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Alla ricerca di un taxi perduto. Nessuno sa dov'è, ma se lo sa fa finta di niente

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Sembra la novella dello stento. Quella che dura tanto tempo e non finisce mai.

Anni fa scrivevo che a Firenze alle ore di pranzo e di cena o se piove non si trovavano taxi. Se sono pochi, dicevo, aumentiamoli. Ed era subito bufera. Proteste irate e disperate che spiegavano che i taxi erano già troppi e le licenze non si toccavano. Ci si provò, ma pare, l’allora sindaco Primicerio, ci fu una sommossa di addetti con invasione del salone comunale. Tutto rientrato i taxi non si toccano. La cooperativa del 4242 mi spiegò che sbagliavo, così come mi spiegavano altri che sbagliavo a chiedere di togliere i banchi da San Lorenzo che cancellavano dal paesaggio una delle più belle chiese della città. Finalmente – e credo sia stata la sola cosa buona che abbia fatto – Renzi fece pulito. Ma i Taxi all’ora di cena o con la pioggia, seguitavano a essere introvabili. Come oggi.

Ma c’è una novità. Negli ultimi mesi, dovendo andare abbastanza di frequente in piazza Beccaria, mi sono trovato nella stessa situazione di un tempo. Lunga attesa per la chiamata, richiesta di un macchina seguita da lunga attesa, quindi una voce registrata avverte che per quella zona in quel momento non ci sono macchine disponibili. E non ci sono neppure un quarto d’ora dopo, né dopo mezz’ora.

Ora mi sono fornito di un altro numero, che una volta su due mi manda una macchina. E non è poco. Mi evita di attraversare la città a piedi. Non è una protesta personale, è un problema di molti altri nella mia stessa situazione.

In ogni modo, e giro abbastanza mondo per saperlo, il prezzo delle corse è fra i più alti d’Italia, quasi esoso. Stazione-Beccaria dai 14 ai 16 euro: è divertente guardare la velocità con la quale corre il tassametro: una corsa da campione olimpionico dei cento metri. Spesso arrivando alla stazione, ci sono file lunghissime in attesa, tonnellate di valigie e poche macchine che arrivano alla spicciolata. Ho telefonato avvertendo la centrale ma non ho ottenuto un gran che.

L’impressione è che in questa città ognuno faccia a modo suo. Indisturbato: il sindaco fa un’ordinanza ma nessuna la rispetta e , quel che è peggio, non la fa rispettare, come la proibizione di portate bottiglie all’aperto e bersele sul marciapiede e altre ancora che riguardano la quiete e la nettezza. Non sono ancora riuscito a capire come funziona l’ordinanza delle soste lungostrada per imbacare prostitute. Ordinanza che meraviglia per la sua approssimazione, e,mi dicono per lo scarsissimo controllo.

Per tornare ai taxi c’è stato l’ennesimo scontro con l’amministrazione per evitare l’arrivo di ‘Uber’ che avrebbe risolto un po’ di cose, come attese e prezzi esosi. I tassiti fiorentini hanno proibito l’iniziativa e il comune – more solito – ha obbedito. Credo aumentando alcune licenze che mi dicono, per regolamento, sono finite tutte quante a famiglie di taxisti. Dibattito chiuso.

Quand’è mi chiedo, che Firenze si renderà contro si essere una città moderna che necessita di decisioni moderne, una città turistica che ha bisogno di regole e di controllori, per la salvaguardia di un patrimonio che abbiamo immeritatamente ereditato? Le transumanze senza regole la divorano, la mangiano boccone su boccone, l’avviliscono. La sporcano. Poche altre città, in Italia, sono sporche come lo è Firenze a fine giornata o al mattino. Una vergogna. E questo solo perché i vigili urbani, che in fondo aumenta aumenta non sono poi così pochi, non sembrano solerti come dovrebbero.

Ma non voglio enumerare i mali della città, mi mancherebbe lo spazio. Vorrei solo trovare, almeno una volta, un taxi che viene a prendermi in piazza Beccaria. Chiedo troppo signor sindaco? Signor presidente della cooperativa 4242? In fondo sono un cittadino che utilizza moltissimo le auto pubbliche

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