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Anche Matteo Renzi ai 300 anni del Chianti Classico

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di Elisabetta Failla

Matteo Renzi ha concluso la sua giornata fiorentina, nel corso della quale ha inaugurato a Firenze la nuova sede della Scuola marescialli e brigadieri dei Carabinieri, partecipando ieri pomeriggio al Teatro dell’Opera alle celebrazioni per i 300 anni dalla pubblicazione del Bando di Cosimo III de’ Medici, con il quale si delimitavano le zone di produzione del Chianti (oggi Chianti Classico), del Pomino, del Valdarno di Sopra e del Carmignano.

“Buon compleanno e 300 di questi anni – ha detto il presidente del consiglio – Per l’importanza che il governo dà al vino e all’agroalimentare vi auguro un futuro smagliante”. Nel corso del suo discorso Renzi ha spronato i produttori a raggiungere un obiettivo ambizioso entro il 2020. “Le esportazioni nel settore enologico ammontano oggi a 5,5 miliardi di Euro – ha spiegato – è ancora troppo poco e abbiamo ampi spazi di miglioramento. Entro i prossimi quattro anni l’export deve raggiungere i 7,5 miliardi euro. La qualità del nostro vino è almeno pari, ma io dico migliore – ha proseguito il premier – dei nostri cugini francesi. Rispetto a loro noi non abbiamo saputo far squadra negli ultimi 20 / 30 anni. Non abbiamo fatto ciò che loro hanno fatto con grande visione e strategia: ora dobbiamo fare di più e meglio”.

A questo proposito il premier ha esortato i produttori a non dimenticare le nuove tecnologie per incrementare le vendite all’estero. “In Cina è bastato mettere alcune bottiglie su internet – ha ricordato – che cento milioni di cinesi le hanno acquistate e per 51 milioni di loro era la prima volta”.

Renzi ha anche dato rassicurazioni di come il governo sia al fianco del Consorzio. “L’Italia è un Paese dove bisogna buttare via un po’ di cose nella burocrazia e nella politica. Bisogna usare l’accetta, piano piano, per eliminare le cose che non servono, bisogna semplificare il sistema. La legge sul vino, approvata all’unanimità alla Camera, ora con questo bicameralismo perfetto deve andare al Senato, sperando che non venga modificata: in quel caso torneremo alla Camera”.

Durante le celebrazioni sono stati firmati il patto fra Consorzio Vino Chianti Classico e sette Comuni chiantigiani (ad esclusione di Gaiole in Chianti che si è chiamato fuori) per la nascita del Distretto Rurale del Chianti e il protocollo con il quale verrà proposta la candidatura del Chianti, compreso nei confini del Consorzio Vino Chianti Classico, a patrimonio dell’Unesco.

Anche il sindaco Nardella, intervenuto l Teatro dell’Opera ha confermato il suo appoggio. “A fine ottobre Firenze sarà al centro di una riunione del Consiglio Generale dell’Unesco per i 50 anni dell’alluvione – ha spiegato – Parlerò con il “Segretario Generale per sostenere questa candidatura”.

“Siamo pronti a lavorare per la candidatura del Chianti a Patrimonio dell’Unesco – ha detto in un video messaggio il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina – credo che sia un atto doveroso che possiamo fare insieme per rappresentare al massimo livello una storia di eccellenza come quella del Chianti. Prendersi questo impegno per celebrare i 300 anni di questa esperienza è una scommessa sul futuro che dobbiamo vincere insieme”.

Infine è stata annunciata la collaborazione, all’insegna dell’eccellenza enologica, tra il Consorzio del Chianti Classico e il Comité des Vins de Champagne. Operazione riuscita grazie al rinnovo, nel maggio scorso, del gemellaggio tra Firenze e Reims.

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