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Cinesi e italiani senza green pass per le due dosi del vaccino Sinovac non riconosciuto dall’Ema. Appello a Giani

admin
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A seguito dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà della certificazione verde sui luoghi di lavoro molti cittadini cinesi, inoculati con due dosi di vaccino anticovid Sinovac, si sono visti sprovvisti di certificato verde perché il vaccino Sinovac non è ancora riconosciuto dall’EMA. Senza contare che molti cittadini italiani, inoculati in Cina col Sinovac non possono rientrare pertanto in Italia e vedersi riconosciuti i diritti della certificazione verde. Per questo l’Associazione Generale Ramunion Italia ha scritto al Presidente della Regione ToscanaEugenio Giani.

“Molti dei miei connazionali – scrive il presidente Luca Zhou Long – ben lungi dall’essere contrari al vaccino, sono stati inoculati con il Sinovac, vaccino cinese non riconosciuto dall’EMA e quindi non valido per l’ottenimento del Green Pass italiano; si capisce immediatamente come questa situazione comporti disagi notevoli nella filiera produttiva, non per mancanza del vaccino quanto per l’impossibilità di ottenerne la certificazione. Mi sono permesso di scriverle perché, avendola incontrata più volte in passato per altre motivazioni, ho potuto apprezzare il suo pragmatismo e la sua filosofia sostanziale, rivolta alla soluzione delle problematiche”.

Da parte sua, il vicepresidente Francesco Rotunno aggiunge: “Molti Cinesi sono privati della loro libertà in Italia, pur avendo fatto due dosi di vaccino Sinovac; molti Italiani sono privati della libertà di rientrare in Italia dalla Cina, pur avendo fatto due dosi di vaccino Sinovac. Queste persone non possono vaccinarsi ancora in quanto il vaccino Cinese non è compatibile con quello europeo”.

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