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CNA Agroalimentare:”GDO, prezzi stabili e campagne pubblicitarie a spese dei produttori artigiani

admin
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Sono significativi gli aumenti annuali (2021 su 2022) delle principali materie prime e degli imballaggi primari e secondari usati dal comparto produttivo agroalimentare artigiano. (vedere la tabella in fondo all’articolo)

Ad aggravare i costi sostenuti dal settore, quelli energetici (+55% elettricità; +40% gas), di trasporto (+15% gasolio) e di manodopera (+2,5% per rinnovo contratto collettivo artigiani alimentaristi).

“Uno scenario, frutto delle ripercussioni della pandemia sulle economie mondiali, che sta mettendo a dura prova la tenuta di moltissime aziende del settore artigiano – spiega Giulia Biagioli, presidente dell’Unione Agroalimentare di CNA Firenze – Si tratta di piccole imprese che hanno i loro punti di forza nella produzione (rigorosamente artigianale e di alta qualità) e nelle persone. Aziende che, proprio per queste caratteristiche, hanno margini limitati e, al contrario, tassi di reinvestimento elevatissimi. Imprese che, giocoforza, sono costrette, a malincuore, ad aumentare i prezzi di listino: non per fare affari d’oro, ma semplicemente per mantenere economica l’attività produttiva”.

Ed è qui che trovano l’opposizione della grande distribuzione organizzata, quella stessa, dalla Coop all’Esselunga, dal gruppo Pam alla Conad, che continua a ripetere come un mantra, grazie a massicce campagne pubblicitarie, di non aver aumentato i propri prezzi, nonostante il caro vita, ma che si rifiuta di concedere ai produttori artigiani, quelli stessi di cui si serve per incrementare qualitativamente la propria offerta, aumenti, se non (e solo in taluni casi) irrisori.

Insomma, campagne pagate da a spese di produttori artigiani.

“Non ci sono i margini per politiche di prezzo cosi aggressive, per noi pochi centesimi sono significativi nella copertura dei costi di produzione, e la GDO deve riconoscere questi aumenti a monte della filiera. È un momento delicato che va gestito con responsabilitàla soluzione non può e non deve essere la sospensione della fornitura” conclude Biagioli.

CNA chiama la GDO alle proprie responsabilità e ad un confronto urgente per individuare di concerto, produttori artigiani e distributori, una soluzione che abbia un’incidenza il più limitata possibile sui consumatori (cui tengono anche gli artigiani), ma che consenta all’artigianato di poter rimanere sul mercato e ai prodotti artigiani di qualità sugli scaffali dei supermercati. In ciò indispensabile anche l’intervento del Governo perché gran parte degli aumenti delle materie prime sono a carattere speculativo.

I RINCARI DEL 2021-2022

+280% il noleggio di un container; +70% per l’olio di semi di girasole e +50% per quello di oliva; +40% per gli imballaggi in plastica; +40% per l’alluminio; +40% per carta e cartone.; +40% per il pomodoro; +35% per i formaggi (pecorini); +40% per il burro; +35% per la pasta; +35% per farine e semole; +30% per il manzo; +15% per il suino; +20% per le uova; +10% per il latte; +29% per lo zucchero.