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Del Rio sciopera contro il governo! Ecco la nostra politica finita nella polvere

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Ci mancava un uomo di Stato come del Rio, ministro del governo Gentiloni, chiamato a gestire i trasporti italiani, che scende sul sentiero di guerra e dichiara di fare lo sciopero della fame contro il governo.

E se il ministro ci muore, di fame? Se la questione dello ius soli non la sfanga?

Sono perplesso, non era mai successo un tornado di questo genere nella nostra moderna politica del menefreghismo, furbismo e lassismo nel quale è precipitata. Davvero, pensateci, e se ci muore e Renzi all’improvviso si ritrova con un suo fedelissimo a tempi alterni venuto meno?

Vero è che siamo sicuri: è uno sciopero a singhiozzo, anzi a staffetta, come alle olimpiadi, ora corro io, ti passo il testimone e corri tu, poi corre un altro. Insomma, per intendersi: Del Rio sciopera per colazione,un verde, abituato alla fame come lotta politica,  sciopera per il pranzo e un Mpd per la cena. E tutto si sistema: si va suo giornali, alle tv, ci si fa un po’ di sana pubblicità facendo la figura degli oltranzisti della cittadinanza per tutti i nascituri di domani e i neonati di ieri; si cerca così di farsi perdonare le scelte per le quali non si è scioperato: come in difesa degli lavoratori da far arrivare alla penzione a fine vita, chi sa come e chi sa quando; dei già pensionati ai quali nonostante una pensione minima si prendono altri danari; dei giovani che nonostante le dichiarazioni dell’Istat seguitano a essere disoccupati.

Certo è vero, probabilmente se ne sono accorti anche i distratti  parlamentari: ci sono nel nostro bel Paese classi deboli delle quali – con rispetto parlando –  tutti, destra e sinistra se ne fregano. Tiket sui medicinali che alla fine costano meno a pagarli senza mutua, vista la fine che sta facendo la nostra assistenza, senza che nessun ministro del nostro Governo abbia mai pensato di mettersi a digiuno per cercare di salvare il salvabile. Una sanità moribonda, che varia da regione a regione.

Incontro in questi giorno persone che sono andate a curarsi a Verona, dove la cose vanno magnificamente e fuggono dalla Toscana, e non solo dalla Toscana, dove nonostante le propagande di fiori all’’occhiello sanitari, gli spedali  si sono ristretti, i tempi d’attesa variano dalla vita alla morte, le sale operatorie funzionano anche quelle a giorni alterni,  a staffetta come la fame di Del Rio,  e medici e pazienti non sanno più cosa fare.

Bene prendiamo atto che Del Rio non mangerà che a giorni prestabiliti, ma potrà sempre fare rifornimento come i cammelli. Eppure ci resta un dubbio: come fa un ministro a scioperare contro il governo del quale fa parte?  Anche una classe politica finita nella polvere come la nostra, capisce che è una anomalia. Mi chiedo dunque: e se i nostri parlamentari invece di trastullarsi fra risse e ripicche, gite a Roma e dialettismi di comodo facessero il loro mestiere? Cioè, facessero leggi più corrette e più chiare, non interpretabili a piacere dei magistrati di turno, come quello che ha stabilito che in caso  di stato di necessità si può occupare una casa cacciando l’inquilino il quale sua volta entra in stato di necessità e ha dititto, per legge a quanto pare, di occupare a sua volta una casa  aspettando che l’inquilino sia al cinema, e quale a sua volta… si è reso conto il magistrato interessato di che pericolosa catena di sant’Antonio ha messo in moto?

Si rende conto del Rio, il Pd ormai dipinto di verde, che un ministro non sciopera per protesta. Se ne vada.

 

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