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La Protezione civile torna in Arno con una esercitazione per una Toscana sempre più sicura

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Tornano le esercitazioni della Protezione civile. Dopo la lunga emergenza Covid, la mattina di oggi, sulla spiaggia sull’Arno sotto la torre di San Niccolò, è una normale giornata di esercitazione, lunga e impegnativa. Le idrovore sono sulla riva e gettano acqua, gli uomini e le donne della Protezione civile regionale, della Città metropolitana, del Consorzio di bonifica del Medio Valdarno, del comando provinciale dei Vigili del fuoco sono tutti al lavoro, si esercitano all’uso coordinato delle attrezzature idrovore, riempiono pesanti sacchi di sabbia. Si allenano a fronteggiare l’emergenza. Insieme a loro, a guardare come si fa, a capire per imparare, anche i ragazzi dell’Istituto alberghiero Saffi, coinvolto nell’ambito delle attività formative in materia di protezione civile insieme ad altre scuole secondarie di secondo grado del territorio.

“Dopo una lunga fase di emergenza – dichiara l’assessora alla protezione civile Monia Monni, presente stamani durante le esercitazioni- la Protezione civile torna ad occuparsi di sicurezza e difesa del territorio, ad esercitarsi nelle operazioni che la caratterizzano e in cui eccelle. Stiamo lavorando ad una ristrutturazione del sistema di protezione civile affinché  sia ancora ancora più efficiente, per offrire ai nostri volontari formazione perché i nostri volontari di protezione civile sono ormai dei veri professionisti dell’emergenza e per organizzare anche gli stati generali della Protezione civile, per tornare ad incontraci e confrontarci. Il dialogo e la collaborazione è fondamentale. Penso agli eventi estremi, all’importanza dell’informazione. Sapere come ci si comporta è la base per la buona riuscita delle operazioni di soccorso, la messa in sicurezza dei luoghi, la messa in salvo delle persone”.

Alcuni dei macchinari presenti stamani, come ha spiegato il presidiente del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno Marco Bottino, “sono stati utilizzati durante l’alluvione di Livorno del 2019. Si tratta di idrovore potenti che servono per svuotare in tempi rapidi i luoghi allagati”