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Appunti di un lettore su Rossi. Cecchi: “Non rispettare la costituzione vuol dire anarchia contro la democrazia”

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Ricevo via mail questa lettera che pubblichiamo.

Caro Cecchi. La leggo fin da giovane e ho sempre apprezzato i suoi scritti, anche quando mi facevano arrabbiare. Ma mi sono sembrati sempre equilibrati. Leggo adesso il suo punto di vista sulle decisioni di Rossi e dei sindaci di non rispettare né quindi applicare le leggi emesse dal parlamento a proposito di immigrazione. La sua critica alla scelta dei sindaci e dei presidenti di regione di non applicarle mi è parsa un po’ troppo dura. Direi fondamentalista. Un ‘peccato’ che in lei non ho mai trovato.

Suo lettore da sempre F. Bertoletti.

 

Gentile Bertoletti, grazie per avermi letto e aver apprezzato le mie cose. Vorrei però correggere il suo punto di vista sul mio ultimo articolo apparso su ‘La Gazzetta di Firenze’. Vede, l’Italia ha una storia di democrazia che finisce al momento in cui i sindaci vanno contro l’ordinamento del Paese e diventano fascisti. La ormai non più nuova Italia, ha la sua Costituzione, nei confronti della quale tutti ci inchiniamo, fino a che non dobbiamo rispettarla. La Costituzione determina regole ben precise, a ognuno di noi italiani, compresi sindaci e presidenti di Regione. A ognuno i propri doveri: il governo governa, promulga le leggi approvate delle Camere che una volta pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale diventano operative. E una volta operative devono essere rispettate da tutti. Da Tutti, non da qualcuno soltanto, come spesso accade nel nostro Paese dove ormai, residenti e immigrati, fanno il loro comodo.

Esempio elementare il Codice della strada all’interno delle città, che sta diventando un surplus. Tuttavia la cosa peggiore è il fatto che rappresentanti delle Istituzioni che hanno giurato sulla Costituzione, dichiarino che non rispetteranno una legge perché non la condividono. Si rende conto della anomalia? Della pericolosità per la democrazia? Anch’io sono perplesso di fronte a certe leggi, ma non le ignoro, le rispetto, se così non fosse tradirei l’idea di uno stato libero e indipendente e il ruolo del Parlamento, che purtroppo da una decina d’anni a questa parte è ridotto a un ‘voto di fiducia’ perché il Governo  non ha fiducia nella sua maggioranza e della sua tenuta. Renzi, andò avanti a colpi di fiducia e oggi più o meno accade quasi la stessa cosa.

Si ricordi, caro Bertoletti, che il Parlamento è il garante di tutti noi, delle sorti della Repubblica e delle leggi promulgate che vengono poi avvalorate dalla firma del presidente della Repubblica, come quella che oggi i sindaci dicono di non voler rispettare. Lo stesso vale per i decreti legge, da passare poi al voto delle Camere. Secondo me, i sindaci che non rispettano queste regole dovrebbero essere sospesi dalle loro cariche, istruiti sul ruolo del presidente della Repubblica  e mandati a studiare la Costituzione.

Vede? Non sono fondamentalista, sono semplicemente uno che difende la democrazia per la quale abbiamo lottato e molti sono morti, quella democrazia in nome della quale ci sgoliamo, ma che se ci fa comodo, ignoriamo. I sindaci che lei difende commettono un triplo reato: offendono il Capo dello Stato mancano al loro giuramento e aprono una strada pericolosa: quella di un anarcofascismo.

 

Chi vuole scrivere a Umberto Cecchi, può indirizzare le sue lettere (brevi per favore, 5-10 righe) a ‘redazione@gazzettadifirenze. It.  Oppure a: ‘umbertocecchi@libero.it’

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