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La sinistra è finita. Non ha puntato sua qualità della vita abbandonando gli italiani a se stessi

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umberto-cecchi2Umberto Cecchi

Abbiamo avuto la riprova del nove con queste elezioni. Tutti avevamo capito, sia quelli che ‘sanno’ di politica, sia i politici da bar, che la sinistra era naufragata. Tutti eccetto la sinistra. Io avevo e ho una mia cartina di tornasole per capire gli eventi:  molti miei conoscenti e amici agiati, e ancor più quelli ricchi davvero, difendevano Renzi e il suo operato e dichiaravano, in placide serate trascorse in ristoranti cinque stelle, di aver votato Pd perché rappresentava una sicurezza. Era ed è un dibattito interessante che porta a una riflessione ineressante: che fine ha fatto il nipote del Partito Comunista? Che fine ha fatto il rapporto forza lavoro-guadagno, di marxiana memoria? Si è spostato. Ha creato un novo conservatorismo di nicchia atto a mantenere nuovi privilegi.  E nuovi introiti.

Se si impongono tasse inique ai poveri e si tralasciano le distrazioni’ dei ricchi, si va poco lontano. E infatti il Pd si è fermato. Sorvolo le dichiarazioni dei sinistri più accreditati a parlare: fatte rare eccezioni, alcune oscure come dichiarare la necessità di andare oltre il Pd, e altre che fanno notare che dunque tutte le colpe della crisi non erano di Renzi, proseguendo in un obsoleto gioco di scaricabarili, perché  le colpe non vanno cercate qua e là, ma semplicemente nell’incapacità generale di capire il popolo. La gente. Gli elettori.

La parola populismo usata oggi come dispregiativo, altro non è se non un qualcosa che avevamo dimenticato: è la realtà dei paesi. E’ il popolo. Senatus populsque romanus, dicevano a Roma temporibus illis: formula che da noi era stata dimenticata. Né sappiamo più in quale repubblica siano, in quanto a numero, intendo, ma sappiamo conoscendo la politica, che un governo forte deve avere una opposizione forte, e un rapporto forte con la gente. Oggi, parrebbe, ma ancora è da vedere, che il rapporto con la gente ci sia, ma l’opposizione è sparita. E questo è un guaio. E guardate che opposizione non significa solo no: significa anche contributo a fare, aiuto a non sbagliare, un contributo di dee e di fatti.

L’Italia, con questa’ultima consultazione ha cambiato volto. Un mondo di sinistra è andato a destra: tutti impazziti? No, tutti preoccupati del baratro verso l quale il paese sta marciando: una invasione indiscriminata protetta da organizzazioni buoniste molte delle quali hanno inventato e prosperano con il lavoro dell’accoglienza. E’ interessante quante navi battenti bandiere straniere portino i migranti nei nostri porti: non perché la vicinanza facilita l’assistenza ma perché si fa prima a tornare indietro per una nuova informata e nuove sovvenzioni.

Ovviamente non è così per tutti, ma va riconosciuto che l’accoglienza è diventata un affare. Un affare che non ha regole e se ci sono – perché dovrebbero essere per i migranti le medesime che valgono per i residenti – nessuno le fa rispettare. Accogliamo, sfamiamo gli accolti foraggiando organizzazioni nate come funghi, puniamo addirittura a una possibile paga da immigrazione, ma non pensiamo a  provvedere loro un lavoro che non li sfrutti come schiavi. Politici e magistrati, santa sede e company, sanno queste cose? Le ha permesse per un decennio esatto il Pd.  Così quelli che con gli schiavetti di guadagnano, alla fine si sono scoperti di sinistra. E quelli che erano davvero di sinistra hanno scoperto l’incertezza di vivere, la mancanza di un  aiuto, l’assenza di una qualsiasi sicurezza.

La forza dello Stato che dovrebbe essere intelligentemente attuata, non lo è. Fra i suoi tanti torti il Tartarin i Tarascona Macron che è andato a scuola dal nostro Tartarino nazionale, Renzi, dice una cosa giusta: va distinto fra migranti per fatti economici e migranti per fatti politici. I perseguitati politici e quelli alla giusta ricerca del benessere. Noi forse siamo in grado di aiutare i primi, non i secondi: ce lo impediscono le finanze, e una mancanza d’Europa, ed è assurdo pensare, come ha fatto fino a oggi la sinistra, di togliere ai lavoratori italiani già vessati, un parte per chi arriva senza arte né parte e che sceglie l’Italia, perché la considera un popolo di giuggioloni.

Qui si sta bene, mi dicono neri, pakistani, magrebini e tanti altri, perché viviamo a modo nostro e voi non ci potete far nulla. Ed è vero: se la polizia interviene la magistratura annulla l’intervento,  arrivando a farraginose interpretazioni che ci facciano sentire buoni. Dunque, se il cittadino ferisce una scassinatore penetrato armato nella sua abitazione, è reo di tentato omicidio e quindi punito, e in assurda conseguenza è punito anche il poliziotto che durante uno scontro ferisce il malvivente: che viene risarcito, anche se ladro. E questo genera paura, ci fa cittadini soccombenti gestiti da incapaci a darci la tranquillità.

Ed ecco perché la paura della gente. Ecco perché il no alla sinistra, che ha permesso negli anni che tutto questo diventasse regola, convinta che gli avrebbe portato voti. E così facendo gli ha portato i voti di un po’ di faccendieri, che affittano case a nero, capannoni a nero, stanze per due persone con dentro dodici letti, a nero, lavoro iniquo a nero: è il trionfo del nero più vergognoso, perché gioca sulla povertà e la disumanità.  Gioca sulle miserie altrui, su ondate di creature vessate a casa propria e schiavizzate da farisaici  popoli ‘buonisti’ per interesse.

Cosa che lì per lì’ non capiscono e finiscono per considerarci inumani. Quindi nemici.

 Queste cose dovrebbero essere spiegate anche al Santo Padre che dice cose ovvie come ‘non si può abbandonare i nostri fratelli in mare. E’ vero, santità, ma è terribile anche abbandonarli in terra.

Per tutto questo, per un buonismo di comodo, in cultura, in religione e in affari, per un disinteresse per i cittadini abbandonati, per la mancanza di regole, la sinistra ha perso se stessa. Potrà ritrovarsi solo rinunciando alla difesa dei abbienti, agli splendori delle Leopolde,  e tornano a quella dei deboli. Ma è tardi. Forse. 

 

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