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Presentato il rapporto su FRIENDESK: il progetto europeo sviluppato da FISM Toscana contro la povertà educativa

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Oltre 300 scuole della Toscana coinvolte, tra infanzia e nidi, più di 150 famiglie supportate e quasi 100 educatori che hanno partecipato al corso. Sono questi i numeri di “FRIENDESK – Foster Reception for Inclusive Educational Needs: Development of Educational Support for Kids”, il progetto finanziato da Erasmus plus, che si propone di ridurre l’esclusione sociale che colpisce la prima infanzia, attraverso l’implementazione di un innovativo modello ECEC (Early Childhood Education and Care), ed è il primo Erasmus + realizzato in Toscana che ha come obiettivo i bambini da 0 a 6 anni che vivono in contesti emarginati.

Questa attività vede impegnata la Fism – Federazione Italiana Scuole Materne della Regione Toscana, come capofila, e altri sette partner comunitari, fra cui l’Università di Firenze, e che pone al centro della propria azione i bambini e la lotta alla povertà educativa.

Il progetto, frutto di un bando di 362 mila euro aggiudicato da FISM Toscana, è stato avviato nel 2019 ed è terminato nel febbraio 2022. Durante il convegno di oggi, venerdì 17 giugno, tenutosi presso il Cenacolo delle Mantellate di Firenze, è stato presentato il resoconto delle attività di questi 3 anni, alla presenza, tra gli altri, di Leonardo Alessi, presidente FISM Toscana, Alessandra Nardini, Assessore all’istruzione della Regione Toscana e Sara Funaro, Assessore all’istruzione del Comune di Firenze.

IL PROGETTO
Combattere, quindi, la “povertà educativa”, un fenomeno che può discendere da molteplici situazioni, legate principalmente al contesto familiare, con il rischio di processi di ereditarietà, a background migratori o a difficoltà economiche del nucleo familiare, intervenendo su queste fragilità per garantire una possibilità di sviluppo adeguato a bambini e bambine degli asili nido e delle scuole dell’infanzia coinvolte e un supporto adeguato alla comunità educante nel rispondere a queste difficoltà.
L’obiettivo primario è stato quello di creare e testare un sistema integrato, in cui gli insegnanti e gli esperti coinvolti nei sistemi ECEC (Early Childhood Education and Care) potessero lavorare insieme, per fornire alle famiglie dei bambini un servizio efficace ed inclusivo.
Per trovare risposte ai loro specifici bisogni, i bambini con le loro famiglie hanno potuto usufruire di una serie di servizi integrati, riuniti nell’ambito di uno “Sportello Famiglie”, secondo il modello hub&spokes (letteralmente “mozzi e raggi”, con un sistema che collega un hub centrale a più centri periferici diffusi sul territorio, ottimizzando le risposte), sviluppato dall’Università di Firenze. In linea con i bisogni individuati, i servizi sono stati: consulenza, orientamento, accoglienza, mediazione linguistica, consulenza psicologica, confronto con il personale docente.
Il progetto ha avuto la durata di 30 mesi, da settembre 2019 a febbraio 2022, e gli obiettivi sono stati:
1. un’analisi di contesto e benchmarking, focalizzato sulle migliori pratiche nei paesi europei partner sui principali motivi di esclusione sociale che colpiscono le famiglie con bambini di età compresa tra 0 e 6 anni;
2. un’attività transnazionale per insegnanti ed esperti che lavorano nell’ambito dei sistemi ECEC;
3. un periodo di sperimentazione del Modello Friendesk, consistente in spazi fisici ospitati da scuole e finalizzato a fornire ai genitori un supporto costante e un servizio di orientamento, in collegamento con i vari servizi del territorio.
4. una piattaforma Web integrata, utile per fornire contenuti di formazione agli esperti ECEC.

Il progetto si è posto l’obiettivo di cercare di coinvolgere le autorità pubbliche, al fine di creare linee guida che migliorino il modo in cui affrontare la povertà infantile e l’esclusione sociale, attraverso misure come il sostegno alle famiglie, l’assistenza all’infanzia, la promozione di sistemi educativi per l’infanzia di qualità.