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The State of the Union, è il giorno dei ‘big’ della politica nazionale e europea

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di Elisabetta Failla

Stanno proseguendo da questa mattina in Palazzo Vecchio a Firenze il lavori di The State of The Union, la conferenza sullo stato dell’Union, organizzata dall’European University Institute (Eui). Tanti i “big” della politica nazionale e europea che stanno intervenendo alla manifestazione.

Questa mattina, dopo il saluto del sindaco Dario Nardella e della vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, è intervenuto il ministro degli esteri Angelino Alfano che ha evidenziato l’importanza al giorno d’oggi della cittadinanza europea. “Abbiamo un urgente bisogno di mettere il cittadino europeo al centro della politica europea – ha esordito – Oggi in un’Europa unita l’orgoglio deve essere civis europeus sum, cioè ‘io sono cittadino europeo’, e dobbiamo essere orgogliosi di esserlo. Io sono.”

Facendo riferimento alla pace e alla stabilità raggiunta dall’Europa dal secondo dopoguerra in poi Alfano ha spiegato che “sarebbe un grave errore considerare queste conquiste irreversibili” perché quello realizzato è il più grande esperimento istituzionale della storia.

Per questo le difficoltà vanno risolte senza mettere in discussione la pace, la prosperità e la tutela dei diritti umani che sono principi cardine dell’Unione. “L’Europa non è solo storia ma è anche progetto futuro – ha proseguito il ministro – ed è l’unica soluzione. La nostra sfida è salvare l’Europa da che la ritiene un problema contro chi ritiene che invece essa dia un problema” E ha concluso dicendo che “l’Italia è pronta a rilanciare l’Europa e il progett di unificazione europea”.

Successivamente ha preso la parola il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che ha evidenziato come sia in atto “un’offensiva terroristica che sta mettendo a repentaglio la sicurezza dell’Ue”. Inutile chiudere le frontiere perché “i terroristi non conoscono frontiere. Abbiamo il dovere di reagire e lo possiamo fare solo se siamo più uniti” a livello europeo. “Non mi dispiacerebbe avere una sorta di Fbi europea – ha aggiunto –  Per affrontare la questione dei flussi migratori si deve investire di più e avere una strategia che permetta di far crescere l’Africa” che non deve essere solo un mercato.  

Tajani è intervenuto anche sulla Brexit.  “Ḕ una realtà che dev’essere affrontata con grande serietà e prudenza, difendendo gli interessi dei cittadini europei – ha detto –  per il Parlamento europeo la priorità sono i 3 milioni di europei che vivono nel Regno unito, con 500mila italiani. Senza un accordo per mantenere gli stessi diritti di oggi per questi cittadini il parlamento europeo voterà contro il testo di proposta di conclusione del negoziato”.  

Sempre questa mattina ha partecipato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker che ha iniziato il suo discorso dicendo:Mi esprimerò in francese, l’inglese sta perdendo importanza in Europa. E poi la Francia ha le elezioni domenica prossima e vorrei che capissero bene quello che dirò sull’Europa e le nazioni”.

Parlando del flusso dei migranti Junker ha detto che “Non c’è abbastanza solidarietà in Europa, la solidarietà è il grande assente. L’Italia, fin dal primo giorno della crisi migratoria fa tutto ciò che si può fare e salva tutt’oggi l’onore dell’Europa e perciò dobbiamo essere più solidali sia con l’Italia che con la Grecia”.

Ci sono Paesi europei non rispettano le norme giuridiche sulla questione migranti. “Non è accettabile che si dica: ‘tocca a voi, noi non vogliamo fare entrare quelli che non ci piacciono per colore, provenienza o religione – ha proseguito – Di fronte alle conseguenze del flusso migratorio il Consiglio ha preso una decisione a maggioranza qualificata, ma c’è un certo numero di Paesi membri che non accetta questa decisione. Se l’Europa comincia a non rispettare le norme giuridiche in questo campo, noi saremo perduti. Non si può dire, ‘noi non facciamo entrare nel nostro territorio uomini e donne di colore, e che non sono cattolici’ perché questo non è ciò che appartiene alla natura vera dell’Europa”.

Per quanto riguarda la questione economica Junker ha confermato che senza l’euro e la Bce sarebbe impossibile gestire la crisi iniziata nel 2008, soprattutto se a gestirla fossero state le banche e i governi nazionali, anche perché l’Europa è molto di più che mercato di libero scambio. “Per quanto riguarda la Brexit negozieremo con lealtà – ha detto –  ma nonostante i successi dell’Unione Europea i nostri amici britannici decidono di lasciare la Ue. Questa è la vera tragedia. Non vorrei che venisse sottovalutata l’importanza vera di questa decisione del popolo britannico”.

Junker ha poi confermato che in materia di difesa l’Europa non fa abbastanza. “Il Piano investimenti della Commissione è una delle risposte alla crisi degli investimenti che abbiamo ereditato – ha concluso – ma non facciamo abbastanza in altri settori in particolare in materia di difesa. Vorrei che l’Unione Europea si difendesse un po’ meglio invece spendiamo nella difesa la metà rispetto agli Usa anche se per efficacia siamo al 15% rispetto a loro”.

 

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