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La Lega apre la campagna elettorale con un chiaro disprezzo verso il capoluogo. Il Pd ringrazia

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di Umberto Cecchi

Domanda. Era proprio necessario, per la Lega, aprire la sua campagna elettorale in Toscana, esternando, per bocca di una sua rappresentante, la sindaca Susanna Ceccardi, un così aperto e gratuito disprezzo per il capoluogo? E’ vero: Firenze abbisogna d’un cambiamento radicale, ma questo non significa abbandonarla per ‘potenziare’ la costa, come sostiene con estrema superficialità politica, la sindachessa. Screditando la Lega, di fronte a chi nella Lega crede. Ma crede anche in un rinnovamento, non in una  sorta di negazione campanilista, impostata su una superficialità stupefacente, quasi infantile: ‘per risolvere il problema dell’aeroporto – dice la Ceccarini -basta allungare la pista’. Chi l’avrebbe mai pensato? Lo sa la sindaca che Firenze è una città del mondo, bella di fama e di sventura, vanta in oltre 40 città negli Usa il nome ‘Florence’, ha dato  natali all’era moderna, ma ahimè è poi caduta in mani inesperta e perdi più non ha territorio se non quello raccolto fra le mura, e per questo per allungare la pista ha bisogno del consenso dei comuni circonvicini? Che lo negano, per molti diversi motivi. Non so come amministri il suo comune la teorica delle piste allungate, ma mi sorgono alcuni dubbi. C’è un’altro piccolo grande problema: non ci sono spazi fisici per allungarla. Si documenti la sindaca (anche se lei preferisce sindaco) prima di sputare sentenze

 Mi sorgono soprattutto dubbi politici: perché una leghista, per amore di blablabla a ruota libera, corre il rischio di dare una svolta  negativa alla campagna elettorale del suo partito,  deciso a conquistare la Toscana?  Mai vista una mossa simile: alienarsi le simpatie non attrarle.  Sarà un’inedita strategia elettorale? Ne dubito. Certo, Firenze ha turisti a sfare e Massa no. Ma Massa ha la sua economia e la sua bellezza pur essendo meno ‘visitata’ di Firenze. Colpa della storia, non di ingiustizie: la città capoluogo vanta una presenza di opere d’arte eccezionale che attraggono visitatori. Da qui un turismo sfrenato che per certi aspetti è più nocivo che vantaggioso. La erode, la rosicchia, la impoverisce, la ‘occupa’, dando in cambio solo maleducazione e una inadeguata resa economica. Colpa di chi non l’ha saputa amministrare, nel tempo. Di chi ha lasciato che chiunque arrivasse fosse un padrone prepotente, sia  migranti che turisti, ai quali nessuno ha insegnato a rispettare la città che li ospita. Di chi, invece che un tram, ha inserito nella città due linee ferroviarie e non ha risolto il problema dell’alta velocità. Sì, immagino che la Ceccardi proporrebbe d’andare a dritto. 

Eccoci al dunque: facendo a meno della sciocchezze campanilistiche di chi sogna di governare una regione, la Lega, se vuol vincere la sua battaglia – e credo potrebbe anche farcela – non potrà fare a meno di guardare a Firenze come a una città da recuperare. Renderla più moderna senza scalfire l’antico . E questo non significa dimenticare la costa, che è parte importante, economicamente e culturalmene, della Toscana, campanilista sì, ma non sciocca: c’è, è vero un antagonismo diffuso verso il capoluogo regionale, ma una campagna elettorale non si vince sminuendo il valore di una città per guadagnarsi la simpatia di un’altra. Si vince con la capacità di equilibrare le forze in campo. Mostrando l’impegno di voler fare città per città un discorso davvero nuovo. Non la solita vecchia stanca tiritera del giochino medievale, di tutte le città contro tutte. Mi auguro che la Lega – sono convinto di sì – lo capisca, nonostante la Ceccardi.  Mi auguro che la Ceccardi capisca che governare una regione, sia diverso dal  governare Cascina.

Detto questo credo che sia importante non scegliere un candidato sindaco all’ultimo momento, come di solito si fa a Firenze, ma trovare quello giusto capace anche di destare l’attenzione di poli opposti. Di lavorare per Firenze – cosa difficilissima – e di credere nel futuro della città.  

 

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