style’: creatività, purezza, semplicità

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Siamo a venerdì e già si pensa al fine settimana. Anche questa volta, per chi sarà in Versilia, mi sento di consigliare e di raccontare un giovane che ormai da tre anni è cresciuto professionalmente in questa parte della Toscana. È Valentino Cassanelli, l’executive chef del ristorante Lux Lucis sulla terrazza dell’hotel Principe di Forte dei Marmi.

Poco più che trentenne è stato chiamato in questa elegante ed esclusiva struttura da Carlo Cracco dal quale lavorava dopo aver fatto esperienze a Londra alla celeberrima Locanda Locatelli e da Nobu e poi con Andrea Berton ai tempi di Trussardi alla Scala quindi con Matteo Baronetto.

Nato a Spilimbergo in provincia di Modena, di questo luogo mantiene molti elementi del proprio carattere. È riflessivo, riservato, ma anche curioso. Apparentemente timido, anche se poi improvvisamente ama aprirsi in una cordialità tipicamente emiliana.

La fattiva esperienza con questi maestri di cucina gli ha permesso di crescere rapidamente, conquistando con costanza quello che oggi si potrebbe definire una sorta Cassanelli style. Uno stile che è il risultato di diverse e differenti sperimentazioni, di una cucina creativa ma sempre caratterizzata da una certa purezza e semplicità. Una cultura fusion la sua che dà sempre grande importanza alla ricerca delle materie prime, della loro freschezza e dei loro sapori. “Il mio obiettivo – dice Cassanelli – è sempre stato quello di riuscire a coniugare la tradizione con la contemporaneità portando nel piatto il territorio”.

S. Ndreko - C. Vascellari - V. CassanelliMa il ristorante Lux Lucis, praticamente “inventato” dal direttore dell’albergo Cristina Vascellari, non significa soltanto chef e cucina ma anche sala dove “regna” il restaurant manager e sommelier Sokol Ndreko. Una specie di direttore d’orchestra dove il suo stile, insieme ad una elegante gestualità, arricchiscono e danno anima ad un ambiente già di per sé fascinoso. Fascinoso all’interno per il suo design, all’esterno per la sua terrazza che si incastona perfettamente in un panorama che va dal mare alle Apuane bianche di marmo attraverso il verde della pineta.

Da non perdere l’aperitivo sul tramonto accompagnato da un gustoso finger food. Per il menu sarà lo stesso Sokol a consigliarvi, insieme ai vini che non dovranno contaminare i piatti ma aggiungere agli stessi quella pulizia che porterà l’abbinamento ad un perfetto equilibrio.

VALENTINO CASSANELLI CON LA BRIGATA DI CUCINAGiusto per apprezzare questa cucina brillante e innovativa mi sento di consigliare lo sgombro al profumo di caffè con crema di lumache e mela cotogna o dei semplici frutti di mare, pesci e crostacei con salsa al rafano e lime. Per cogliere l’aria che scende dalle montagne con il salmastro che spira dal mare e si confonde col profumo della pineta potete scegliere la triglia la pino marittimo con alghe e mare. Come primo ravioli di cacciucco oppure delle semplici penne cotte in salsa di pomodoro fresco e basilico originalmente e curiosamente mantecate al tavolo. Per secondo branzino cucinato al sale marino e profumi mediterranei o il piccione glassato al polpo e litchi. Per finire un “dolce show” dove non posso dimenticare il buccellato croccante alle spezie con cremoso al fondente e chinotto.

Per i vini, come dicevamo, sarà Sokol a consigliarvi o a confortarvi nella scelta. Dell’ultimo mio pranzo ricordo un Puligny Montrachet di Paul Chapelle, un Bourgogne Henri Boillot 2011, un interessante vino austriaco che non conoscevo Auslese Cuvée di Kracher 2011, un Nebbiolo Coste della Sesia 2013 di Travaglini e una Riserva 2009 di Verdicchio di Matelica La Monacesca. 

Gianni Mercatali

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